due chiacchiere

Un diario per aiutare

Sebbene il primo articolo ufficiale su questo blog sia stato inserito il 29 dicembre 2005, era il 20 dicembre quando iniziavano i lavori di ristrutturazione, progetto dell’aspetto grafico e configurazione delle funzionalità. E così, dopo il primo mese da blogger, posso dare una sintesi di quest’attività, che trovo divertente e utile allo stesso tempo. Già, come accennavo in un altro intervento, Osservando i vicini, da quando mi interesso al mondo dei “diari online” mi è anche venuta la curiosità di guardarmi in giro, per vedere cosa fanno gli altri.

In questo modo, una delle domande che presto sorgono spontanee è proprio: ma perché la gente si apre un blog? Forse per seguire la moda del momento? Oppure perché ha bisogno di comunicare, e non ci riesce “dal vivo”, quindi si rifugia nel fantastico mondo ovattato del web? I motivi possono essere tanti. Qualcuno risponde che si tratta di semplice voglia di condividere i propri pensieri con il resto del mondo. Personalmente sono d’accordo con questa idea, che è poi quella con cui nasce il concetto di “blog”: un diario online sul quale registrare (l’attività di logging, in inglese, è quella di colui che annota qualcosa) ciò che ci passa per la mente, a ruota libera.

A me, però, piace arricchire il significato del blog con un’altra componente: l’utilità. Di per se, condividere le proprie idee, può risultare un’azione sterile. A chi può interessare un intervento in cui è raccontata la cronaca di una serata in discoteca? Forse agli amici dello scrivente, o magari a qualche “guardone” di passaggio, ma per il resto non si tratta che di altro rumore di fondo aggiunto al brusio confuso della rete. Ed ecco che allora il mondo dei blog, come per le acque divise da Mosè, si separa in due: utili ed futili. Ognuno decide poi da che parte stare: io ho scelto la prima, e tu?

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