due chiacchiere

Marmellata di mele cotogne

L’estate è bella per tanti motivi: tra questi sicuramente l’abbondanza di frutta, colorata, sana e genuina. Che tristezza l’inverno con le sole pere, mele e arance. Uno dei frutti che giungono a maturazione in questo periodo è la mela cotogna, frutto tipico delle regioni meridionali d’Italia, ma che oggi si trova con facilità anche al nord. Il sapore aspro e la consistenza la rendono inadatta al consumo come normale frutta dopo pasto, allora l’uomo si è ingegnato per sfruttarla come dolce: la marmellata di mele cotogne è una delle cose più buone che io conosca. Una bomba ipercalorica che vale la pena di far esplodere nella propria bocca.

mele cotogne accatastate in un contenitore

Ingredienti per circa 2 kg

1 chilo di mele cotogne mature, 1 chilo di zucchero, mezzo bicchiere di succo di limone filtrato, circa mezzo litro d’acqua, aroma di vaniglia

Tempi e strumenti

Si tratta di un procedimento facile ma che richiede molta pazienza: 30 minuti per la cottura della frutta, 30 minuti almeno per la cottura della marmellata. Ti basteranno un cucchiaio di legno, una pentola, quattro barattoli di vetro sterilizzati da 500 grammi, un passaverdure ed una forchetta

Lava le mele per togliere la patina pelosa che potrebbero avere, specialmente se appena raccolte. Alcuni preferiscono sbucciarle ancora crude, ma è un lavoraccio (e non preoccuparti, non sono acerbe, sono proprio così) ma io consiglio di metterle nella pentola di cottura così come sono. Falle bollire per 30 minuti. Dopo che si sono un po’ raffreddate, sbucciale e tagliale a pezzetti di circa 4 centimetri di larghezza.

Aggiungi il succo di limone ed aiutandoti con il passaverdure, schiacciale fino a ridurle ad una crema compatta e non grumosa.  Sciacqua la pentola, e versa il passato insieme allo zucchero, un bicchiere d’acqua e l’aroma di vaniglia. Porta ad ebollizione, mescolando continuamente con il cucchiaio di legno, per non fare attaccare il composto alla pentola. Dopo circa altri 30 minuti, la densita dovrebbe aver raggiunto un livello soddisfacente. Riponi la marmellata nei barattoli, chiudi il tappo e fai bollire a bagno maria per pochissimi minuti, eventualmente a “testa in giù”. Fai riposare fino al completo raffreddamento, e riponili in un luogo buio ed asciutto.

Variante: in alcune regioni d’Italia, è usanza fare la cotognata. Per farla, procurati delle formelle di terracotta, all’interno delle quali versare il composto ancora caldo. Fai raffreddare per alcune ore e lascia essiccare in un luogo asciutto e scuro per qualche giorno. Attenzione: lo zucchero attira molto le mosche, le vespe ed altri insetti, trova quindi un luogo riparato, ed eventualmente copri le formelle con un telo traspirante e pulito.

Commenti

  1. angelo ha detto:

    mi hanno regalato delle mele cotogne; in verita’ sono “specializzato” in marmellata di zucca; appena attuata la tua ricetta ti informero’ sul risultato… spero bene!

  2. camu ha detto:

    la marmellata di zucca non l’avevo mai sentita, ma mi incuriosisce parecchio, non è che avresti una ricettina da farmi pubblicare su questo sito (ovviamente citando la fonte eh eh)

  3. Paolo ha detto:

    Una domanda veloce: se si raddoppiano le dosi, ol tempo di cottura iniziale di 40 minuti, quanto diventa?

  4. camu ha detto:

    ciao, il tempo di cottura non cambia al variare delle dosi, a patto che il recipiente sia proporzionato (non troppo stretto e alto, altrimenti ti viene anche scomodo da girare) alla nuova quantità… in fondo, se invece di mezzo chilo di pasta ne butti un chilo, mica la fai cuocere il doppio 🙂

  5. valeria ha detto:

    Una cosa non ho capito, ma quando metto tutto nel passaverdure, ci devo versare anche l’acqua di cottura ?? Grazie – valeria

    1. clara ha detto:

      @valeria: puoi anche non passarla dal passaverdura basta che la fai cvuocere di piu.e metti meno zucchero.ciaoclara

      1. stefania ha detto:

        @clara: se la fai cuocere molto diventa scura . buona giornata

  6. valeria ha detto:

    Fino ad ora trovo tutto molto simpatico ed istruttivo.
    Se mi viene male la marmellata di mele cotogne…. mi sentirete!! Cordialità Valeria

  7. camu ha detto:

    @valeria: no, l’acqua di cottura non va versata. E speriamo di sentirti anche se ti viene bene, magari manda qualche foto!

