due chiacchiere

Iltuohosting rescinde unilateralmente il contratto

Nelle scorse settimane ho condotto un esperimento per migliorare ulteriormente i tempi di caricamento del mio blog personale. Separando il carico di lavoro tra due server “fisicamente” diversi. Così mentre il codice HTML continuava ad essere servito da Tophost, le immagini e gli altri contenuti statici arrivavano da uno spazio acquistato in promozione su Il Tuo Hosting. Ma da qualche giorno l’account mi è stato cancellato senza alcun preavviso. Per non aver rispettato le condizioni contrattuali di servizio, mi è stato detto più tardi in risposta ad una mia richiesta di chiarimenti. Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa. A non aver letto quella piccola clausola nelle condizioni contrattuali di servizio, secondo cui è vietato usare il proprio spazio solo come server di immagini. Quanti di noi, ammettiamolo, si leggono tutta la pappardella legale ogni volta che installano un nuovo programma sul computer? Non voglio giustificarmi, ma permettimi di fare un confronto tra Italia ed America.

In particolare, vorrei spendere due parole sul servizio clienti di questa ed altre aziende italiane, e confrontare la mia esperienza con quello che vedo negli Stati Uniti. Qualche settimana fa avevo attivato un coupon da 5 dollari per noleggiare un film su Amazon Video on Demand, il loro servizio di streaming a cui siamo iscritti. Stranamente, quando abbiamo noleggiato Alice in Wonderland con Johnny Depp, il costo è stato addebitato sulla mia carta, invece che essere scalato dal coupon.

Sono le nove di sera, apro il portatile e mi collego al mio account Amazon. Mando una richiesta d’aiuto e nel giro di 20 minuti ecco la risposta che ricevo:

I’m really sorry to hear about the trouble you’ve had with using the $5.00 Instant Video Promotional Credits you received when linking the Roku Player.

I’ve checked your account and see that the $5.00 Promotional balance expired on August 31, 2011. Ordinarily, our promotional offers function much like a coupon in a physical store. They are sometimes limited to certain products and are valid only for the length of the promotion. However, as a token of our appreciation for your business, we have decided to honor the recently expired promotional offer.

I’ve manually applied $5.00 promotional credit into your account to fix the situation. Please note that, this $5.00 credits can be used to all digital orders such as Video On Demand Content, Kindle content, MP3 downloads. Also, I’ve issued a refund of $2.99 for “Alice In Wonderland” which was charged to your credit card.

Wow, non solo mi ha rimborsato il costo del film, ma mi ha anche regalato altri 5 dollari per un altro film. Ed anche in questo caso l’errore era mio. IlTuoHosting, in una situazione analoga, ha preferito applicare alla lettera le norme contrattuali, rescindendo senza preavviso ed in maniera unilaterale il contratto stipulato alla fine di Maggio. Va bene che non erano tenuti, ma sarebbe costata così tanto la gentilezza di avvisarmi prima di buttar via tutti i miei dati? Un cliente va coccolato, se vuoi che resti e ti faccia buona pubblicità. Per me è stata un’esperienza deludente, che non mi aspettavo da una società nata solo da pochi mesi e che vuole conquistare il mercato.

La cosa che mi lascia più perplesso è che non si tratta di un caso isolato. Leggo sui blog di Larvotto, Jack ed Emanuele esperienze simili, con altre aziende (grandi e piccole), e vedo in controluce uno dei motivi del declino dell’Italia, oggi considerata la vera pecora nera d’Europa. La Grecia è attaccata al respiratore automatico di Bruxelles, quindi i prossimi, spiace dirlo, sono gli italiani, ed il loro modo tutto al contrario di fare business.

Nota: l’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale, per correggere alcune imprecisioni ed a seguito di una minaccia di querela per diffamazione pervenuta al mio provider da parte del signor Vincenzo Tarantino, titolare dell’azienda in questione.

Commenti

  1. Napolux ha detto:

    Sai come la penso di tophost. Va bene fino a quando funziona. Poi quando salta sono cazzi. 🙂

    Cmq qui in Italia vedo che è pratica sempre più diffusa (in qualsiasi ambito) trattare il cliente come se sei tu a fare un favore a lui vendendogli il tuo prodotto e non lui a te comprandolo.

    Dall’hosting al bar, dai vestiti alla lavanderia… Il cliente è un rompicoglioni, non uno che ti fa mangiare.

    1. camu ha detto:

      Guarda, da quando sono passati al cloud, Tophost è molto più stabile e performante. Almeno così mi dicono i grafici di Google Webmaster Tools 🙂

      Riguardo al customer care in Italia, è triste leggere che anche tu confermi… Ma è una differenza che ho sempre notato tra l’Italia e l’estero in genere…

      1. Mattia ha detto:

        Confermo che gli smadonnamenti verso Tophost sono diminuiti da quando sono passati al cloud.
        Sicuramente se lo avessero fatto prima, avrebbero perso qualche cliente in meno.

