due chiacchiere

Il ritratto di Dorian Gray

C’è una sola parola che userei per definire il giovane Dorian Gray: capriccioso. L’ho pensato sin dai primi capitoli del libro che ho finito di leggere da poco. Ma il genio di Oscar Wilde nello scrivere quest’opera, è andato ben oltre: non solo dando al biondino diciassettenne un carattere lunatico, ma contornandolo di personaggi che, nel bene e nel male, cercano di consigliarlo su come vivere la propria vita. Il quadro dipinto da Basil Hallward, entra in scena in punta di piedi: l’amore per la bella Sibilla e la tragedia della sua morte, sono i veri elementi rivelatori del carattere instabile di un giovanotto viziato e succube dell’influenza fin troppo evidente del cinico Henry Wotton, secondo me il vero protagonista dell’opera.

Lord Wotton, diabolicamente raffinato nella sua opera di corruzione, si diverte a coltivare la vanità e l’egoismo di Dorian. Lo conduce con se nei salotti aristocratici e nei luoghi più malfamati di Londra, attizza in lui le passioni più torbide e segrete. Durante questo periodo, Dorian Gray rimane nell’aspetto esteriore il bellissimo giovane di sempre: non una traccia dei suoi vizi appariva sui lineamenti purissimi del suo viso sereno. Ma la sua immagine, nel ritratto, invecchia e diventa sempre più ripugnante. Perché gli mostra senza veli la vera essenza della sua anima: le gocce di pittura si muovono sulla tela seguendo le sensazioni dell’anima di Dorian.

Commenti

  1. Artemisia ha detto:

    E’ un libro che lessi parecchio tempo fa. Mi mise addosso una sensazione davvero strana, un’angoscia che non riesco ancora a dimenticare, forse perché la mia sensibilità è sempre stata sin troppo accentuata 🙁

    Pss… ti ho votato nel concorso di Cristiano, quello sui migliori template 😉

  2. Piero_TM_R ha detto:

    Incredibile! Sono a metà del libro in questi giorni! Molto bello ed effettivamente, come dice Artemisia, lascia un po’ di angoscia.

    Ottimo!

  3. Barbara ha detto:

    Mamma mia l’ho letto tanti anni fa e me lo ricordo ancora , poi però non mi ricordo dove ho lasciato le chiavi della macchina ecco

  4. camu ha detto:

    Artemisia, sono d’accordo, per una persona sensibile può essere una lettura abbastanza “provante”, specialmente nella seconda parte del libro, quando Dorian diventa cinico e apatico. Il suo spingere le passioni oltre le regole della natura umana, lo porta a confrontarsi con qualcosa di troppo grande per il suo carattere fragile ed insensibile. La notizia della morte di Sibil lo lascia indifferente, da quel punto si capisce come andranno le cose, per il resto del romanzo. Difficile, ma molto coinvolgente!
    Piero, ti consiglio di rifarti, alla fine, con un libro che ti cancellerà quell’angoscia: l’ombra del vento. Stupendo.
    Barbara, beh le chiavi della macchina non ti lasciano le stesse sensazioni di un libro. Io dimentico persino le cose che compro quando vado a fare la spesa! 🙂

  5. zardo ha detto:

    L’ho riletto da poco. Ogni tanto vale la pena di riscoprire i classici e tralasciare un attimo i best-seller gialli/thriller che vanno di moda adesso.

    Il Ritratto di Dorian Gray -sono pienamente d’accordo con voi – è angosciante e coinvolgente, raccontato con maestria: praticamente un capolavoro. Se un libro non ti fa provare emozioni non può essere definito tale.

  6. glo ha detto:

    io l’ho finito di leggere da poco in inglese…a dir la verità credevo che fosse difficile da capire, uno di quei libri pieni di paroloni in cui fatichi ad arrivare in fondo…invece il linguaggio è scorrevole e le considerazioni filosofiche di Wotton che sono disseminate in tutto il libro mi hanno fatto riflettere…

  7. seemy ha detto:

    Angosciante ma bello davvero!!! Provoca sensazioni strane, coinvolgenti….Camu sono d’accordo con te!! L’ombra del vento è il mio preferito 😛

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