  8. valeria ha detto:

    Mi sembra che le mele cotogne siano mature verso la fine di ottobre. Bene a quel tempo le raccoglierò (ne ho una bella pianta giovane ma con su una cinquantina di frutti), faro la marmellata secondo ricetta su specificata.Faro foto e tutto ed invierò commento. Grazie , saluti valeria

  9. camu ha detto:

    @valeria: beh, dipende un po’ dalle zone d’Italia, al sud in genere sono pronte per fine settembre. Comunque le foto saranno molto apprezzate. Puoi mandarle al mio indirizzo email, da cui ti arrivano le notifiche per i commenti sul sito!

  10. MissPansy ha detto:

    Ohhhh anche qui sono arrivate in regalo tante mele cotogne! Quindi si rende necessaria la prova di questa ricettina!
    Magari, visto il tempo uggioso che non mi permette di uscire e fare nulla, vedo di mettermi all’opera!

    Buona giornata 🙂

  11. anna ha detto:

    ho appena terminato di fare la marmellata di mele cotogne ,risultato più ke soddisfacente

  12. MissPansy ha detto:

    Assaggiata ieri prima di regalarne un po’ in giro 🙂
    Molto molto dolce, ma davvero ottima! Grazie per la ricetta!

  13. anna ha detto:

    ho fatto la crostata con la marmellata di cotogne ,una vera delizia.,grazie alla vostra ricetta

  14. valeria ha detto:

    si, devo ammettere che la ricetta è buona. Ho fatto una marmellata di mele cotogne veramente buona. per i miei gusti personali ho mantenuto la quantità di zucchero in ragione di 360 grammi per chilo. Risultato [email protected]
    Le foto le rimando alla prossima, appena mi sono attrezzata. Ciao e grazie.

  15. anna ha detto:

    vuoi farci partecipi della marmellata di zucca mi incuriosisce [email protected]:

  16. stefania ha detto:

    io la marmellata la faccio così : copro 1 Kg di melecotogne con 1/2 litro di acqua e 1/2 litro di vinio bianco – i succo di limone e faccio cucinare per circa 1 ora – dopo passo il tutto, aggiungo lo zucchero (1 kg) e faccio rapprendere –
    NB : per lucidare la marmellata passarla al forno per circa 15 minuti – – farla raffreddare non troppo e metterla nei barattoli sterilizzati_

  17. Loredana ha detto:

    Salve, c’è solo una cosa che non mi quadra, è stato omesso un passaggio, quando si inserisce la marmellata nei barattoli, si chiude con il tappo, subito dopo si capovolgono, poi necessariamente, bisogna far bollire, i barattoli nell’acqua, procedura necessaria, per la conservazione. Ciao Loredana

    1. camu ha detto:

      @Loredana: grazie per la precisazione, provvedo subito a modificare la ricetta.

  18. claudio ha detto:

    ciao, siccome sto per fare per la prima volta la marmellata di cotogne cercando di ricordarmi come la preparava mia madre mezzo secolo fa,avrei bisogno di un po’ di sostegno. Per esempio, se aggiungo il vino poi evapora tutto? devo farla mangiare anche a una bimba di 5 anni e non vorrei ubriacarla. Visto che voglio farla a formine e non in barattolo, posso usare delle piccole ciotole di ceramica? grazie per i vostri graditi consigli.

  19. giulio ha detto:

    non è ncessariamente farli bollire basta metterli in forno a sterelizzare poi riempirli bollenti e metterli a dormire avvolti in una coperta e lsciarli raffredare loro vanno sottovuoto e il gioco è fatto
    giulio

  20. Eduardo ha detto:

    @ Loredana. Non è neccessario far bollire i barattoli pieni di marmellata, in quanto si suppone che debbano essere già sterilizzati in precedenza previa bollitura con acqua leggermente acidula per acido citrico (classico succo di limone), e questa è prassi normale per chi come me fà, della marmellata, una ragione di vita.
    In ultimo si capolgono immediatamente per creare il cosiddetto “sottovuoto naturale” per distinguerlo da quello in autoclave, tipico dell’industria dolciaria.