      2. Trap ha detto:

        @camu: cos’è questa storia di Tophost-cloud? mi è nuova…

        1. camu ha detto:

          Ma come, la blogosfera ne ha parlato in lungo e largo 🙂 Ma non preoccuparti, sto preparando un articolo in merito…

  2. Sanghino ha detto:

    Un dubbio che magari tu riuscirai a chiarirmi: iltuohosting.it risulta essere una società non italiana:

    IlTuoHosting.it by VHosting Solution LLC
    Company Registration #4916053 Delaware, USA.
    Indirizzo: 2885 Sanford Ave SW #15528, Grandville, 49418, MI, USA

    ???
    Mi domando allora se comunque dietro ci stanno degli italiani ? Non ho molto ben chiaro l’assetto societario …

    Ciao

    1. Napolux ha detto:

      @Sanghino: ingenuo… 😉

      1. Sanghino ha detto:

        @Napolux: volevo solo essere …. come dire: sarcastico. In ogni modo ad un analisi piuttosto grossolana del sito io non gli darei neanche 50 centesimi … mi pare evidente che siamo di fronte al “dark side of hosting” … 😉

        Un saluto

    2. camu ha detto:

      Ti ha già risposto Napo 🙂

      1. Sanghino ha detto:

        @camu: Sisi … lo avevo già visto 😉

      2. vincenzo ha detto:

        lasciate eprdere questo servizio di hosting che piu scadente non si puo! nel mese di ottombre tutti i siti ospitati sono stati offline per dai 3 ai 7 giorni! ho diversi siti di poca rilevanza su questo hosting, e vi posso dire che fa pena , non c’è un mese che non hanno problemi tecnici! e quasi semrpe vi arriva un email..e ve lo confermano pure! ovviamente di rimborsi neanche l’ombra! e poi se vi lamentate o vi cancellano come tenti o danno risposte impertinente e da sfruffoni! ancicche 20 euro ..spendete anche 30 e 40 ma almeno avete assistenza e persone serie davanti!

  3. Sanghino ha detto:

    Altre due cosucce: in Italia è obbligatorio esporre in home per le società il numero di partita IVA … e lì non lo vedo … e leggendo il documento ToS … mi sembra mancante i parti essenziali per un contratto stipulabile in Italia … per esempio la competenza in caso di controversie … oppure chi è il responsabile del trattamento dei dati …

    Ciao

    1. camu ha detto:

      @Sanghino: l’avevo notato anche io. Ho contattato le associazioni dei consumatori, ma mi hanno risposto con la solita email preconfezionata dicendo che sono… molto impegnati 🙁

    2. Alessandro ha detto:

      @Sanghino: Scusa ma di che società parlate? iltuohosting.it a questo indirizzo http://www.iltuohosting.it/index.php in fondo a pie di pagina ci sono tutte le indicazioni legali dalla partita iva alla sede legale.

      dove stà scritto che risiede a Grandville USA ? Magari in quale indirizzo ip scannerizzato con qualche tool da hackerino ?

      Ho letto l’articolo, perchè stavo cercando opinioni riguardo iltuohosting.it dato che oggi ho deciso di registrare un mio dominio avendo anche un host molto interessante.

      Nel giro di pochi minuti mi sono trovato già a mettere su due cms che avevo intenzione di mettere su a mano (ma qui già sono predisposti :|) Joomla per un portale e WordPress per un blog editoriale amatoriale per miei scopi.

      Leggendo l’articolo ho notato che la stessa società aveva inviato una email di avviso che stava violando una clausola, a quanto pare il cliente non ha letto l’email per un qualche motivo, e si è ritrovato tutto cancellato. Ora, voglio dire, la scajolonata affermazione “mi hanno cancellato il sito a mia insaputa” quando in realtà avevano avvertito, mi sembra un pò una mossa di stizza che non ha alcun fondamento. L’autore dell’articolo è stato negligente sia nel leggere il contratto (il contratto si legge a prescindere, se non lo leggi ca**i tuoi), che nel non leggere l’email di avviso.

