due chiacchiere

Correva l’anno, seconda parte

Qualche tempo fa, su questo spazio, avevo pubblicato la prima parte di un racconto che scrissi per uno dei miei primi siti web, quello che l’università concedeva di avere ad ogni studente della facoltà: per imparare i rudimenti di un linguaggio di cui ancora si conosceva ben poco, l’HTML. Correva l’anno 1999, praticamente due lustri or sono! Però si vede che già all’epoca mi consideravo un precursore delle tecnologie che solo anni dopo sarebbero diventate alla portata di tutti! Ora eccoti la seconda parte del racconto.

Il suo primo libro

Informaticamente parlando, i suoi gusti vanno evolvendosi con lui, ed il 286 lascia il posto dopo circa due anni ad uncomputer dotato di processore 80386 nuovo fiammante, con uno stratosferico disco rigido da 40 megabyte (di cui in genere era occupata si e no la metà). Una decina d’anni prima gli era stato regalato dai genitori un libro cult sui calcolatori (dal titolo: Il mio primo libro sui computer), che sia stato quello la causa di tutto? Ai posters l’ardua sentenza!

Finalmente arriva la rete

Comunque la passione che lo aveva ormai irrimediabilmente contagiato sfocia nella decisione di iscriversi al corso di Laurea di Informatica, anche se adesso che vive in prima persona questa esperienza in certi momenti preferirebbe fare Lettere. Scherzi a parte, si dimostra convinto delle sue scelte e ciò che studia gli appare per buona parte interessante… mica può piacere tutto nella vita! Certo è che grazie a questo corso di Laurea è venuto in contatto con il mondo di Internet, ben prima che questa diventasse un fenomeno di moda e costume. Quando nel lontano 2993 parlava di Internet agli amici, lo guardavano sbalorditi, e non arrivavano a capire di cosa potesse trattarsi; qualcuno non mancava di prenderlo per un forsennato (definizione di fors’è-nato: grido del padre che sente pianto di neonato nella sala parto).

E non dimentichiamo che Internet, oltre ad essere con tutta probabilità la principale candidata ad integrare la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, offre un valido supporto al timido ragazzo autore delle pagine che stai visitando: non immaginare un personaggio che indossato il suo casco virtuale, si lascia assorbire nella rete e si trasforma in un’altra persona.

In conclusione

Intanto avendo osservato i tuoi innumerevoli sbadigli, mi rendo conto che è ora di darci un taglio. Quindi non mi resta che affidare queste parole al computer di bordo che si preoccuperà di fartele avere nel più breve tempo possibile. Io intanto vado a preparare lo smaterializzatore visto che stasera devo presenziare ad una cena organizzata dalla Confederazione Interstellare di AlphaTrix. Se dovessi aver bisogno di qualcosa lasciami un messaggio, ti risponderò al mio ritorno.

K. S. Matrix

Commenti

  1. alexanderthorn ha detto:

    Sei un pazzo! Ma troppo simpatico e bravo… complimenti per il tuo blog…

  2. Lilla ha detto:

    Troppo divertente! io che amo scrivere e non posso farlo perchè occupata ad accudire la mia famiglia ad andare al lavoro mi diverto solo al pensiero di quello che fai tu su questo blog. Da dire che non sono una esperta informatica come te, ma un’autodidatta che quando ha avuto l’occasione si è messa a studiare per non sentirsi completamente analfabeta. Sono reticente a scrivere sul web e non so perchè. Molto interessante questo doppio spaccato tra mondo americano ed italiano.
    Ciao

  3. camu ha detto:

    Lilla, grazie per l’apprezzamento! Per scrivere bene non serve essere un esperto informatico, anzi al contrario meno si sa e meglio è, in fondo. Diciamo che per me è una valvola di sfogo: alcuni montano e smontano motori, altri curano il proprio giardino, io mi dedico a queste paginette. A dire il vero sono molto trascurate, avrei in mente tante cose da fare, ma sfortunatamente la giornata non dura 48 ore come vorrei 🙂 Il doppio spaccato, infine, rappresenta un modo per non perdere il contatto con le mie radici…

  4. UomoMacchina ha detto:

    Caro camu,
    non so esattamente come sono finito sul tuo blog, credo cercando un plugin per integrare Twitter su WP.
    Ma non ha importanza; quello che importa è che, dopo aver letto qualche riga e ancor di più dopo qualche pagina, ho sentito il bisogno di scriverti, di farti sapere che esisto.
    Non sono attratto dagli uomini, preferisco le ragazze, ma il tuo blog e il modo in cui scrivi mi piacciono davvero tanto. Dopo aver letto due pagine sulla storia della tua vita ho notato diverse affinità che ci legano: non soltanto le dosi utilizzate nella ricetta di tua madre (tranne per la timidezza, la mia non ha abbondato!), ma anche nella cronologia degli eventi e soprattutto nella passione per l’arte di scrivere e nel modo di farlo.
    Come te mi piace scrivere in italiano corretto, rispettando scrupolosamente la punteggiatura, la grammatica e la sintassi; scrivo di getto, spesso direttamente “in bella”, riflettendo un po’ prima di comporre piuttosto che tornare in seguito su ciò che ho scritto; mi piace scherzare con incise e frasi sconclusionate; abbondo di auto-ironia, mi riesce essere spontaneamente ottimista anche se scrivo di tragedie; vorrei davvero fare di questa passione la mia professione (o almeno un lavoro che mi dia da campare).
    Ho scritto parecchio in passato, su carta, quasi sempre missive ad amici ed amiche.
    Da poco ho deciso di mettere online un mio blog personale usando WP e, se avessi potuto immaginare come potrebbe evolversi tra qualche tempo, bhé, lo avrei immaginato esattamente com’è il tuo blog oggi: adorabile (impazzisco per la funzione “giustifica o allinea a sinistra”)!

    Mi piacerebbe sapere che sei passato a dare un’occhiata al mio blog (www.uomomacchina.it), che hai letto qualcosa (sono pochi articoli, è appena nato!), e che magari hai pure gradito (accetto anche critiche distruttive, ma poi ti vengo a cercare IRL!). Se addirittura dovessi condividere la mia idea che siamo affini e che sarebbe una buona cosa conoscersi personalmente su questo pianeta ed in questa dimensione spazio-tempo (o almeno risentirci via email), io conoscerei volentieri i dettagli di una eventuale proposta di lavoro (come scrivevi su “selezione personale”) e potrei valutarla, soprattutto se si tratta di scrivere e trasferirsi all’estero.

    Sappi che non vado in giro per la Rete a leggiucchiare i blogs altrui per poi scrivere ai rispettivi bloggers (anche tu sei un fanatico della “s” per il plurale inglese?) in preda ad una crisi grafomane, ma ho scritto quel che hai letto perché ne ho sentito il bisogno.
    Non so a cosa porteranno queste poche righe che sto per inviarti, ma mi ha fatto piacere scriverle e provo piacere se immagino che tu le stia leggendo e condividendo.

    Ti auguro ogni bene.

    Buona vita.

    UomoMacchina

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