    1. pinuccia ha detto:

      Il sottovuoto naturale non sterilizza, in quanto si forma anche senza capovolgere i barattoli, basta chiuderli ben caldi. Per la vera sterilizzazione occorre la bollitura da 1/2 ora ad 1 ora ed il raffreddamento in pentola. L’acqua di bollitura deve sempre superare i vasi di 5 cm. L’aria tra i contenuto e la capsula contiene batteri e questa è quindi la vera sterilizzazione ammessa e sicura. Inoltre non bisogna aprire i barattoli per 60 giorni prima del consumo. Spero di essere stata chiara.

  21. letizia ha detto:

    se ci metti una foglia di alloro ( o due9 durante l ´ultima cottura dienta anche piú aromatica

  22. ruggi ha detto:

    è necessario togliere la buccia?

  23. Raffaele ha detto:

    Vorrei fare la cotognata densa tale da poterla tagliare a pezzi,come fare x renderla molto più densa? Bisogna farla cuocere molto di più, fino a condensarla? l’ho fatta l’anno scorso, si è attaccata al fondo della pentola, dove metterla? Ho letto non nelle vaschette di alluminio. Grazie

    1. camu ha detto:

      Raffaele, dai un’occhiata al mio articolo, verso la fine dove dice “variante” e troverai quello che ti interessa sapere 😀

  24. raffaele ha detto:

    Ciao ho capito come fare x conservarla, ora devo capire come farla diventare densa tale da poterla tagliare con il coltello. Vorrei dire ancora una esperienza fatta; ho fatto la marmellate di fioroni, di mele, di pere, susine quelle nere, alla fine mi è rimasto un pò di tutto, non sapendo cosa fare, ho messo il tutto,(fioroni,mele, pere,susine) ho amalgamato il tutto, si può fare con lo sbattitore o a mano, il tutto in un unico boccaccio: devo dire che è stato fantastico aver miscelato il tutto. Tutti quelli che lo hanno assaggiato (in pochi), hanno voluto sapere come ho fatto per avere quel sapore. Baci ed abbaracci raffaele (x quelli che domani si fanno gli auguri di tutti i santi “AUGURI A TUTTI”

  25. roby e pino ha detto:

    abbiamo appena finito di fare la marmellata e il risultato sembra fantastico! si è diffuso per la casa un profumo meraviglioso di zucchero e mele cotogne..a dire il vero ne abbiamo anche assaggiata un pochino ed è buonissima! grazie per questa splendida ricetta! roby e pino

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  27. Marisa ha detto:

    ciao. grazie per i tuoi consigli preziosi. la marmellata di mele cotogne , e’ venuta buona .. ciaooo

  28. sabri ha detto:

    io metto sempre la metà dello zucchero rispetto al peso della frutta, solo che per conservarla è meglio sterilizzare i barattoli ovvero chiuderli e farli bollire in acqua per circa 30 minuti. e’ ovviamente meno calorica ma a detta di tutti quelli che l’hanno assaggiata è buonissima e dolce. Consigliata a chi ha problemi con lo zucchero…

  29. roxana ha detto:

    Salve tutti io sono una vera amante di questa marmellata,mi ricorda le merende da bambina.
    Negli anni ho sperimentato e trovato una mia proporzione degli ingredienti, di zucchero ne metto solo 1/3 e 1/5 di acqua! la dolcezza è piu naturale,aggiungo un pizzico di cannella in polvere e la scorza grattugiata di un limone.
    in ogni caso viva le marmellate fatte in casa!

  30. Marisa ha detto:

    ciaoo .amo anch’io le marmellate ,cerco sempre nuovi consigli, usero 1/3 zucchero e1/5 acqua , buccia grat. limone ma non metto la cannella ,perche’ a mio marito non piace, grazie ,provero’ ciaooooooooooo

  31. giovanni boni ha detto:

    vorrei sapere se i barattoli in acqua devono bollire per pochissimi minuti o per una ora?ho fatto la tua ricetta lasciando la buccia e lasciandoli a quadretti non come marmellata,sono deliziosi. se non bolliti quanto tempo possono stare prima di consumarli? grazie Giovanni

    1. camu ha detto:

      @giovanni boni: i barattoli, come scritto alla fine della ricetta, devono cuocere per pochi minuti, giusto il tempo di creare una differenza di temperatura che li terrà chiusi ermeticamente…

