due chiacchiere

Andiamo a raccogliere le nostre mele

Il caro frutta è un problema difficile da risolvere? I prezzi vanno alle stelle e non sai come risparmiare e mangiar bene allo stesso tempo? In America hanno trovato una geniale soluzione al problema: raccogli da solo la tua frutta in campagna, e la paghi la metà del suo prezzo al supermercato. La chiamano PYO, pick your own, e si applica a molti prodotti locali, dalle mele alle pesche, dalle zucche al granturco. Perché in Italia iniziative del genere non esistono proprio? Gli agricoltori si lamentano sempre di guadagnare pochissimo, e che i lauti ricavi del prezzo finale vanno tutti nelle tasche dell’indotto: trasportatori, commercianti, grandi catene di distribuzione. Bene, allora basta saltare tutta la filiera ed offrire direttamente il prodotto ai consumatori. Noi siamo andati lo scorso fine settimana, in una fattoria ad una ventina di chilometri da casa, in quello che tutti chiamano Upstate New York. Con 20 dollari abbiamo portato a casa quasi 8 chili di mele.

Non solo, abbiamo avuto l’occasione per fare due passi in mezzo alla natura e respirare un po’ d’aria buona. Tutte le famiglie, approfittando della bella giornata, sguinzagliavano i bambini nei campi, dando loro modo di riscoprire quell’ambiente che oramai l’asfalto ed il cemento hanno cancellato dal bagaglio culturale delle nuove generazioni. Il proprietario della fattoria, un tipo un po’ agreste com’è giusto che sia, organizza inoltre giri con il suo trattore, su un rimorchio alla scoperta delle piante di zucca (qui fra poco è Halloween), dei cavolfiori e del tanto amato mais (rigorosamente non geneticamente modificato). In Italia mi sembra di sentire sempre la stessa lagna al telegiornale (viva Rai International) ma nessuno che si organizzi concretamente!

Commenti

  1. Sanghino ha detto:

    Ciao,
    in realtà, per lo meno qui dove abito io, al supermarket spenderei una cifra molto simile a quella che tu hai speso dal produttore direttamente. Ma a parte questo ti posso dire che qui in Italia è già un po’ che si parla di filiera corta e dal produttore al consumatore …. magari non andiamo direttamente a prelevare sull’albero, ma le aziende agricole vendono direttamente già da tempo ed in maniera assai diffusa. Per non parlare poi dei GAS …. per l’acquisto anche a distanza di prodotti direttamente dai produttori.

    Un saluto

    1. camu ha detto:

      @Sanghino: sul costo, io lo paragonavo a quello delle mele “biologiche”, che mediamente sono (almeno qui) un goccio più care di quelle normali. Due dollari e spiccioli al chilo è circa la metà di quanto paghiamo noi. Ma che in America la frutta sia cara, specialmente nelle zone intorno a New York, è un fatto risaputo 😉 Sono contento di vedere che anche in certe zone d’Italia quest’usanza inizi a diffondersi. Hai riferimenti specifici sul web di iniziative in tal senso?

  2. giglio ha detto:

    Frutta e verdura a Km 0 si trovano un po’ dappertutto: dai piccoli negozi ai grandi supermercati. Sull’ etichette è obbligatorio indicare la provenienza. Per quanto riguarda la carne però, costa di più quella allevata in zona, che non quella allevata in Francia.
    La Regione Toscana sta facendo grandi campagne sulla filiera corta e quindi sulla stagionalità dei frutti della terra.

    1. camu ha detto:

      @giglio: da notare che sia tu che Sanghino siete toscani, quindi prima di estendere il vostro ottimismo alle altre regioni d’Italia, ci penserei due volte 😉 Vediamo cosa dicono altri lettori sparsi in giro per il Belpaese.

  3. giglio ha detto:

    E lo so, che la Toscana è sempre un po’ più avanti!

  4. giglio ha detto:

    Comunque, ritornando al tuo post è bella l’iniziativa di andare in campagna a raccogliere direttamente i frutti. Mi sa che qualcuno anche in Italia, la copierà, prima o poi.

  5. Stefano ha detto:

    Wow, negli USA esiste veramente ancora del mais non GMO? 😀

    1. camu ha detto:

      Beh, non dirmi che in Italia non ne esiste più 🙂

      1. Stefano ha detto:

        @camu: In Italia da quanto so esiste, ma sono da 6 mesi negli USA e al Walmart di roba naturale non ne vedo tantissima.

        1. camu ha detto:

          @Stefano: vabbé scusa, se andiamo per stereotipi, allora anche certi supermercati italiani sono da evitare come la peste. La mozzarella dell’Eurospin o del Lidl secondo me è fatta di gomma 😉

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