due chiacchiere

Cracovia, l’ordine e la pulizia che vorrei vedere in Italia

Addio, monti [..] Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più s’avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messi gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti.

Alessandro Manzoni non avrebbe potuto esprimere in maniera migliore il sentimento che ho provato mentre salivo sull’aereo che mi avrebbe riportato al mesto ovile americano. Specialmente perché dalla pulizia delle strade di Cracovia, dal modo in cui vestono i suoi abitanti, dalla ricchezza culturale e storica di questa città, passerò a vedere gente che va a comprarsi il “latte” da Starbucks in pigiama, sporcizia un po’ dappertutto e soprattutto la mancanza di una cultura antica che sia rispettata ed adottata dalla maggioranza della gente. Eh già, come forse avrai intuito, la Polonia mi è piaciuta molto, sotto vari punti di vista. Ma partiamo dall’inizio: Cracovia è una città simile a Torino per estensione e numero di abitanti, quindi non proprio un paesello di montagna.

  • Una specialità tutta polacca
    Non ti dico cosa sono, ma devi assolutamente provarne almeno uno.
  • La sala principale all'interno della miniera
    La foto non rende giustizia alla magnificenza di questa sala a 135 metri sotto terra
  • Sculture di sale lungo il tragitto
    Alcune sculture di sale realizzate dai minatori negli anni
  • La grande mamma
    Uno dei tantissimi ristoranti italiani in centro. Mi sa che quasi quasi mollo tutto e...
  • Dolci tipici polacchi
    I paczki sono tipo bomboloni soffici e ripieni delle creme e confetture più disparate
  • Uno gnomo dietro una inferriata
    Una simpatica curiosità sono questi piccoli gnomi che troverai sparsi in giro per la città
  • Il centro storico con la caratteristica architettura polacca
    Era Lunedì, eppure il centro storico pullulava di gente e turisti come non mai
  • La piazza principale vista da un altro angolo
    La piazza principale vista da un altro angolo

Eppure, girando per le vie del centro storico, non sono riuscito a notare una cartaccia per terra che fosse una. Chissà, magari in periferia la situazione è diversa, ma per uno del segno della Vergine come me, a cui piacciono la pulizia e l’ordine, era proprio un cosiddetto massaggio per l’anima, ritrovarsi in un contesto tale. Sono arrivato in città la sera tardi, forse era quasi mezzanotte, e sono corso a tuffarmi nel lettone del bed and breakfast a due passi dalla stazione. La mattina dopo, avevo prenotato una visita turistica gratuita, durante la quale l’arzillo giovanotto ci ha raccontato in lungo e largo l’affascinante storia di questa città. In ben tre ore, con pausa bagno a metà, siamo partiti dalla porta di San Floriano e siamo arrivati al castello Wavel in cima alla collina che sovrasta l’intera città.

Dopo la bella scarpinata tra chiese, mercati e piazze, avevo prenotato un’altra attrazione fuori porta: le miniere di sale “Wieliczka”. Durante la visita, la guida ci ha portati a ben 135 metri sotto il livello del mare, raccontandoci come facevano i minatori dell’epoca ad estrarre il prezioso minerale in quantità industriali. Dalle carrucole ai cavalli, dai carelli spinti a mano fino a quelli elettrici, abbiamo fatto un bel viaggio nella storia di quest’incredibile opera dell’uomo. Il pièce de résistance è questo salone immenso in cui ancora oggi si celebrano cerimonie, matrimoni, feste da ballo classiche e moderne, ed altro. A proposito di ballo e più specificatamente di musica, sono certo che mi troverei benissimo con i polacchi, dato che tutti, ma proprio tutti i taxi che ho preso avevano musica da discoteca che suonava in sottofondo.

Infine, tornato in città dopo essere riemerso da quelle voragini incredibili, sono tornato al centro storico, per vedere la piazza illuminata di notte, uno spettacolo da non perdere. Nella piazza principale, se hai fame, c’è solo l’imbarazzo della scelta, con molti ristoranti italiani tra le varie opzioni. Eh già, uno dei tassisti, un tizio che ha passato alcuni anni in Italia con un’attività aziendale, e che parlava un perfetto italiano, mi ha spiegato che la cultura italiana è molto amata dai polacchi, specialmente le generazioni precedenti, a cui non dispiace ascoltare Celentano, Raffaella Carrà e tutti gli idoli di quell’epoca. Un motivo in più per farci un pensierino e trasferirsi lì in pianta stabile 😉 Concludo con una nota sul cibo: la pizza che ho provato era sorprendentemente buona, ma se vai, devi provare assolutamente i Zapiekanki. Ti lascio come compito a casa quello di scoprire di cosa si tratta. Perché pierogi e salsicce lo sappiamo tutti, ma questa è una sorpresa proprio gustosa!

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