  32. claudio ha detto:

    salve camu, ho un giovane albero di mele cotogne che quest’anno per la prima volta mi ha fatto 8 frutti di cui alcuni abbastanza grandi, poichè questa notte ha fattu una buriana di vento che mi ha spezzato la cima contenente 3 frutti sono stato costretto a tagliarlo e quindi ho raccolto anche gli altri. non so se3 sono maturii, ma spero che lo siano. tu che ne dici??? secondo te vale la pena di tentare di fare la confettura di mele cotogne o spreco soldi e tempo??? Io mi ricordo di quando ero piccolo ( anni 45-55 ) che qualche volta mi davano qualche soldino e mi compravo le “cotognate” che, ricordo, erano squisite. speriamo bene, ciao
    PREFERISCO AVERE UNA RISPOSTA ALLA MIA E-MAIL PERCHE’ E’ DIFFICILE CHE RITROVI IL SITO SU CUI MI TROVO ADESSO. ancora ciao e buon tutto

  33. camu ha detto:

    @claudio: il sito offre un servizio che ti consente di ricevere un avviso ogni volta che qualcuno risponde al tuo commento, quindi non è poi così difficile ritrovarlo, ma ti scriverò lo stesso anche in email per sicurezza!

    Secondo me puoi provare, ad Ottobre i frutti sono in genere maturi e se la dimensione è di almeno 10 centimetri di diametro, sei a posto. Poi con la cottura e lo zucchero, un eventuale sapore di acerbo verrebbe comunque parzialmente coperto 🙂 Prova e facci sapere!

  34. claudio ha detto:

    ricevuto, grazie, ciao

  35. Dony ha detto:

    anch’io oggi proverò la marmellata di mele cotogne visto il vostro entusiasmo. Vi farò sapere.

  36. mario ha detto:

    domanda: perchè buttare l’acqua di cottura e poi aggiungere un bicchiere d’acqua?
    Io sono anni che faccio marmellata e cotignata, uso vasi sterilizzati e poi tenuti caldi nel forno, verso il composto nei vasi,li capovolgo per qualche minuto e si conservano per degli anni; perchè bollirli?

    1. camu ha detto:

      @mario: l’idea viene dalla produzione industriale della confettura, dove viene sparato un getto d’aria calda sulla marmellata immediatamente prima di chiudere il tappo “salvafreschezza” (quello con il rigonfiamento al centro per vedere se la confezione è stata aperta) 🙂

  37. spezi da concordia,VE ha detto:

    purtroppo da anni quasi tutte le mele o pere cotogne
    sono molto bacate. escludo si possano utilizzare senza
    prima farle a pezzetti tutti uguali e solo dopo cuocere
    io aggiungo anche tre stelle di anice che poi tolgo

  38. rosanna ha detto:

    faccio la marmellata di mele cotogne come mi ha insegnato mia madre sbuccio le mele cotogne li faccio a pezzettini o a fette poi li metto in una bacinella con lo zucchero e li faccio macerare tutta la notte cosi la mattina trovo tutto il loro liquido poi prendo la pentola li metto dentro e li faccio cuocere a fuoco lento se vuoi che restano i pezzi non la frulli se no lo fai a fine cottura!

  39. ROSANNA ha detto:

    la marmellata di zucca non l’ho mai fatta ,ma per sentito dire insieme alla zucca ci mettono le mele ,cosi al palato è piu delicata e non disgusta!!!!!!!!!!!!!

  40. ROSANNA ha detto:

    no!!!!!!!!!!!! assolutamente no se no come cuociono anzi se ci vuoi aggiungere qualche bicchiere d’acqua è meglio sempre in base i kg di mele cotogne se no durante la cottura si attacca sotto la pentola e devi sempre girare finchè si addensa e il brodo si ristringe!!!!!!!!!!!!!!!

  41. nicola ha detto:

    è possibile utilizzare l’acqua di cottura,aggiungendo zucchero, per ottenere una meravigliosa gelatina di cotogne ideale per crostate e quant’altro

    1. ombretta ha detto:

      @nicola: non conviene..ultimamente trovi ospiti dentro ed e meglio bollirle un po si caccia via il liquido e si riparte dal pelarle cubettarle cuocerle con zucchero e un bicchiere di acqua.

  42. giovanna ha detto:

    non ho capito, se lo zucchero si dosa in base al peso delle mele cotogne crude o in base alle mele cotte. si può usare lo zucchero di canna? grazie rispondetemi al più presto

    1. camu ha detto:

      @giovanna: in base al peso delle mele crude. Lo zucchero di canna è meno dolce, quindi vedi un po’ tu come regolarti.

