due chiacchiere

Lo scontrino della spesa

Non molto tempo fa, alcuni lettori assidui di questo blog hanno chiesto a gran voce che io pubblicassi più foto. Non ho dimenticato questa richiesta, e se ci fai caso, la media di contenuti multimediali è un po’ aumentata negli ultimi mesi. Dopo la ricevuta milionaria lasciata vicino al bancomat, oggi ti propongo qualche dettaglio dello scontrino della nostra spesa settimanale. Ho evidenziato alcuni prodotti degni di nota: il preparato per pancakes (ogni volta che lo compro, la moglie mi guarda di traverso, ma tant’è…),  la sfilza di pasta, le caramelle Wonka e la pancetta (carissima, accidenti) per fare un po’ di pasta alla carbonara. Che dici, la cassiera l’avrà capito che siamo italiani? E visto che ci siamo, come sono i prezzi rispetto ai supermercati italiani?

 

Commenti

  1. isaak ha detto:

    Alura .. un paio di osservazioni en passant. Sono quasi tutti prodotti scontati, ma fate la caccia ai coupons e ai prodotti in offerta oppure trattasi di supermercato specializzato in prodotti in saldo ?

    Interessante che segni il valore del saldo scontato per ogni item .. pero’ alla fine non mette il “totale risparmiato” … secondo me da un punto di vista markettaro vedere alla fine il totale dei dollaroni risparmiati fa molto piu’ effetto sul consumatore finale che la lista dei singoli sconticini.. o,50 ..0.10… 0,09 etc.

    Poi sempre da un punto di vista markettaro .. scrivere alla fine dello scontrino “VALUED CUSTOMER N. 2109202981092109” mi sembra una stronzata di proporzioni epiche.. insomma .. prima cerchi di tirare su l’ego del customer .. e poi gli metti un numero di matricola di merda.. insomma peggio dell’anonimato piu’ squallido.. pare il numero di matricola di Auschwitz. Un minimo di psicologia del cliente !

    Nel merito della spesa, invece, direi.. che la tua tipa si preoccupa del batter mix per i pancakes ( che fanno ingrassare ) e non ti dice nulla per le caramelle wonka .. e per la pancetta… come disse una volta un famoso saggio orientale… l’american breakfast del new jersey al doppio burro, pancakes e pancetta.. e massi’ mi voglio rovinare .. mettiamoci anche una spruzzata di formaggio liquido CheeseWiz.. e’ l’equivalente di un infarto colesterolico servito su di un vassoio.

    Okkio Camu .. se vuoi rimanere in salute .. e far compagnia ai tuoi affezionati lettori .. tieni sotto controllo la dieta in particolar modo i grassi polinsaturi, ed evita pancakes e pancetta.. ( almeno non tutte le mattine ).

    At saludi

    😀

    1. camu ha detto:

      @isaak: parto con una bella ravanata ai gioielli di famiglia, che non si sa mai 🙂 La moglie, hai ragione a farmelo notare, in realtà ha storto la bocca su buona parte delle schifezze extra che ho comprato. In genere abbiamo un menù settimanale ed in base a quello facciamo la spesa. Da settimane chiedevo che una sera mettessimo pasta alla carbonara, ed alla fine la moglie ha desistito e mi ha consentito di comprare la pancetta per prepararla.

      Per la colazione a base di pancakes, l’ultima scatola che avevo comprato mi sarà durata 6 mesi come minimo. In genere si va a base di latte e cereali, o toast e marmellata, niente bacon e uova, se non in rare occasioni.

      Il totale risparmiato c’è, non l’ho scannerizzato io, sorry.

      Sul numero di matricola hai ragione, in Italia il supermercato scriveva il mio nome 🙂 Credo però sia così per motivi di privacy, nel caso lo scontrino rimanga nel carrello. E tutto sommato preferisco questa soluzione anch’io. Tanto, diciamola tutta, a me interessano più gli sconti che il mio nome.

      Sugli sconti, avevamo racimolato un bel mucchietto di coupon, e li ho usati tutti, quel giorno. Ma (ahime) non è sempre così…

  2. isaak ha detto:

    E casualmente .. va questo pezzo di notizia.