      Troppo facile fare i paragoni con l’estero, a me sai quanti negozi,alberghi, compagnie telefoniche italiane (e ribadisco italiani non esteri) mi hanno elargito degli storni o dei risarcimenti per delle loro mancanze! Sarà che io riesco ad avere una buona interazione con le persone ed è difficile che mi sbattino la porta in faccia, ma penso che se uno cominciasse a fare meno l’italiano medio essere un pò più avanguardia le cose andrebbero molto meglio per tutti a prescindere dalla crisi mondiale!

      saluti e buon hosting! 😉

      ale

      1. sanghino ha detto:

        @Alessandro: Ma scusami …. prima di mettere un commento del genere hai guardato la data in cui scrivevo ? Evidente no.
        Te lo scrivo io: 31 ottobre 2011.
        Esiste un servizio che si chiama Wayback machine, la macchina del tempo per i siti internet ….
        Prova ad andarci, inserisci quel sito e “viaggia” fino ad ottobre 2011 e …. magicamente vedrai che quello che scrivevamo era la pura e semplice verità. Quindi farei attenzione quando scrivi, stiamo parlando di cose veccie di due anni e voglio augurarmi che le cose siano cambiate.

        Saluti

        1. Alessandro ha detto:

          @sanghino: Sinceramente non ho visto la data, mi sono imbattuto qui durante alcune mie indagini sulle opinioni riguardo questo gestore di hosting.

          Beh in due anni cambiano tante cose, ma ciò che ho letto sono quei soliti discorsi che si sentono da sempre.

          Ho letto il ToC del servizio di hosting in questione in meno di 2 minuti e non fà una piega!

          In ogni caso all’anno corrente 2013 gli utilizzatori di questo gestore di hosting sono entusiasti e soddisfatti.

          salutos

        2. sanghino ha detto:

          @Alessandro: Come scritto nel post precedente, mi auguro che le cose siano cambiate.
          Se mi posso permettere, sulle date buttaci un occhio, se vuoi farti una idea sulla qualità del servizio (parlo in generale non solo di questo), anche vedere il trend temporale può aiutare.

          Saluti

        3. Alessandro ha detto:

          @sanghino: Di solito uso delle tecniche di ricerca sfruttando le opzioni di ricerca avanza di google. Nella fattispecie la priorità di indagine era una trasversale opinione sul servizio a prescindere dal tempo.

          Di solito uso questa strategia: quando vedo molti feedback positivi ai primi risultati e in generale ai risultati più recenti, tendo a scovare i feedback negativi per capire quanti casi di disavventure ci sono stati nel tempo.

          Capirai bene che vedere come il primo vero caso di disavventura di questo gestore hosting risale a due anni fa, mette a fuoco che in linea di massima il servizio che ho scelto è decisamente buono!

  4. Federico Neri ha detto:

    Camu, perché non usi Amazon S3 o Cloudfront per i tuoi file più grossi?

    1. camu ha detto:

      @Federico Neri: mah, diciamo che i 10 giga di Tophost mi bastano e avanzano. Anche perché, incredibile ma vero, dopo quasi 6 anni online con questo blog, ho accumulato soltanto 200 mega di “file grossi” 🙂

      1. Napolux ha detto:

        @camu: vai di public folder su dropbox 🙂

        1. camu ha detto:

          @Napolux: ho più spazio dove sono adesso 😛

  5. Jack ha detto:

    Ciao sono Jack del blog che hai linkato.
    Devo purtroppo darti ragione visto che sono capitato nelle situazioni più bizzarre anche io (tranne che per TopHost, mi hanno sempre trattato malissimo! quasi che l’essere loro cliente è un problema per loro :-/).
    Per la videocamera GoPro Hero c’erano svariati post precedenti in cui mi arrabbiavo a morte col venditore di Roma: hanno un sito tutto fighetto tipo grande azienda di elettronica con tanti clienti (e ce li hanno secondo me, che su trovaprezzi hanno centinaia di commenti positivissimi), allora mi fido di loro, dò loro i miei soldi, leggo i vari accordi per l’acquisto e li accetto. Ora la videocamera risulta difettosa appena tolta dalla scatola e provata in casa, non essendo un grandissimo tecnico gli chiedo spiegazioni via email e mi dicono “bah mandala in garanzia a tuo rischio e pericolo, se non riscontriamo il problema o se lo hai causato te ti addebitiamo anche il controllo tecnico”. Allora gli chiedo se potevo usufruire della restituzione con rimborso visto che ero nei 10 giorni dall’acquisto ed il prodotto era come me lo avevano inviato, ma no non potevo visto che per loro era un prodotto difettoso, ma allora lo sanno che è un difetto!! E così via, uno scambio di email dove le mie email erano poemi e le loro erano risposte stringatissime che non davano alcuna sicurezza e non mi dicevano mai cosa avrei dovuto fare per avere finalmente il prodotto per cui ho pagato. Alla fine il tipo si spazientisce pure, che io gli stavo cercando di riaffibbiare un prodotto difettoso, che avevo aperto la confezione e l’avevo rovinata(chissà come scopro il difetto e chissà come apro un pacco incollato…) e in queste condizioni non potevano offrirmi alcuna garanzia (nonostante per legge non ci sia nessuno di questi vincoli per poterne usufruire!!). Fatto sta che allora insisto così tanto che viene fuori che loro possono fare da intermediari con la casa produttrice GoPro ma niente di più, sono solo venditori. Ma allora qualcosa potevano fare! Allora potevano anche accettare solo il corpo della videocamera difettosa e fare da tramite con la casa Californiana! Ma quanto ci voleva a dirlo subito??

