due chiacchiere

La vetrina e l’ammollo

Girando per Tokyo, non è raro imbattersi in ristoranti che espongono riproduzioni fedeli delle pietanze che potrai assaggiare all’interno del locale, con tanto di numerino e costo a fianco. Un po’ come se da noi, fuori dalla trattoria ci fosse una vetrina con un piatto di pastasciutta, una bistecca ai ferri, un contorno di fagiolini e tutto il resto. In plastica di ottima qualità, che rende ben fatte anche le trasparenze dei brodini o la consistenza del purè di patate. L’espediente è molto comodo per coloro che, come noi, non “masticano” (è proprio il caso di dirlo) la lingua giapponese. Basta quindi un semplice “point and order” per far capire al cameriere cosa vuoi mangiare oggi.

Questa non è che un’altra delle tante “stranezze” (per noi occidentali) che si vedono girando per le vie della città, anche se a ben pensarci è una cosa molto utile che anche da noi potrebbe avere successo, quando i turisti giapponesi non sanno come si dice bistecca o pasta all’amatriciana.

i piatti visibili con i cartellini a fianco

A fine serata, dopo aver calmato la fame (dovuta anche al fuso orario che ribalta il giorno e la notte per il corpo) si ritorna in albergo, dove prima di andare a letto è buona abitudine immergersi per almeno mezz’ora nella grande vasca termale del “bagno pubblico”. Ti sfili gli abiti occidentali e indossi la yukata, una vestaglietta di cotone leggera con una spessa cintura in tessuto. Esci dalla tua camera in pantofole, prendi l’ascensore e, cercando di non sbagliare infilandoti nella zona riservata all’altro sesso (non sempre è facile capirlo), ti fai una bella doccia rinfrescante.

L’ammollo in vasca serve solo a rilassarsi, non a lavarsi: ecco perché la doccia deve essere fatta prima di immergersi nelle bollenti acque termali. Inoltre per attutire lo sbalzo di temperatura, la doccia calda porta la temperatura corporea più vicina a quella dell’acqua di “cottura” in cui ti bagnerai. Insomma, una sauna ma fatta con l’acqua invece che con il vapore.

Commenti

  1. Trap ha detto:

    Anche in Spagna si trovano queste vetrine 🙂 soprattutto nelle località marine, con i ristoranti di pesce: si sceglie il piatto dalla vetrina, non dal menu

  2. PlacidaSignora ha detto:

    Sono così belli alcuni di quei piatti, che me li porterei a casa…Adoro poi i “contenitori”, tovaglie, piattini, vassoietti, ciotoline! 🙂

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