due chiacchiere

Staybridge, un mondo comodo

Mi vengono in mente le parole di Beppe Severgnini in La testa degli Italiani, per iniziare questa recensione: parlando di alberghi del Belpaese, dice infatti che a differenza di quelli americani, i nostri sono la festa del “non standard” in ogni senso. E non posso che dargli ragione: finora mi è capitato di girare una decina di alberghi qui negli Stati Uniti, e la prima cosa che ho notato subito entrando in ognuno di essi è la familiarità dell’ambiente. Dallo stesso profumo (indescrivibile, dolciastro, tendente alla cannella), allo stesso interruttore della luce in camera, posizionato nello stesso punto. Dallo stesso distributore del ghiaccio nel corridoio, alla stessa attenzione per i dettagli.

Un piccolo biglietto invita a provare i loro cuscini

Dello Staybridge Suite di Minneapolis non posso che parlare benissimo: con 150 dollari al giorno era compresa nel prezzo sia la colazione che la cena a buffet. Per fortuna, comunque, pagava il mio datore di lavoro. Pensando che a Napoli ho speso 65 euro a notte per una camera a Mergellina senza colazione e con due dita di polvere sotto il letto, direi che questa qui a confronto è stata regalata. Oltretutto la camera aveva anche un angolo cottura, un armadio a muro gigantesco, servizio navetta gratuito verso il centro e l’aeroporto. Per non parlare del lettone “king size” (già il nome è tutto un programma) con tutta una serie di cuscini studiati per varie esigenze, come spiega il cartello qui sopra.

La cena non poteva essere migliore: una delle sere era previsto addirittura il buffet a base di pietanze italiane. Certo, la pasta non aveva nulla a che fare con i nostri spaghetti al pomodoro, ma almeno ci provano poverini. Il pane invece era abbastanza morbido ma non spugnoso e gommoso, mentre la torta della nonna con i pinoli era una delizia. Insomma, se stai meditando di fare una vacanza vicino ai Grandi Laghi del nord, una visita a Minneapolis è sicuramente da mettere in conto.

 

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Ti stai americanizzando di brutto. Avere due cuscini in camera, per una notte in albergo, secondo me è uno spreco. Gli americani sono bravi in questo e questa cosa non fa che confermarlo…
    Tutto ciò che viene offerto, poi va lavato, sistemato, etc… e si produce proporzionalmente inquinamento e spreco di risorse.
    Sono dei comodisti “da far schifo”, diciamocelo.
    Ciao,
    Emanuele

  2. camu ha detto:

    Sono d’accordo con Danny… si guarda la pagliuzza nell’occhio del vicino per non accorgersi della trave nel proprio. Gli Americani sprecano? Ma se è di questi giorni la statistica che i maggior spreconi d’acqua sono proprio gli Italiani. Via, un po’ di serietà 🙂 Due cuscini a testa non sono nulla in confronto agli sprechi che ho visto in certi alberghi europei ed italiani. Emanuele, quando vai a Milano, se stai in un albergo mi saprai dire se sono così accorti agli sprechi. Non credo sia tanto differente dall’America. Si fa presto a dire “gli americani sono bravi in questo” quando ci si basa solo sul “sentito dire” e non si vive l’America con i propri occhi. In Italia li battiamo di molte misure: spazzatura, inquinamento, rispetto per l’ambiente…

  3. danny ha detto:

    Bha Emanuele ….
    che dire…
    girando un po’ il mondo mi rendo sempre più conto che l’italia è un paese di pellegrini !
    Tolte alcune eccezioni per il resto fa acqua da tutte le parti !
    E un conto è voler pagare una comodità ! e un altro è dover pagare una scomodità e un disservizio… detto questo sono proprio contento che il turismo nel nostro paese stia calando !

    E fra non molto qualcuno inzierà a svegliarsi e a capire che l’italia non è il più bel paese del mondo approfittando così per sparare prezzi assurdi e ingiustificati !

    Bon … come mia presentazione (essen do nuovo) non è certo delle più positive ! he he he
    cmq. un saluto a tutto il blog
    danny

  4. camu ha detto:

    Massi, ti dirò… invece la standardizzazione è quello che piace proprio a me. Leggi il libro “La testa degli Italiani” di Severgnini, per vedere come anche lui, tra le righe, ne elenca tutti i vantaggi. Per me non è una “zuppa riscaldata” ma il sentimento rassicurante di ritrovarsi in un posto conosciuto. Questione di punti di vista 😉 Non so se saresti contento, ogni sera quando torni a casa, di vedere tutti i mobili spostati e gli interruttori in posti diversi…

  5. jgor ha detto:

    Mi ero incasinato con i commenti 😀 ho visto e’ andato tutto bene!.
    PS concordo sul fatto che paghiamo in italia un disservizio (il piu’ delle volte!!!!)

  6. MassiGrassi ha detto:

    Sono d’accordo sul discorso della qualità dei servizi, o meglio dei controlli che andrebbero fatti dalle autorità incaricate sui servizi erogati rispetto alle tariffe richieste.