    Fatto sta che conoscendo l’inglese (uno che non lo sa che fa?) avevo già contattato il servizio assistenza della GoPro e semplicemente con assoluta professionalità e pochissimi messaggi mi hanno chiesto di fare un video che dimostra il difetto e dopo averlo appurato mi hanno confermato che potevo spedire solo il corpo della videocamera direttamente a loro e che avrei ricevuto a loro spese una videocamera nuova e assolutamente testata. Unica prova di cui avevano bisogno? La fattura del negozio italiano che riportava la data d’acquisto per controllare che ero all’interno dell’anno di garanzia, una cosa che avrei potuto stampare io in casa magari mettendo pure l’intestazione di un negozio non esistente.

    E poi con i web hoster ho avuto questa esperienza semplicemente chiedendo uno sconto maggiore l’ho ottenuto.

    Per non parlare di tutti gli altri piccoli episodi che mi sono capitati usufruendo di servizi in America piuttosto che in Italia. Tutta un’altra cosa.

    Comunque vedo che vivi negli USA, ora ti leggo un po’! 😛 Grazie per avermi linkato.

    1. camu ha detto:

      @Jack: grazie a te per la dettagliata descrizione dei fatti 🙂

  6. Jack ha detto:

    Ah, risultati? La prossima GoPro la comprerò direttamente sul sito ufficiale e la farò arrivare dalla California, che oltre ad avere più garanzie costa anche meno che comprarla qui nonostante l’IVA in dogana e le spedizioni.
    Uno mi può dire: ma perché non compri una videocamera italiana, così anche se il venditore non ti offre la garanzia (nonostante debba per legge) puoi sepmre contare su un supporto locale. Domanda: esistono produttori di videocamere come la GoPro in Italia? 🙂

    1. Jack ha detto:

      @Jack: scusa, non ho visto che si può rispondere qua 😛

      1. camu ha detto:

        @Jack: no problemo, amigo! Comunque se ti serve una mano a comprare roba qui, fai un fischio.

  7. Emanuele ha detto:

    Lungi da me difendere IlTuoHosting (non perdo neanche tempo per andare a vedere la loro homepage), ma anche Tophost (e non solo loro, ma tantissimi provider, anche il mio americano) hanno la seguente clausola:

    Il CLIENTE si impegna a utilizzare lo spazio web eventualmente acquistato e messo a disposizione dal FORNITORE solo ed esclusivamente per la pubblicazione del sito web e non come deposito, cioè come strumento per la semplice archiviazione di file e/o di materiale scaricabile da altri siti.

    E’ una norma storicamente portata avanti mi sorprende che non ne fossi a conoscenza.
    Ciao,
    Emanuele
    PS: quella da me citata è tratta direttamente da Tophost.

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: si, vero. Anche se io ho sempre interpretato il “materiale scaricabile” come file zip, mp3, avi e quant’altro (la parola “deposito” mi fa pensare così). Non innocenti immagini o fogli di stile usati attivamente. Come ho scritto, a quanto pare ho sempre sbagliato, ed ora ho imparato la lezione. Ad ogni modo, il punto è un altro: una mail d’avviso sarebbe stata una gentilezza troppo grande per loro?

  8. Sergio ha detto:

    Riporto i punti salienti del TOS di iltuohosting.it
    – ad utilizzare lo spazio web messo a disposizione da IlTuoHosting.It solo ed esclusivamente per la pubblicazione del sito web e non per immagazzinare files o altri materiali non inerenti al sito web, gli stessi devono essere accessibili via internet;

    – Sui piani hosting con spazio/traffico illimitato non viene posto alcun limite predeterminato, le risorse vengono fornite con modalità best-effort.

    Spazio mimino garantito di 1gb e spazio di 1 gb sono due cose differenti… l’italiano è chiaro?

    Quindi leggere prima di parlare male delle persone!

    Sergio.

    1. camu ha detto:

      @Sergio: mi sa che non hai colto il senso del mio articolo. Come compitino per casa, rileggilo almeno 3 volte.

    2. camu ha detto:

      @Sergio: riguardo al best effort, mi spiegheresti cosa significa, in ITALIANO, quando applicato allo spazio disco?

