due chiacchiere

Io ero in laboratorio

Non dimenticherò mai quel pomeriggio di cinque anni fa. Avevo finito di pranzare da poco, alla mensa universitaria, e tornavo in facoltà per riprendere a lavorare su un progetto che dovevo consegnare per un esame. Mi trovavo davanti al computer quando ad un certo punto ricevo la telefonata della mia ragazza che si trovava proprio negli Stati Uniti: era in lacrime, ripeteva soltanto “ci stanno attaccando”. Qui la notizia si diffuse solo dopo una ventina di minuti, in rete non c’era traccia di quel disastro mondiale che si era appena compiuto. Però ci accorgemmo che la rete iniziava a non funzionare bene, e che i siti internazionali si raggiungevano con difficoltà.

Da allora sono passati cinque anni, il trauma “collettivo” che abbiamo vissuto è stato piano piano reso meno “scomodo” da sopportare con il tempo. Adesso ci hanno fatto persino un film, segno che il trauma può essere superato. Io avevo visto le Torri Gemelle giusto un anno prima, durante uno dei miei viaggi oltre oceano. Ricordo ancora la palla nella piazzetta che stava tra le due torri, ricordo le foto che scattai dal basso, ammirando quei prodigi dell’ingegneria. E mi chiedo ancora “perché” sia successo tutto questo. L’odio di uomini che uccidono altri uomini, di americani che tentano di imporre con la forza la democrazia ad un popolo che non la vuole.

Come spesso mi piace pensare, la “colpa” non è mai soltanto da una parte: la responsabilità di tutto quello che è successo e che continua ancora oggi, è di tutti. Gli interessi in gioco sono troppi e troppo importanti, per far spazio al dialogo vero, sincero, rispettoso. Le popolazioni musulmane non hanno bisogno di essere “educate” alla democrazia: hanno diritto, al contrario, di seguire il proprio credo religioso, anche negli aspetti che per noi “occidentali” sembrano più bizzarri o irrispettosi della dignità umana. Chi siamo noi per dire a loro come devono vestire, cosa devono mangiare, quali idee devono avere in mente?

La colpa, come accade dai tempi delle Crociate in poi, e forse anche prima, è spesso della religione: che da insieme di regole morali e precetti spirituali, diventa pretesto e giustificazione per la sete di potere di alcuni governanti. Lo abbiamo fatto sterminando gli indiani d’America, lo abbiamo fatto sterminando gli arabi e i saraceni, lo stiamo facendo ora nel medioriente.

Commenti

  1. Federico Neri ha detto:

    Io ero al supermercato, c’era la televisione, l’ho guardata, sembrava il trailer di un nuovo film. Non ci credevo, sembrava impossibile. Ho anche telefonato a casa (dal nuovo telefonino) dicendo che stavo vedendo un trailer di un nuovo film, che valeva la pena andare a vedere quella sera stessa al cinema. Purtroppo, non era fantascenza….
    Camu, ma la tua ragazza, ovviamente, non è poi rimasta coinvolta?

    Ancora una volta, complimenti per lo stile e le interessanti riflessioni….

  2. eLo ha detto:

    Se tutti avessero il rispetto che hai tu per le diverse culture con cui ci troviamo a convivere, credo che le cose andrebbero meglio, in questo grande mondo. Non posso che farti i complimenti. Davvero.

    Buon inizio settimana!

  3. giocatore ha detto:

    Non considererei i dirottatori dell’11 settembre come espressione più propria della cultura islamica (fortunatamente). Mentre il rischio corso dall’Islam in questi anni è stato proprio questa identificazione automatica. E’ vero che il terrorismo di natura islamica si nutre di fondamentalismo religioso, ma ad un fondamentalismo non se ne può certo opporre un altro come risposta.

  4. Artemisia ha detto:

    Vai qui e leggi TUTTO con attenzione. I morti dell’ 11 settembre sono vittime sacrificali. Ormai sono in milioni nel mondo a pensarlo. E lo penso anche io.

    http://www.luogocomune.net/site/modules/911/

  5. Alessandro ha detto:

    “la "e;colpa"e; non è mai soltanto da una parte”

    condivido questo tuo pensiero e spero che alla luce degli ultimi sviluppi si possa ritrovare il lume della ragione nella gestione del terrorismo.

  6. Trap ha detto:

    Per Artemisia: ti consiglio di guardare questo blog:

    http://undicisettembre.blogspot.com/

  7. Trap ha detto:

    Quel laboratorio che tu citi era la celebre Aula I e stavamo facendo il progetto di SO2…

    mi ricordo anche il caldo che faceva lì dentro (senza aria condizionata!!!)

  8. camu ha detto:

    Federico: avevo dimenticato di rispondere all’ultima tua domanda. Si la mia ragazza si trovava in un altro Stato, quindi è solo stata testimone in tv, non dal vivo.

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