      1. giovanna ha detto:

        grazie e un dolce fine settimana

  43. erminia ha detto:

    vorrei sapere se si possono mettere le mele e le mele cotogne insieme,grazie rispondimi erminia

  44. raffaele ha detto:

    Carissimi,ho scoperto attraverso la madre di una mia amica come si fa la cotognata; cioè fare la marmellata di melecotogne dura tale da poterla tagliare con il coltello. Seplice bastava metterla nel forno per farla asciugare, aspettare che si raffreddi tagliarla e conservarla. Ciao a tutti raffaele

    1. camu ha detto:

      Raffaele, il metodo che proponi è una variante “accelerata” di quello che scrivevo nella mia ricetta qui sopra. Ma in forno li zucchero non si caramellizza ancora di più? L’asciugatura ad aria secondo me è meglio per mantenere un sapore migliore.

  45. nicola ha detto:

    la cotognata ….quella originale ed antica non prevede il passaggio forno ma solo la caramellatora dello zucchero.infatti a fine lavorazione la cotognata si deve presentare di un colore rosso e non ruggine

  46. fiora ha detto:

    Ma secondo voi posso dare la mela cotognia cotta a un bimbo di 16 mesi????????

    1. camu ha detto:

      Direi che faresti meglio a chiederlo al tuo pediatra, io personalmente direi di no: troppi zuccheri…

  47. Cinzia ha detto:

    Questa non è la cotognata ma la marmellata di cotogne.
    La COTOGNATA è una composta solida che si taglia a fette, tipica della cucina bresciana (la ricetta si tramanda da decenni nel bresciano, la mangiavano i miei bisnonni) diffusissima e amatissima sia dolce che senapata.
    La più famosa è la Andrini (googola e la treverai) ma anche la Zani.
    Nelle famiglie bresciane faceva parte dei dolci tradizionali da preparare per Santa Lucia.

    1. camu ha detto:

      Grazie per la precisazione 🙂

    2. Angelo ha detto:

      @Cinzia: Grazie Cinzia di aver precisato la differenza tra marmellata di cotogne e la cotognata,infatti la cotognata come è conosciuta nel bresciano (io sono di Pontevico)è una marmellata solida che si può tagliare con il coltello,io mi ricordo all’asilo tagliavano fette di cotognata da formelle grandi come il pan carrè,la differenza si è mostrata evidente quando ho portato al sud (paese di mia moglie)una confezione di cotognata nella classica cassetta di legno e confrontata alla marmellata,non c’è stata storia
      cotognata-marmellata 1-0 tanto che stanno facendo esperimenti per eguagliarla.Una volta tanto in culinaria insegnamo qualcosa noi

      1. nadia ha detto:

        @Angelo: scusa forse non sei mai stato a Lecce in Puglia dove “la cotognata leccese” è proprio tale e quale alla cotognata Bresciana e mi dispiace per te (simpaticamente) ma in fatto di cotognata non credo che ci potete insegnare…. forse altre cose ma non la cotognata

        1. Angelo ha detto:

          @nadia: Ciao Nadia,ti ringrazio della precisazione sulla cotognata fatta a Lecce,la mia conoscenza del sud si limita alla Campania e precisamente zona del beneventano luogo di origine di mia moglie,quindi la mia conoscenza del sud era riferito a quella zona ed il mio commento era di conseguenza,non era mia intenzione sminuire le specialità di nessuna zona d’Italia ma un pò una rivalsa contro la gente della zona che mi considera un barbaro perché non gradisco le sfogliatelle o gli spaghetti con le vongole (che io scandalizzando cospargo abbondantemente di formaggio grattugiato)oppure il pesce, vedi, io credo che non esista una cosa assolutamente buona o non buona, ma una cosa che piace o non piace e se una cosa ritenuta buona dai più non piace non per questo devi essere considerato un rozzo zoticone come succede in Campania.Quindi “insegnare qualcosa”era riferito a questa zona non certo alla zona leccese che come mi informi tu “già sapete
          ” e da parecchio tempo. Simpaticamente Nadia credo che il macth “cotognata” Lecce-Brescia
          finisca con un pari sei d’accordo? ciao

        2. nadia ha detto:

          @Angelo: non ho assaggiato quella bresciana ma mi fido un pari e per il resto… de gustibus non disputandum. Ciao