      1. Sergio ha detto:

        @camu: significa che se c’è bene…ma se non c’è niente…però ti assicura 1 gb.
        Poi l’hosting mi sembra di aver capito che lo usavi per immagazzinare file per il tuo sito ospitato nel dc di TopHost…quindi contro il ToS.
        Best effort è come le adsl di alice….quindi ti dà il massimo che ti può dare…però ITH ti da un minimo a cui sotto NON può andare…cioè 1 GB.
        Io sono cliente di ITH e girando per il web cercando info su di lui ho trovato questa discussione incongruente con la realtà…

        1. camu ha detto:

          Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E non c’è peggior maleducato di chi entra in casa d’altri senza presentarsi, urlando ed esagerando con i punti esclamativi…

        2. Sergio ha detto:

          @camu: Ah è vero, non mi sono presentato: scusate… allora Sono Sergio, sistemista linux/windows e tecnico di datacenter per vari provider di hosting e non solo…
          mi scuso se ho urlato, ma mi girano molto per la non conoscenza delle cose

        3. CyberAngel ha detto:

          @Sergio: Sei già cliente e hai bisogno di cercare notizie sul tuo hosting? Mah…

    3. Sanghino ha detto:

      @Sergio: Ma poi che razza di TOS sarebbero … come dicevo prima mancano delle parti essenziali per poter essere considerato un contratto un minimo di una certa validità … a chi mi rivolgo in caso di controversia ? Chi è il soggetto responsabile dei miei dati ? Dove sono conservati ? Con che modalità ? Niente … anche leggendolo 1000 volte mi pare che sia carente al limite dell’ingannevole.

      Saluti

      1. Sergio ha detto:

        @Sanghino: tu ti basi su contratti italiani ma la societa’ essendo in USA evidentemente quel contratto negli USA e’ valido….forse è quello che non capite…

        1. camu ha detto:

          Chiunque opera in Italia, suppongo, è tenuto a seguire la normativa italiana, altrimenti sai che casino…

        2. Sanghino ha detto:

          @Sergio: Come ti hanno detto anche altri, per operare in Italia si seguono le regole italiane … tutto il resto è fuffa.

      2. Jack ha detto:

        @Sanghino: su questo non saprei, ma ricongiungendomi col discorso generale penso che il punto di camu sia un altro: TOS o non TOS, regole e leggi a parte, se un’azienda vuole essere davvero seria, sa cos’è la customer satisfaction, sa come fare affari, queste cose non le sbatte mica in faccia al cliente ma piuttosto direbbe “Guarda, hai violato il regolamento del tuo piano hosting, dovresti metterti in regola, oppure possiamo trovare insieme una soluzione adeguata ai tuoi bisogni”.
        In questo modo l’azienda non ha spazio web trattato come uno storage ed il cliente rimane soddisfatto per aver trovato la soluzione alle sue necessità con lo stesso web hoster di cui si è fidato ed ha preso confidenza. Fin quando i clienti vengono trattati come se fossero un peso per l’azienda ed i sistemisti entrano sbattendo la porta nei blog altrui dicendo che “gli girano molto” c’è poco di cui lamentarsi, mi dispiace 😀 Secondo me manca proprio la cultura di “fare azienda” qui, certe cose sono inaudite altrove.
        Almeno questo è il messaggio che penso camu voleva far passare.

        1. camu ha detto:

          Esatto, tutti tranne Sergio l’hanno capito, mi pare 🙂

        2. CyberAngel ha detto:

          @camu: Insomma abbiamo capito tutti perché questa società è registrata (?) nel Delaware. C’è da chiedersi se come hosting è registrato in Italia per rivendere domini .it

        3. CyberAngel ha detto:

          @CyberAngel: Uhm, come volevasi dimostrare non sono nemmeno accreditati come Registar e quindi rivenderanno. Andiamo bene…

        4. Sergio ha detto:

          @CyberAngel: si l’azienda non è accreditata come registar al Nic, ma compra da Internet-bs che lo è…
          che un provider sia o non sia accreditato a qualche registro non implica la sua qualità nell’erogare i servizi…

        5. Sergio ha detto:

          @Jack: Finalmente una persona che ragiona…il tuo ragionamento mi piace di più che quello polemico di camu.

  9. Sergio 1 ha detto:

    secondo voi un sistemista non sa cambiare ip?

    1. Sanghino ha detto:

      @Sergio 1: Lo sa fare anche mio figlio di 8 anni … Dici che lo posso proporre come sistemista ?!?

      1. Sergio ha detto:

        @Sanghino: si digli che se vuole può venire a lavorare con me…

        1. camu ha detto:

          Sergio, il tuo atteggiamento è al limite di quanto previsto dalle TOS di questo sito, ti pregherei di astenerti da ulteriori commenti off-topic. Grazie.