    1. camu ha detto:

      @isaak: per fortuna in America abbiamo enti come la Fondazione James Olivier, che combattono contro questo schifo. Ma ti do ragione, certi americani sono proprio senza speranza. In fondo, comunque, non è molto diverso da chi fuma…

      1. isaak ha detto:

        @camu: Diciamo che a questo punto la colpa se la smazzano in parti eguali sia le autorita’ competenti nel settore food&beverages, ristorazione e grande distribuzione che consentono ad una catena come HAG “Heart Attack Grill” di esistere e servire dosi da 6000 calorie. E dall’altro lato anche la pirlaggine di chi ci va a mangiare in posti del genere .. sapendo .. o magari sottostimando il fatto che siano prodotti nocivissimi.

        Tie’ .. ho trovato anche un altro articolo con anche la foto del tipo di “panino” incriminato .. e nota le cameriere.. che hanno la divisa in stile infermiera .. che squallor!

        1. camu ha detto:

          In un Paese libero, la gente deve avere il diritto di farsi del male come crede 🙂 Tanto più quando non pesa sul servizio sanitario nazionale. Per me, come dicevo, questa gente non è tanto diversa da chi fuma 1 pacchetto di sigarette al giorno o beve whiskey come fosse acqua. Eppure nessuno condanna i tabaccai ed in Italia gli alcolici sono persino acquistabili dai minorenni.

          Oggi, una volta tanto, non ce l’hai con l’Italia. Secondo me frequentando CyberAngel ti stai “convertendo” 😉

        2. isaak ha detto:

          @camu: Concordo sul fatto che in un paese libero ciascuno ha il diritto di farsi male piu’ o meno come crede… e hai ragione che tra quelli che si avvelenano con il fumo, il colesterolo, gli zuccheri o l’alcool.. in effetti la differenza e’ poca.. anzi direi nulla.

          Pero’ tieni conto che tutti questi malati in piu’ .. i giorni di malattia.. le assenze sul lavoro… etc etc.. che gli obesi, i fumatori, gli alcolisti etc causano comunque un danno di parecchi miliardi alla fine dell’anno in termini di produttivita’ e incidenti .. anche il tipo dell’infarto .. se infartuava 15 minuti dopo mentre era in auto ritornando a casa oltre a se stesso probabilmente “stirava” qualcuno o rompeva qualcosa.. e poi rimane il fatto che se una cosa e’ notoriamente dannosa per la salute personale e la qualita’ della vita in generale.. come si dice.. mettere il formaggio sotto il naso del topo .. non e’ il massimo.. comunque vada il principio della liberta’ .. fin quando non danneggiano gli altri.

          Non posso parlare male del paese di merda italico .. se mi metti sotto il naso uno scontrino statunitense .. va bene odiare gli italioti .. pero’ se dobbiamo farlo .. cerchiamo delle scuse appropriate per parlarne .. uhah ah ah ah ! 🙂

          PS.

          E poi non si puo’ essere incazzati 24h24 .. rilassiamoci dall’odio e dal sentimento anti-italico ogni tanto. 🙂

        3. Trap ha detto:

          @camu: i minorenni in Italia non possono acquistare alcol 😀

        4. camu ha detto:

          @Trap: beh ma non ho mai visto la cassiera al supermercato chiedere la carta di identità alla gente 🙂 Qui in America gli alcolici non sono venduti al supermercato proprio per questo motivo…

        5. Marica ha detto:

          @camu: ma qui si vendono a; supermercato, poi ti chiedono ID alla cassa

        6. camu ha detto:

          Interessante, qui il “liquor store” è sempre separato dal normale supermercato (a volte nello stesso edificio, ma con cassa propria) per evitare ai cassieri normali di identificare i clienti.

        7. Trap ha detto:

          @camu: beh, negli USA per “aggirare” il divieto non basta mandare un MAGGIORENNE a fare gli acquisti? sono sicuro che lo fanno…

      2. isaak ha detto:

        @camu: Ma te ci sei mai andato .. in uno di questi Heart Attack Grill.. non dico a mangiare.. ma almeno a vederlo e sentire che odore emana dalle cucine.. tanto per curiosita’…

        🙂

        1. camu ha detto:

          No, mai stato. La moglie potrebbe chiedere il divorzio 🙂 Per fortuna ho questa Santa donna che si preoccupa della mia salute!

  3. Trap ha detto:

    Manca la foto dello scontrino 😀

  4. isaak ha detto:

    Ma come .. manca la foto dello scontrino, e questa cos’é ?