      2. PATRICIA ha detto:

        LA COTOGNATA è BUONISSIMA E IO L HO APPENA FATTA!!!PELARE LE MELECOTOGNE E NEL FRATTEMPO CHE SI TAGLIAN TUTTE PORLE IN ACQUA E LIMONE!!!!
        FARLE BOLLIRE SEMPRE IN ACQUA E LIMONE FIN QUANDO SON COTTE…BASTA INFILARE UNA FORCHETTA X VEDERE LA COTTUA!!SCOLARLE BENE.LASCIARLE RAFFREDDARE…..PASSARLE NEL PASSAVERDURE……PESARLE…TALE PESO DI MELECOTOGNE TALE DI ZUKKERO PIU’ 200 GR IN PIU’..UNIRE LO ZUKKERO ALLA MARMELLATA DA FREDDO…PORRE SUL FUOCO ECUOCERE FIN QUANDO IL COMPOSTO NN DIVENTA TUTTO COMPATTO…..!!!PORLA IN FORMINE BAGNATE PRIMA CN ACQUA..LASCIARE RIPOSARE BENE…..CIAOOOOOOO

    3. gianalba ha detto:

      @Cinzia: vorrei sapere la ricetta della cotognata

      1. Cinzia ha detto:

        @gianalba:
        è postata un poco più sotto, risale a novembre 2011 se non sbaglio

  48. isaak ha detto:

    ottima la cotognata 🙂

  49. raffaele ha detto:

    Carissima Cinzia ho letto, vorrei sapere se quella che fate nel bresciano è come quella che ho descritto o no, oppure corrisponde a quella di Camu. Salutissimi

  50. isaak ha detto:

    Comunque la cotognata nordica batte almeno di centocinquanta volte qualunque prodotto terronico… su questo non ci sono dubbi.

    Io comunque me la ricordo cosi … a quadratini

    1. Angelo ha detto:

      @isaak: Isaak,son d’accordo con te per quanto riguarda cotognate e marmellate varie quelle del nord sono più gustose,ma non è una lotta nord -sud a chi è più bravo solo che alcune cose riescono meglio in una regione che in un altra probabilmente noi siamo migliori nelle marmellate, nei formaggi, nei salumi, loro in tantissime altre.Per quanto riguarda la cotognata è vero la vendevano anche in quadratini mi ricordo con su le figurine di animali della foresta,ma il ricordo della suora che tagliava la fetta di cotognata è indelebile nella mia mente.Ho deciso domani vado a Gottolengo da Andrini e vedo se fanno ancora quel formato.Buona serata

      1. tiziana ha detto:

        @Angelo: la cotognata è fatta mele cotogne e mosto io la faccio sempre e abito a roma

        1. Cinzia ha detto:

          @tiziana: quella è la marmellata, confettura o che dir si voglia di cotogne ma non cotognata.
          La cotognata è solida, è stata inventata al nord, è e non contiene mosto.
          Mio nonno era un addetto ai lavori in quel settore e realizzava personalmente la vera cotognata: la ricetta viene tramandata da anni.

    2. Fabrizio ha detto:

      @isaak: Pensavo che nel 2011 le battute di cattivo gusto (prodotto terronico)che qualificano comunque chi le fa, non si facessero più. Invece poverino, qualcuno c’è ancora!!!

      1. isaak ha detto:

        @Fabrizio: Caro Fabrizio, semmai dovresti lamentarti con bossi e la sua schiera di sprovveduti che ha creato codesta situazione di odio diffuso. Comunque .. sappi che io non sono leghista nel senso politico del termine, piuttosto mi fanno schifo i comportamenti incivili e retrogradi della marmaglia meridionale .. quello si .. diciamo che Bossi ha fatto leva su di un diffuso sentimento di disagio che effettivamente e’ sempre esistito anche se non veniva tirato fuori con la virulenza con cui accade oggi. Spero che tu capisca la mia posizione. Altrimenti non so cosa farci .. unicuique suum.

        1. camu ha detto:

          @isaak: ho dovuto modificare il testo del tuo commento, per evitare un ennesimo flame inutile. Ti faccio notare che il commento è fuori tema, e che preferirei non dover ricorrere al cestino 😉

        2. Isaak ha detto:

          @camu: Hai fatto bene Camu. D’altro canto lo sai come sono fatto, quello che penso lo dico.

          “Amicus Plato, sed magis amica veritas”, Platone e’ mio amico .. ma amica ancor piu’ grande e’ la verita’.