        2. Sergio ha detto:

          @camu: mi scuso…volevo essere ironico.
          scusa Sanghino.

  10. CyberAngel ha detto:

    Comunque tornando al discorso Amazon anch’io sono molto soddisfatto da questa azienda e da quando, ormai un anno fa, è giunta finalmente anche in Italia, sono diventato un affezionato cliente tant’è che sto mese ho fatto un ordine dietro l’altro. Eccellente l’assistenza cliente, davvero veloce, gentile e sempre pronta ad aiutare. Purtroppo come sempre la nota dolente è il corriere a cui si affidano, ovvero SDA. Prova di quanto sia cresciuta in un solo anno qui da noi e quanto credano al mercato, è il nuovo centro di stoccaggio che hanno inaugurato in questi giorni nel piacentino.

  11. elisabetta ha detto:

    Ciao a tutti. 🙂 Mi sono interessata a questo topic in quanto cercavo informazioni, prima di acquistare uno spazio per il mio blog di cucina, sull’hosting in oggetto.
    Ho trovato problemi relativi quanto scritto con quanto ho trovato sul sito. Ho trovato, cliccando su “altro” sul sito per vedere cosa offriva, le caratteristiche del piano offerto. Ho trovato degli asterischi e la voce sotto “* Spazio Web/Traffico illimitato vengono forniti in modalita’ Best-Effort” .
    Ho cercato “best effort definizione” e mi sono ritrovata questo
    Mi sembra di capire che da quanto scritto è chiaro che si può tradurre come un “noi offriamo quello che possiamo”. E fin quì ok.
    Poi ho cercato i termini di servizio. Li ho trovato in “Documenti legali”. Non li ho trovati nascosti.

    Ora ho mandato una mail al gestore del servizio per avere maggiori informazioni in merito.

    Spero solo non si tratti di una fregatura. 🙂
    Appena ho notizie vi aggiorno.

    1. camu ha detto:

      @elisabetta: strano che nessuna delle tue 28 visite (grazie per aver letto le TOS prima di postare il commento eheh) provenga da un motore di ricerca, ma siano tutte visite dirette a questo blog. Strano inoltre che nello stesso arco di tempo in cui tu visitavi e rinfrescavi la pagina, ci sia stato “casualmente” un bombardamento di pageviews (700 richieste POST per cercare stringhe a casaccio in 10 minuti) da un server tedesco. Bravo, qualcuno ha perso tempo per scrivere uno script che tentava di farmi scattare il QoS, deve essere proprio un gran genio di sistemista ^_’

      Strano che tu ti proponi come un’appassionata di cucina ma sia così brava come sistemista 😉 Strano che tu non abbia visitato nessuna delle mie ricette di cucina (quindi come sei arrivata su questo blog è un mistero). Comunque sia, se ti fidi di loro, acquista il loro servizio e facci avere l’indirizzo del tuo blog, così lo veniamo a visitare in massa.

      1. CyberAngel ha detto:

        @camu: Ma cacchio! Per una volta che c’era una new entry femminile subito arriva lui a smascherarla! 😛 Uff… che fregatura ma anche che ciula che sono sti tizi!

        1. camu ha detto:

          @CyberAngel: la cosa divertente è che Elisabetta ha trascurato il fatto che il suo browser ha sempre il cookie attivo, quindi anche cambiando indirizzo IP ed addirittura locazione geografica, è possibile tracciarla 😛

        2. CyberAngel ha detto:

          @camu: Beh è una donna. Queste cose potrebbe non saperle 😛

        3. camu ha detto:

          @CyberAngel: però che strano, subito dopo il mio commento ha cominciato ad usare un proxy “anonimizzatore” 🙂

  12. Lorenzo ha detto:

    Sono un cliente di VHosting-it (quindi stesse persone), leggendo quanto scritto qui e confrontando con le esperienze di altri utenti ho deciso che alla scadenza del contratto (purtroppo recentemente rinnovato) trasferirò il sito verso altri lidi.
    Io finora mi sono trovato abbastanza bene, ma bisogna premiare le società che meritano e non incoraggiare invece quelle scorrette, di questo ne sono sempre stato convinto. Consigli per il futuro?

    Rimanendo in tema, se è una società italiana la p.iva va dichiarata nell’home page. Se invece compra da Internet-bs lo deve mettere in chiaro nel sito. In Italia le aziende devono fornire quanti più elementi della loro situazione legale, siano esse nazionali o no. Questo perché se gli utenti devono aprire determinati siti (ad esempio, testate giornalistiche online) devono registrare al Tribunale il nome e lo stato dell’hosting utilizzato, incluso l’accredito come Registar. Avere la sede nel Delaware comunque non permette la violazione dei termini d’uso richiesti in questo paese. Un consiglio che do a tutti: spesso nei contratti vi è scritto che non si può parlare di una azienda se questo può compromettere la loro reputazione. In Italia esiste ancora il diritto di cronaca, e quindi se vi trovate male potete usare ogni mezzo legale per esprimere quanto è successo, è nel vostro diritto. Se annunciano azioni legali contattate un giudice di pace.

