due chiacchiere

Le bacchette di… pollo

Per vivere in un Paese straniero, una delle cose indispensabili è procurarsi da mangiare. Ti toccherà in altre parole andare al supermercato e fare un po’ di spesa (food shopping). In America, la scelta sui banconi è altrettanto varia che in Italia, ma spesso si trovano cose dallo strano aspetto. Ci sono quindi due opportunità: evitarle a priori, affidandosi al solo senso della vista, oppure sapere di cosa si tratta. Prendiamo ad esempio il cartello che annuncia una promozione all’ingresso: chicken drumsticks, only $3.99 per pound. Da quando in qua il pollo suona la batteria con le bacchette? Infatti letteralmente drum è il tamburo, stick è la bacchetta. Il mistero è presto risolto: con quattro dollari ti compri una libbra di cosce di pollo.

Più facile sarà invece comprare le ali di pollo, che vengono chiamate, indovina un po’, chicken wings. Mentre se ti vuoi fare un saporito ragù, dovrai cercare la carne… a terra. Se infatti tritare sarebbe traducibile con to chop (chopped onions, in una ricetta, sono le cipolle tritate), stranamente qui la carne tritata diventa invece ground beef. All’inizio pensavo si trattasse di particolare tipo di taglio: beef è la carne di bovino adulto (mentre meat è la carne in generale), quindi quel ground vicino pensavo fosse “carne di mucca allevata all’aperto”, un po’ come i polli Amadori 10+ da noi in Italia.

Concludo con un modo di dire: ieri, nel mezzo di un discorso tra due amici in metropolitana, uno ha detto: I couldn’t nail that last piece of steak, con una faccia sconsolata. Come saprai, nails sono le unghie delle mani e dei piedi, quindi nella semplicità dell’inglese americano, trasformare questo sostantivo in verbo vuol dire nient’altro che afferrare (anche in senso figurato). L’amico, probabilmente ad un barbecue con amici, non è riuscito a “mettere le mani” sull’ultima bistecca.

Commenti

  1. (Lady).Chobin ha detto:

    Certe cose è meglio saperle 😀

  2. Barbara ha detto:

    Che lezione di americanologia 😀 Molto interessante mi incuriosiscono sempre usi e costumi di altri paesi (non per nulla non mi perdo mai i vari documentari e le rubriche in merito su Sky)

  3. camu ha detto:

    Sono contento che questo nuovo “corso d’inglese” in pillole vi piaccia 🙂

  4. LaCapa ha detto:

    E’ molto divertente leggere il corso-d’-inglese-DO-IT-YOURSELF! =)

  5. Emanuele ha detto:

    E se ingrassarsi le unghia fosse una nuova trovata americana?! 😛
    Ma a chi chiedi quando hai dubbi?
    Ciao,
    Emanuele

  6. camu ha detto:

    Emanuele, ho la fortuna di avere una moglie madrelingua americana 🙂 Che ha tanta pazienza nel risolvere i miei dubbi linguistici…

  7. Emanuele ha detto:

    Ehm… come ho fatto a non pensarci! 😛
    Ciao,
    Emanuele

  8. burberry ha detto:

    Grazie della lezione! Quando la propinerò ai miei alunni, farò un figurone!!! 😆

  9. Antonio ha detto:

    Le tue lezioni d’inglese sono sempre molto interessanti!!!

  10. camu ha detto:

    Burberry, ma sei anche insegnante d’inglese? 🙂
    Antonio, visto il successo riscosso, ho già in cantiere una sventagliata di puntate sull’americano corrente, utile nelle più svariate situazioni di vita quotidiana: dal ristorante al parcheggio, dalle indicazioni stradali a… chissà cos’altro. Penso possa servire a chi pianifica un viaggio da queste parti! Così almeno un tozzo di pane sarà in grado di comprarlo!

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