    Però non penso che si possa generalizzare così tanto. Io sono stato a Roma per lavoro 2 anni ed ho cercato e trovato alberghi da 80,00 euro per la camera doppia con ottimi servizi (certo ci sono anche tantissime realtà romane da far schifo…)

    Altra cosa è il discorso sulla standardizzazione che citavi … sinceramente non mi piace. Perchè dovrei voler trovare la stessa atmosferta e comfort in ogni hotel. Ogni sistemazione in realtà dovrebbe portarmi qualcosa di nuovo e non la solita zuppa riscaldata.

    ciaooooo

  7. MassiGrassi ha detto:

    “Non so se saresti contento, ogni sera quando torni a casa, di vedere tutti i mobili spostati e gli interruttori in posti diversi” …

    no … infatti, proprio perchè lo “standard” è quello che vivo tutti i giorni andare nei vari alberghi e trovare soluzioni differenti mi piace molto.

    Comunque è verissimo … è una questione di punti di vista ed aggiungo anche questione del momento della tua vita che stai vivendo …

  8. emanuele ha detto:

    Ho pareccho da dire sull’argomento, ma sto finendo un libro in proposito e non voglio bruciarmi le cartucce 😉 In ogni caso ho pensieri molto comuni ai tuoi caro Camu.
    Per stemperare un poco vorrei solo dire, per quanto ci debba ancora passare, non e’ che Minneapolis sia comparabile a bellezza a Napoli.
    In quella zona non hanno fatto Fargo dei Coen??? Il nulla 🙂

  9. jgor ha detto:

    Diciamo che sull’arredamento non sono tipo da “standard”.
    Sia chiaro che sarebbe interessante avere degli standard per alcune cose, mentre per altre lasciare un po’ di “fantasia” all’arredatore.

    Che ci volete fare. Anche se in Italia (a Firenze) ho trovato un albergo orrendo. Aveva due stelle, una per il parcheggio e una per l’ascensore. E l’albergo aveva appena 2 piani.

    Moquette in camera (sporca) e zanzare spiaccicate su per i muri.
    Grande fregatura (e di solito pondero bene, ma ogni tanto si sbaglia 🙂 )

    Da quel punto di vista, w gli standard!!!!

  10. camu ha detto:

    Emanuele II (per distinguerti dal primo, eh eh), attenderò con ansia il tuo libro. Credi che verrà commercializzato anche qui in America? 🙂 Concordo con te sul fatto che Minneapolis sia abbastanza anonima rispetto a Napoli, ma ero lì per lavoro, non per vacanza… se voglio svagarmi me ne vado a San Francisco, mica al freddo del nord!

  11. camu ha detto:

    Roberta, in effetti ha pagato il mio datore di lavoro per me 🙂 Ma in Italia non esiste più che gli impiegati vengono mandati a fare corsi di aggiornamento a spese dell’azienda?

  12. Roberta ha detto:

    devi avere molti dindini eh caro camu 😉 scherzo ovviamente…un abbraccio

  13. (Lady).Chobin ha detto:

    Sono un po’ in difficoltà a commentare perchè in italia mi capita molto raramente di viaggiare alloggiando in alberghi.
    Le rare volte che l’ho fatto ho speso discretamente e non ho trovato sempre servizi all’altezza dei costi sostenuti.
    In America d’altro canto ho girato per Motel spendendo molto poco, non erano posti di lusso ma erano puliti e tenuti bene, con parecchi servizi, ok quello di San Francisco era anche quasi di lusso, con tanto di piscina.

    Se dovessi scegliere, li preferirei tutti molto simili in base alle categoria. 😀

  14. emanuele ha detto:

    Emanuele II (fa molto regale).
    Mi sono espresso male Camu, il libro l’ho sto leggendo e non scrivendo. Le chicche che mi tengo sono quelle lette ma per mancanza di tempo, vedi pupa, non ho tempo di riportare. 😉
    Commento fuori post …ma non fuori blog. Ho provato i tuoi hamburger….fenomenali. Anche la piccola piangeva per non poterli mangiare. Consiglio….ho aggiunto un poco di salsiccia (senza pelle) alla carne trita. Beh merita l’aggiunta.

    Saluti

  15. camu ha detto:

    Lady Chobin, i motel americani non hanno nulla a che fare con quelli del Belpaese, spesso meta di turismo sessuale 😛 Durante gli ultimi anni, ne ho visitati alcuni ed i servizi erano sempre all’altezza dei costi sostenuti, come dici. Mi fa piacere di non essere l’unico a cui piace l’accogliente senso del trovare le cose simili nei vari posti in cui vado!
    Emanuele II (continuo con questo nick), ora è tutto più chiaro. Peccato, se il libro lo stavi scrivendo, avrei saputo cosa leggere di sicuro. Ottimo il consiglio di aggiungere un po’ di salsiccia alla carne trita: proverò appena possibile (per questo mese ho già consumato il mio hamburger eh eh)

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