due chiacchiere

Correva l’anno

Il web è sempre pieno di sorprese. Specialmente per chi, come me, ha lasciato tracce in giro per questa ragnatela oramai per più di dodici anni di fila. Ecco che allora ogni tanto il mio passato ritorna, piacevolmente, a ricordarmi chi sono stato. La rete è per me una macchina del tempo, tramite la quale andare avanti ed indietro tra ricordi, bei momenti e nuove sfide. I primi “reperti archeologici” disponibili risalgono al 1996, ma oggi ti propongo questo pezzo (lungo) che scrissi nel 1999 per parlare di me stesso tramite la rete. Un antesignano dei comuni blog che oggi tutti usiamo con tanta naturalezza. In cui veniva fuori la mia vena di scrittore, che fino a quel momento aveva trovato sfogo soltanto sui fogli di carta.

Date: Sab, 10 Apr 2999 23:00:58 To: Senior Conference Organizer Eliana M. Weir From: Generale K. S. Matrix Subject: Re: Ultimo viaggio verso W3.

[..] Così cara Eliana ti racconterò la storia di quello strano personaggio che incontrasti cinque beta-periodi or sono durante un tuo viaggio cyber-spaziale verso il sistema W3.

Partiamo dall’inizio

Gli archivi della Factory, la città interstellare, riferiscono che sia nato il 28 Agosto Duemilanovecentosettantaquattro. Se ti diletti di astrologia, avrai già dedotto che il suo segno zodiacale è quello della Vergine, del quale eredita tutti gli aspetti tipici; infatti quando la sua mamma lo fece, usò la seguente ricetta: ottocento grammi di precisione e puntigliosità, un chilogrammo di timidezza, cinquecento grammi di simpatia, novecento grammi di altre doti più o meno apprezzabili, ottenendo alla fine tre chili e duecento grammi di neonato strillante. Sai, quando la mente ripercorre la propria infanzia nasce sempre un pizzico di nostalgia per i momenti spensierati passati con gli amici del quartiere a giocare a guardia e ladri, a nascondino oppure a scambiarsi le mitiche figurine dei calciatori (celo, celo, mi manca…).

L’incubo e la politica

Il tempo pian piano passa e così il piccolo pargoletto irrequieto cresce, fin quando viene il momento di iscriversi in un asilo. Qui diventa in breve tempo l’incubo delle maestre: non mangia la minestra, lo gettano dalla finestra, rientra dal camino, lo chiudono nello sgabuzzino, lui trova la chiave, lo minacciano con una trave, e via dicendo, e compagnia cantando e… Marlon Brando. Insomma è in questi primi anni che il vivace fanciullo compie gli atti più fantasiosi, rompendo mobili e soprammobili qua e là per la casa. Varie volte all’asilo aveva tentato di organizzare delle sommosse contro il potere dittatoriale delle maestre, dimostrando già all’epoca una predisposizione alle idee politiche.

La trasformazione degli ideali

Per questo ed altri motivi sui quali per brevità non mi dilungherò, i suoi amici gli avevano attribuito l’appellativo di Vladimir, anche se lui solo molto più tardi avrebbe capito il perchè. Però è risaputo che in queste cose il tempo a volte funge da tranquillante. Così quando a sei anni viene iscritto alla scuola elementare ha già un modo diverso per entrare nelle simpatie di compagni di scuola e amici. Cresciuto all’ombra di trasmissioni come Il pranzo è servito e Ok, il prezzo è giusto (a quell’epoca condotto dal giovane Gigi Sabani), organizza un vero e proprio studio televisivo nel quale i compagni di classe sfidano la sorte in svariati giochi di abilità e di fortuna, sotto la supervisione del maestro.

L’illuminazione informatica

Guardando questo spaccato di vita con l’occhio “politico”, si può notare subito la grande svolta: infatti adesso in classe lo chiamavano Piccolo Silvio per le sue idee reazionarie. Bisogna ricordare che in questo periodo, cara Eliana, il nostro amico ha i suoi primi contatti con l’informatica: acquista per l’esorbitante cifra di 400.000 lire (che all’epoca valevano molto più che oggi) ciò che oggi sarebbe considerato (in rapporto) un computer davvero potente, ovvero un Commodore 64 con tanto di registratore a cassette, collegato ad un televisore nato molto prima di lui, che lo fa disperare in continuazione spegnendosi proprio nel momento in cui manca un soffio per superare il livello del suo gioco preferito.

Piccoli programmatori crescono

Fu in questo modo che in breve tempo apprese i rudimenti della programmazione BASIC, grazie anche al supporto di riviste del settore e al padre. Il tempo trascorre in fretta, e dalle scuole elemantari si trasferisce alle medie e poi al liceo. L’informatica lo assorbe sempre di più: venduto a malincuore il suo compagno di giochi e di avventure, il Commodore, per la misera cifra di 50.000 lire, passa a quello che di meglio offre la tecnologia del tempo: uno straodinario Amstrad 80286 dotato di stratosferico floppy drive da 5 pollici (si, quel genere di dischetti “flessibili” che i più giovani neppure conoscono), una scheda video EGA (Enhanced Graphic Adapter), un monitor a colori i cui singoli pixel si distinguono perfettamente, un disco rigido di ben 20 megabyte. Multimediale, internet, modem e gigabyte a quel tempo erano parole che non erano state ancora inventate!

Era buio pesto…

Tornando alla sua evoluzione intellettuale, della quale ti stavo raccontando prima di fare questa parentesi, al liceo impara presto che non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio… E come diceva un tempo Riccardo Cassini in “Era buio pesto… alla genovese”, se qualcuno sul suo cammino ha attaccato a fumare qualche canna, altri sul loro camino hanno attaccato qualche canna fumaria! Chi mi vuole capire, capisca, chi mi vuole gradire, gradisca, chi mi vuole sparare… sparisca e chi mi vuole odalare, odalisca! (to be continued)

Commenti

  1. Elfuccia ha detto:

    LOL!!!! Spassosissimo!!!!
    Anche io ricordo i dischi da 5 pollici! Li ho usati alle medie, al corso di informatica… eh, i ricordi di una nata del 1981…

  2. camu ha detto:

    elfuccia, eh si, credo che negli anni 90 quando tu eri alle medie, si iniziavano a vedere i segni del cedimento di questa tecnologia troppo “flessibile”: i negozi di informatica li vendevano per pochissimo, in confronto ai costosi dischetti da 3 pollici che sono arrivato a pagare anche 1000 lire ciascuno! I cd-rom erano ancora nella mente del loro creatore.

Lascia un commento