    1. camu ha detto:

      @isaak: secondo me il ragazzo si è distratto con la foto dell’inserviente maggiorata associata al tuo articolo sugli attacchi di cuore 🙂

  5. Wally Gators ha detto:

    Per fare il confronto prezzi, occorrerebbe sapere le “pezzature” di quanto hai acquistato.

    1. camu ha detto:

      Un pacco di pasta è una libbra, circa 450 grammi. Idem per la mozzarella fresca. Il pane “italiano” in fondo è un filone da mezzo metro con i semi di sesamo. Le bottiglie di Gatorade che bevo a volte durante la giornata (fa bene ai reni, diceva il mio medico italiano) sono da un litro. Gli gnocchi sono da 450 grammi. La pancetta “solo” 100 grammi. Altro?

  6. Wally Gators ha detto:

    Ottimo il prezzo del Gatorade, cara sia la pasta che i gnocchi (qui con gli sconti=coupon) pasta barilla 1,80 euro/kg la Voiello e gnocchi di patate 1,59 euro/mezzo Kg ma si trovano anche a meno) assurdo il prezzo della pancetta. qui la Montorsi (dolce o affumicata) in cubetti viene 1 euro/90gr.

    1. camu ha detto:

      @Wally Gators: infatti come vedi in genere facciamo scorta di pasta solo quando è in offerta. A 99 centesimi di dollaro (circa 0.70 euro, al cambio) è praticamente lo stesso prezzo italiano. Gnocchi ed altra roba sono cari perché “imported” direttamente dall’Italia. Il prosciutto crudo di Parma, ad esempio, viene a 32 dollari al chilo, in Italia ricordo mi costava più o meno la metà. Grazie per il confronto comunque, mi hai tolto una curiosità 🙂

  7. Trap ha detto:

    Io acquisto pasta fatta da un’azienda agricola che usa solo farina italiana e biologica. Per 5 kg spendo 6,80 euro (sono 68 centesimi per ogni 500g), non è male tenendo conto che non è venduta al supermercato.

    1. camu ha detto:

      @Trap: qui ci sono interi supermercati orientati al “biologico”. Le persone più chic di New York vanno solo lì a fare la spesa (Whole Foods, Trader Joe’s, ecc). Noi stiamo conducendo un esperimento, facendo la spesa in uno di questi negozi biologici una volta al mese. Più o meno, a parità di prodotti comprati, il costo totale finale è di circa il 30% in più. Ma devo ammettere che ne vale la pena: il pollo biologico che abbiamo preso qualche settimana fa, aveva tutto un altro sapore!

      1. isaak ha detto:

        @camu: 30% in piú rispetto alla spesa che hai mostrato adesso.. intendi … comprensiva dei vari coupons etc… tutto sommato direi che e’ buono .. soprattutto New York dove come hai giustamente detto tu.. si e’ sviluppata questa tendenza radical-chic per i prodotti “organic” che poi accade anche (in alcuni casi) che l’organicita’ risieda piu’ nella etichettatura e nel brand che non altro… e ci speculano sopra.

        1. camu ha detto:

          @isaak: beh, forse con i coupon si potrebbe fare meglio. Noi, come dicevo, ci andiamo saltuariamente, quindi non abbiamo occasione di accumulare coupon ed altro, e non abbiamo manco la tessera del supermercato “biologico”. Sul fatto che ci marciano sopra, sono d’accordo con te.

      2. Trap ha detto:

        @camu: beh considera che il pollo “economico”, ha vissuto circa un mese e mezzo; mentre uno biologico 6 mesi. È il tempo che impiegano per raggiungere le stesse dimensioni.

        Fai te. 😀

        p.s. mia nonna alleva i polli, quindi so la differenza 😀

        1. camu ha detto:

          @Trap: passi per il pollo, ma la mozzarella? 🙂 E la pasta?

  8. Marica ha detto:

    ogni settimana spendi 180 dollari?
    [facciamoci i fatti tuoi]

    cmq mi pare che i prezzi sono confrontabili a quelli di qui.

    1. camu ha detto:

      @Marica: mi ero stupito che ancora nessuno me l’avesse chiesto 🙂

      1. Marica ha detto:

        @camu: in effetti ci vuole un po’ di faccia tosta :-/

        1. camu ha detto:

          Ti ho risposto in privato 😉

    2. Trap ha detto:

      @Marica: peccato che qui gli stipendi non sianno allo stesso livello 😀

      1. camu ha detto:

        Trap, ma Marica se la gode in quel paradiso terrestre che è la California!

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