    1. CyberAngel ha detto:

      @Lorenzo: Riportano i dati società del Delaware e va bene, però anche se acquistano da altri paesi (come la Germania) e poi rivendono in Italia devo comunque avere una partita iva comunitaria cosa che dal sito non si evince.

  13. Lorenzo ha detto:

    @Sergio:
    il contratto deve rispettare le normative locali, non basta essere in regola nel Delaware.

  14. CyberAngel ha detto:

    Perché non mi va di spendere 10 o 20$ per avere maggiori informazioni su questa fantomatica VHOSTING SOLUTION, LLC però qualche info è comunque reperibile qui. Davvero strani sti giri. Si capisce che guadagnano tanto se per non pagare le tasse in Italia sono andati a registrare una società nel Delaware.

    1. camu ha detto:

      @CyberAngel: la HARVARD BUSINESS SERVICES, INC. è una società intermediaria, che consente di avviare un’attività negli Stati Uniti per conto terzi.

      1. CyberAngel ha detto:

        @camu: Si immaginavo, un’intermediaria. Quindi le informazioni che si otterrebbero sarebbero di quest’ultima e non della VHosting?

        1. Jack ha detto:

          @CyberAngel: in ogni caso per registrarla nel Delaware hanno utilizzato i servizi di società terze per avere la sede legale con l’indirizzo americano nel Michigan, il numero di telefono americano e tutto il resto, quindi si riuscirebbero a scoprire pochissime cose. Cliente anche io con VHosting, appena scade il contratto, cambio…

        2. Jack ha detto:

          @Jack: anzi, mi stupisco che non ha usato whoisguard o come si chiama per mascherare anche i dati dei domini registrati!

  15. Trap ha detto:

    Ciao, riporto una mia esperienza.

    Ho un vecchissimo portatile del 2005, ancora funzionante, della DELL preso usato con garanzia 3 anni da loro.

    Avendo la necessità di riformattarlo nel 2009, non trovo più il CD di Windows XP professional.

    Scrivo al loro supporto italiano, chiedendo se era possibile reperirlo, anche pagandolo. Loro dopo poco mi rispondono, più o meno, così:

    “Purtroppo non possiamo inviare i CD qualora questi vengano persi, in quanto viene considerato danno accidentale. Inoltre la sua garanzia e’ scaduta a Marzo del 2008, per cui sarebbe una richiesta molto difficile da soddisfare. Comunque consultandomi con un superiore, ho richiesto se fosse possibile fare uno strappo alla regola ed infine ho ottenuto l’autorizzazione per poterle spedire la copia di Windows in supporto CD.”

    Non dico altro 🙂

  16. Jack ha detto:

    camu cos’e’ successo? prima avevi messo il post privato ed ora rispunta con un titolo nuovo, spero sia tutto a posto

  17. Avv. Iezzoni ha detto:

    Leggo che ti hanno cancellato i dati senza avvisarti. Curioso. Curioso davvero che la società in questione abbia provveduto con tale leggerezza a rimuovere dati che però non le appartenevano. Mettiamo che tu non avessi una copia dei medesimi? Non basta certo nascondersi dietro la violazione di una clausola contrattuale, per altro senza contraddittorio e pure presunta perché prima dovremmo essere concordi nella definizione di cosa sia usare un hosting “solo come server di immagini”, la società non è stata affatto precisa avrebbe dovuto detagliare meglio, aggiungere degli esempi concreti di quella che ritiene una pratica non ammessa, e non sarò certo io a fare il filosofo del bit o del pixel per ricordare che alla fine tutto quello che viene proiettato su di uno schermo finisce per essere una immagine o che le immagini sono dei dati come altri… come i testi, come l’audio e così via, semplicemente dati che classifichiamo a seconda dell’uso che ne facciamo, dati informatici ma che a loro non appartenevano. Avrebbero dovuto contattarti, contestarti la violazione di una loro clausola e invitarti a rimuovere quei dati dai loro server . Solo tu potevi rimuoverli e mi sembra di capire che il modo di contattarti non mancasse ma hanno preferito non farlo. Così mi sembra anche di capire che hanno agito in maniera sproporzionata, arrecandoti addirittura un danno invece di cercare quel contatto diretto col proprio cliente che sarebbe stato preferibile? E di rimborso di quanto speso nell’acquisto dei loro servizi non goduti non si è più parlato? L’aver aderito ad una promozione non può significare che il cliente perda i propri diritti e nemmeno che una qualsiasi società possa comportarsi con i clienti come se si azzerasse di colpo il contraddittorio, come se vi fosse una trasparenza tale da intravedere solo il borsello e non più l’altra persona. L’educazione e le buone pratiche commerciali sono un valore anche online. Curioso. Curioso davvero. Mi auguro che tornino sui loro passi e rivedano i loro metodi. Non vi è alcuna proporzione tra quello che hai fatto tu, per altro per semplice distrazione, e quanto han fatto loro cancellando i tuoi dati ed il tuo account per seguire invece una precisa logica aziendale ma tutta loro, arbitraria e unilaterale. Curioso. Curioso davvero.
    .:.