        3. camu ha detto:

          @Isaak: grazie per la comprensione. Ti apprezzo per la tua spontaneità, e devo dire che condivido le linee di fondo del tuo discorso…

    3. cosimo ha detto:

      @isaak: Hai perso l’occasione di stare zitto potevi rispermiartelo l’aggettivo terronico barbaro che non 6 altro

  51. raffaele ha detto:

    Quello che non capisco è perchè mi arrivano per la stessa comunicazione sei o sette commenti da fare quando ho già risposto. Comunque sia rispondo di nuovo. Vorrei sapere da Cinzia la cotognata fatta dalle tue parti è uguale come la faccio io oppure se non è così manadmi il vostro modo di fare la benedetta cotognata. Raffaele

  52. gabriella ha detto:

    certo che fino a quando abbiamo a che fare con persone come te!!!! non c’è storia abbiamo,noi del sud una tradizione culinaria

  53. gabriella ha detto:

    eppoi ti di diro’ isaak(perchè con due a) i tuoi commenti in latino le tue citazioni”marmaglia meridionale” non ti fanno onore sei veramente un povero bigotto settentrionale,convinto di essere dotto

  54. Cinzia ha detto:

    Scusate se non ho risposto ma ero ammalata.

    Ci sono molte ricette, alcune prevedono la cottura senza la buccia,
    altre con la buccia.
    Per timore che restasse troppo amara ho sempre sbucciato le mele, ma è un lavoro pesante e noioso che non consiglio.
    Posto due ricette piuttosto simili la cui differenza sta proprio nella cottura con o senza buccia.
    Solitamente si serve in una scatola di legno rivestita di carta oleata o carta da forno.

    COTOGNATA 1
    Mele cotogne
    800 gr di zucchero per ogni chilogrammo di passata di mele
    1 limone

    Sbucciate le cotogne, tagliatele a spicchi piuttosto sottili togliendo anche i torsoli. Metteteli in una pentola adatta per marmellate aggiungendo due dite di acqua sul fondo, cuoceteli a fuoco vivo facendo attenzione che non attacchino -le cotogne perdono poco liquido durante la cottura-, quindi passatele nel setaccio o nel passaverdure. Questo lavoro prenderà un po’ di tempo perchè le cotogne sono tenaci e per l’alto contenuto in pectina si attaccano facilmente al setaccio. Pesate l’impasto ottenuto ed aggiungete a questi 800 g di zucchero ogni chilogrammo di passato. Aggiungete il limone e ponete nuovamente sul fuoco vivo, e cuocete finché la cotognata sarà densa, quasi a staccarsi dalla pentola di cottura.
    Disponete la cotognata su una lastra di marmo, o su un piatto prima immerso nell’acqua fredda, spianatela con un coltello a lama larga, dando una forma rettangolare o quadrata.

    COTOGNATA 2 : in questa manca il limone che però per me è fondamentale
    6 mele cotogne
    600 gr di zucchero
    Acqua q.b.

    Preparazione: Lavare bene le mele, poi metterle a cuocere a pezzi con la buccia. Quando saranno ben cotte passarle al setaccio. Raccogliere il tutto in un pentolino che metterete sul fuoco per far restringere il passato. Pesare il tutto e far sciogliere l’equivalente zucchero sul fuoco con un po’ d’acqua. Appena sarà caramellato aggiungerlo al passato di cotogne e far cuocere ancora per una decina di minuti. Versare la cotognata in una pirofila unta e farla riposare almeno 24 ore prima di servirla

    1. camu ha detto:

      Cinzia, grazie per il fantastico contributo. Trasformerò il tuo commento in un articolo vero e proprio per dargli maggior risalto e visibilità 🙂

  55. Cinzia ha detto:

    Wow! Non mi pare molto come contributi.
    Grazie comunque.

    1. camu ha detto:

      @Cinzia: beh, su questo sito la marmellata di mele cotogne è una ricetta molto gettonata, quindi avere le tue varianti in rilievo è utile a tutti!

  56. silla ha detto:

    Grazie dei suggerimenti. La marmellata grazie a questa ricetta è venuta ottima. Io ho aggiunto anche la scorza del limone, non ho messo la vaniglia.
    Il consiglio di cuocere le mele prima è stato vincente!
    GRAZIE!

  57. Paola ha detto:

    Come si chiamavano i mattoncini di confettura che ci davano all’asilo? Paola ’62

  58. alessandro ha detto:

    Con questa ricetta sono venute marmellata e cotognata da sballo!!!!

  59. giuliana ha detto:

    per favore mi potete dire se per fare la marmellata di pere cotogne se il procedimento e’uguale alle mele cotogne? grazie infinite.giuliana

    1. giuliana ha detto:

      @giuliana:sono nuova per internet quindi sono molto imbranata quindi cosa devo fare per avere la mia ricetta di pere cotogne?

