due chiacchiere

Notte, sei troppo lieve

Nella zona notte di oggi voglio conservare una poesia che ho trovato su un blog (non più attivo, nda). Mi è sempre piaciuto, nelle sere d’estate, prendere una sedia a sdraio, metterla fuori e perdermi ad ammirare le stelle. Lo facevo sin da quando ero piccolo, ed almeno una volta all’anno ho sempre rinnovato questa tradizione. Fra qualche giorno assisteremo alla pioggia di stelle cadenti pronte a raccogliere tutti i desideri che esprimeremo, ed allora nulla di meglio che citare una poesia sulla notte.

Notte, sei troppo lieve
la tua voce è una nube
di pioggia
rimane sospesa
tra gli alberi e il cielo
e, placida, danza
senza movimento
sola – isolata
non ha il coraggio? No,
non vuole – cadere.
Sei lieve, notte, per me
hai dita seriche – al neon
e tiepide coperte
e non pesi sui miei occhi.
Notte, sei troppo lieve
hai sguardi cupi di nuvola
e anche tu, come lei
non vuoi cadere.

Commenti

  1. dicotomia ha detto:

    Plumbei sogni attraversano l’aere.
    Placida accolgo la luminescenza del cielo:
    vieppiù stelle corsare ammiccano.

    Laggiù dove scesero guizzi di luce,
    contemplo il sonno dei grilli:
    sospeso, il tutto rivela l’essenza.

    notturno

  2. camu ha detto:

    Dicotomia, grazie per il tuo splendido contributo. Segnalami il tuo sito, se anche tu scrivi poesie così dolci e sognanti…

Lascia un commento