due chiacchiere

Le stragi sono di destra?

Visto il numero di commenti “sopra la media” per il mio intervento sull’undici settembre, ne deduco che l’argomento è ancora molto sentito tra la gente. E suscita un’emozione forte già il solo pronunciare quella data così particolare. Ma, come diceva Lubrano tanti anni fa, la domanda sorge spontanea: perché l’attentato americano è commemorato ogni anno in tutto il mondo, mentre ad esempio della strage di Beslan, molti non ricordano neppure la data? Anzi, forse non ricordano neppure la strage stessa: un massacro in cui morirono più di 300 persone, di cui la metà bambini inermi ed innocenti.

Ci dicono a cosa pensare

Non riesco a spiegarmi questa differenza di attenzione mediatica: che, per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, vale sia in positivo che in negativo. Sappiamo tutto della guerra in Iraq ad opera dell’amministrazione Bush, della prigione di Guantanamo. Ma cosa sappiamo della guerra in Cecenia ad opera della Russia, o dei campi di sterminio di Milosevic, o ancora dei Laogai cinesi? Senza accorgercene, subiamo ogni giorno gli effetti della teoria dell’agenda setting: i mezzi di comunicazione non ci dicono cosa pensare, ma a cosa pensare. Soltanto di poche guerre nel mondo sappiamo così tanti dettagli come di quella che si combatte in medioriente: numero di morti quotidiano, rivendicazioni dall’una e dall’altra parte, sconcertanti scoperte.

Tante guerre invisibili

Ma nel mondo si combattono un sacco di guerre: sul confine indiano, nell’africa centrale, nel Kurdistan. Per citarne solo alcune. Eppure neanche sappiamo dove si trova, il Kurdistan. E neppure abbiamo mai visto in faccia il loro capo spirituale che minaccia l’occidente e la politica imperialista e capitalista che avanza. Zero, nulla, nada. E nel mio cervello la domanda continua a rimbombare: perché? Quali logiche arcane stanno dietro a questa volontà di accendere i riflettori soltanto su alcune aree del mondo. Anche in Italia, la delusione per certi comportamenti è forte. Con il precedente governo, i girotondini ci sono consumati le suole delle scarpe. Ora che i soldati vengono mandati in Libano, tutto tace. E le bandiere della pace alle finestre non si vedono più.

Commenti

  1. Alessandro ha detto:

    condivido pienamente: “i mezzi di comunicazione non ci dicono cosa pensare, ma a cosa pensare”

    ecco la vera funzione dei blog, non strumenti di informazione come sostiene qualcuno, anche perchè non autorevoli, ma strumenti per mettere il luce notizie non note.

  2. Trapanator ha detto:

    Tutte le informazioni sui maggiori conflitti del mondo le trovate qui: http://www.warnews.it/

    Comunque si sa, ci sono enormi interessi economici.

  3. LiberaMente ha detto:

    sono d’accordo con te sulle stragi dimenticate, non dimentichiamoci però che il 9/11 ha portato 3000 morti solo quel giorno ed è stato poi l’artefice delle guerre in Aghanistan con 40.000 mila morti e in Iraq 45.000 morti tra civili e militari.
    quando sul mio blog parlo delle “nostre”, intese come quelle di noi “occidentali” invece delle guerre di Russia e Cina, lo faccio per autocritica e perchè ritengo che prima di andare ad insegnare la “democrazia” al mondo dobbiamo essere capaci di farci un esame di coscienza.

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