Li abbiamo visti tutti sui social, quei piccoli robottini che danzano o fanno arti marziali da qualche parte in un luogo non meglio identificato della Cina. Ecco, questo io mi aspettavo di vedere anche negli Stati Uniti quando ho deciso di emigrare qui, oramai quasi 19 anni fa. Ed invece, mentre la Cina avanza su tutti i fronti, noi abbiamo l’Umpa Lumpa, come lo chiama Piero, che sta smantellando la struttura portante di questa nazione, fregandosene del progresso tecnologico. Già, perché come ci spiega quest’articolo (in inglese), la corsa ai robot umanoidi è entrata in una nuova fase ed ancora una volta, l’obiettivo della Cina è quello di puntare a produrre tecnologia avanzata a costi sempre più bassi.
Ogni volta che vedo una foto oppure un video sui social delle ultime autovetture sfornate da BYD, piene zeppe di tecnologia, disponibili per i fortunati che non abitano negli Stati Uniti, mi viene un’invidia che manco te l’immagini. Perché, se non lo sapevi, il Paese a stelle e strisce ha imposto dazi assurdi del 100% alle case automobilistiche cinesi. Ipocrisia a quintali, come sempre: quand’era la Cina a proteggere i propri mercati, le critiche piovevano da ogni angolo della Terra. Ora che lo fanno gli americani, per proteggere le ciofeche messe sul mercato dalle aziende nostrane, allora tutti a fischiettare e far finta di nulla. Ma va bene così, prima o poi i nodi arriveranno al pettine, e quest’impero crollerà. Già, perché se facciamo un parallelo con l’Impero Romano, siamo alla fase degli imperatori tipo Nerone e soci, quindi non manca molto.
Potresti dire: eh, ma vedrai che quando i Democratici tornano al potere, aggiustano tutto. Fidati, sono certo che non ce la faranno a proporre un candidato rivoluzionario come è stato ad esempio Obama (neanche lui uno stinco di santo, ma qualcosa è riuscito a fare). E con il fatto che si può perdere la maggioranza e rimanere al governo, le cose saranno ancora più in salita. Mica solo in Italia il campo largo è un colabrodo 😝. Nel frattempo la Cina ride sotto i baffi, avanzando zitta zitta, riuscendo a completare la trasformazione da fabbrica mondiale di prodotti di bassa qualità (cosa che molti occidentali continuano a pensare tutt’oggi), a locomotrice che promuove un nuovo paradigma mondiale che va dall’ecologia all’energia, dalla Nuova Via della Seta alla stabilità politica portata avanti da Xi Jinping. E si, lo so, non è tutto oro quello che luccica.
Una delle aziende che si è affermata nel settore della robotica cinese è Unitree Robotics (no, questo non è un post sponsorizzato, magari!), fondata nel 2016 e inizialmente conosciuta per i suoi robot quadrupedi. Il più popolare modello oggi è il G1, che appunto, tutti abbiamo visto in quei video sui social. Ma il vero punto di forza di Unitree è l’abilità di mettere questi robot in commercio, cosa che neppure Tesla è ancora riuscita a fare con il suo Optimus, buono solo ad essere telecomandato durante gli eventi di presentazione di qualche novità. E vogliamo parlare del costo? Con circa 30.000 euro te ne porti a casa uno, stile L’uomo Bicentenario. Per un robot umanoide, si tratta di una cifra molto diversa da quella che fino a pochi anni fa sarebbe stata necessaria per acquistare una macchina di questo tipo.
Certo, la tecnologia deve ancora superare problemi importanti: autonomia delle batterie, affidabilità, capacità di manipolare oggetti complessi, sicurezza e soprattutto convenienza economica nelle applicazioni reali. Ma vedremo cosa succederà quando le aziende cominceranno a comprarli in grandi quantità. I segnali, al momento, sono significativi. Il mese scorso, Unitree è stata quotata alla Borsa di Shanghai e, nel primo giorno di contrattazioni, la sua valutazione ha raggiunto circa 50 miliardi di dollari. E non aggiungo altro.