      1. camu ha detto:

        Ciao e benvenuta 🙂 Come dice Alessandro, la ricetta è la stessa, personalmente aggiungerei un po’ di vaniglia o qualche altra spezia, ma questo è un gusto personale per i sapori più “accentuati”.

      2. ombretta ha detto:

        @giuliana: a te .da anni faccio la marmellata di mele cotogne.il problema era pelarle …..sembravano di legno.poi ho letto di bollirle un5 ..6 minuti.era tutta un’altra cosa.poi si passa a cubettarla piccola e con 2 dita di acqua e 800di zucchero per kg si porta a bollore.in un tegame con un buon fondo altrimenti alla fine tende ad attaccare.io inizialmente la faccio andare pianoche butta fuori i suoi umori,poi metto una fiamma media e la controllo rimescolandola spesso.fino alla consistenza desiderata.io la uso per crostate o per la prima colazione sul pane fatto in casa.percio è cremosa .per farla al taglio bisogna asciugarla di piu.buon lavoro.

    2. alessandro ha detto:

      Credo che siano la stessa identica cosa con una variazione di forma.

  60. Mery ha detto:

    Se non avessi trovato la tua ricetta, dopo il primo tentativo di sbucciarne una sarebbero finite nel pattume! Invece è venuta buonissima!

    1. camu ha detto:

      Grazie per il tuo messaggio, è la ricompensa migliore che potessi darmi in cambio della ricetta 🙂

  61. Anna Casetti ha detto:

    Ho appena fatto una variante alla marmellata di cotogne …. invece dell’acqua ho messo il mosto di uva favorita lo sai che non è niente male ? A me piace fare esperimenti …..

    1. camu ha detto:

      Ottima idea, ad averlo saputo un paio di settimane fa, provavo con il mosto del mio vino 🙂

    2. Cinzia ha detto:

      @Anna Casetti:
      interessante, proverò

  62. Cinzia ha detto:

    è postata in qualche intervento più sotto.

  63. casetti anna ha detto:

    Oggi ho fatto la marmellata di cotogne tradizionale , il prossimo anno proverò col mosto dell’uva moscato penso che si sposa perfettamente , un profumo in più !!!!

  64. Fiorella Censi ha detto:

    io invece ho sempre aggiunto alle mele cotogne l’uva fragola mi regolo in base alla quantità, vi assicuro che la marmellata viene benissimo ed ha un aroma particolare, sono anni che la faccio così, certo l’uva fragola non è facilmente reperibile… oggi provo la cotognata per la prima volta speriamo bene…

  65. franca ha detto:

    non ho mai fatto la marmellata di mele cotogne…sono sempre stata convinta ke fosse troppo impegnativa..ma mi hanno regalato un bel cesto di questa frutta, quindi mi attivo a prepararla dopo aver letto le vostre ricette; grazie x il vostro contributo e….vi farò sapere!

  66. Gi ha detto:

    Molto. Buone. E. Anche. Profumate

  67. mezzaluna caterina ha detto:

    alcuni fanno differenza fra cotognata rossa e bianca, come si fa per differenzirle lo sapete?

  68. Fra-mauro ha detto:

    Tutti gli anni faccio la cotognata (molto buona) con la vecchia ricetta della nonna, fin qui tutto OK. La nonna, fatta la cotognata, faceva delle mattonelle che si potevano tagliare con un filo come si fa con la polenta, io purtroppo non ricordo più il metodo. Se qualcuno cortesemente conosce il “trucco” gradirei conoscerlo. Anticipatamente ringrazio.

  69. Antonella Sicari ha detto:

    Che ridere!! Leggevo tutti i vs commenti e opinioni sulla marmellata di melecotogne e cotognate,ma non si puô….sembra che qui si stia facendo la gara al guinness di primato in quale regione la si fa meglio,ma é normale che siamo tutti bravi a fare le marmellate! Io vivo in Sicilia e per tradizione la faccio sia marmellata che cotognata proprio ieri ho finito di farle nelle formine ultra centenarie e le ho messe un pô fuori ad asciugare e un pô dentro,causa maltempo,ma non mi azzardo a metterle nel forno,cambierebbe gusto e colore,vi saluto a tutti e…non litigate! ????????

  70. ombretta ha detto:

    bee…. ognuno le fa come tradizione di casa sua con ricette della nonna ovvio che sono tutte diverse in qualche cosa.è il bello della conoscenza….si puo sempre imparare qualcosa che non conosciamo.io faccio marmellate di tutti i tipi per mio piacere ….ma mi piacerebbe sapere come si fa la cotognata io sono molto curiosa e non l’ho mai fatta. buona domenica

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