  18. bled ha detto:

    Salve a tutti, ho letto tutto quello che e scritto sopra, sono nuovo sia qua sia per creare un hosting e avrei bisogno di aiuto se potrei dirlo, mi sono registrato a questo sito (iltuohosting.it) che nn si capisce da dove viene e che lingua parla, perche mi registro con tutti i miei dati e poi mi manda per email che il mio dominio http://www.durresishqiptv.com è confermato registrato nel loro suporto, ma vado per cliccare dove mi dice, pero nn mi fa vedere il hosting ma mi dice che il certificato non è sicuro. Sono consapevole dei rischi
    poi nel mio account scrive italiano, per aggiornare i dati personali in inglese poi quando faccio aggiorna mi risponde in spagnolo, che i tuoi dati sono stati aggiornati che la lingua scelta da me è l’italiano, vedendo queste anomalie subito il giorno chiedo il rimborso visto che lo diccono, ma bisogna vedere che la facciano spero, secondo voi da che cosa dipende? oppure dovrei aspettare qualche giorno? questa domanda è anche per @Sergio: visto che dice che è un sistemista di questo vhosting, mi scuso se nn mi sono spiegato bene magari, pero le mie capacita arrivano fino qua,grazie

    1. camu ha detto:

      Alla fine ti hanno rimborsato?

  19. Novadrome ha detto:

    Chiudono gli account senza preavviso per cose assurde! non ti permettono di recuperare i file e ti trattano a pesci in faccia nonostante il cliente paghi!

    Sono ridicoli li sconsiglio vivamente! meglio spendere 5€ in più da qualche altra parte che regalarli a sta gente.

  20. Ettore ha detto:

    Senza alcun dubbio il peggior hosting di sempre.
    Non vi affidate a iltuohosting.it! Statene alla larga!

  21. Ana ha detto:

    È per post e commenti come questi che io acquisto pacchetti di hosting solo da provider americani; faccio così da quando ho comprato il mio primo dominio nel 2010, e non me ne sono mai pentita.

    …..E anche perché gli hosting italiani sono fissati su alcuni standard, obsoleti già ai tempi dell’uscita di Windows XP.
    1) Hosting frazionato = 1 dominio + sottodominii (subdomains); gli host italiani non immaginano neanche lontanamente l’esistenza degli add-on domains, e se gli chiedi informazioni su quella caratteristica vieni trattato come uno fuori di testa;
    2) 10 GB = super-plan, generalmente con costi sui 150-160 €/anno; non concepiscono che è possibile dare 20-30 GB o più a 60 €/anno – come fanno gli hosting americani, senza overselling e riuscendo a fornire comunque un ottimo servizio.

  22. Webseo ha detto:

    Io ho un dominio su iltuohosting e come piattaforma mi sembra essere affidabile senza pretese o altro certo per contattarli spendere € 20,00 per ripristinare un servizio che non funziona e solo resettarlo sono troppi. Ma ogni società crea un suo supporto con costi e prezzi di loro convenienza avevo deciso di acquistare li un’ altro dominio ma a quanto vedo non mi conviene in quanto voglio pagare ma voglio essere sicuro che quel servizio a cui mi affido mi offra sicurezza affidabilità sempre per la migliore performance e anchio ho avuto un problema.Mi si è cancellato il sito web creato con un loro servizio e ho! Dovuto crearlo tutto da capo!.E non cè stata nessuna comunicazione in merito ed e certo che se io avessi chiesto di recuperarlo avrei dovuto pagare e spendere le € 20,00 euro. Non vorrei credere che fosse stata una loro voluta colpa per essere contattati dai loro Clienti??? Al prossimo disservizio denuncerò il tutto e chiedero i danni alla Società.

    1. camu ha detto:

      @Webseo: in Italia denunciare non porta a nulla 🙂 Solo palate di bile per la persona che ha subito il torto.

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