due chiacchiere

Quattro settembre duemilaundici

Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Boh, io son positivo. Credo che dopo una catastrofe prevista (e schivata) come quella lì, anche in Italia non si sarebbero sollevati cori di proteste per 8 giorni di blackout.
    Bella esperienza comunque.
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: sono assolutamente d’accordo. Temevamo il peggio, un po’ di giorni senza corrente anzi è un modo divertente per “reinventare” le proprie serate… tipo ieri sera ci siamo seduti fuori con candele ed un paio di birre a parlare del più e del meno. Erano secoli che non lo facevamo 🙂

      1. CyberAngel ha detto:

        @camu: Effettivamente ormai solo in situazioni di questo genere si riesce a rallentare un po’ e magari a fare due chiacchiere 😉
        E comunque in questi giorni chissà che incremento demografico sulla costa atlantica. 😛

        PS: Ma il negozio non era mica di alimentari? ^^’

        1. camu ha detto:

          Ho corretto il refuso, grazie. Per l’incremento della popolazione è tutto sommato un bene per noi: più gente che pagherà la mia pensione 😉

  2. Calogero ha detto:

    In effetti si temeva il peggio…anche noi dalla Sicilia guardavamo con ansia sugli schermi televisivi e sui vari siti americani inerenti il passaggio di Irene.
    Poi le notizie rassicuranti ci hanno reso più tranquilli.
    Beh ! prendere sempre il lato positivo come riferimento fa bene…e ritornare ai tempi in cui si utilizzava il lume o la candela non dispiace certamente per rivivere ciò che nei ricordi dell’infanzia resta come uno dei periodi più belli della vita….

    1. camu ha detto:

      Verissimo, vedi mio commento qui sopra…

  3. Caigo ha detto:

    1) Buon compleanno in super-ritardo ma credo valga lo stesso.
    2) Irene ha lasciato veramente il segno del suo passaggio. A parte i morti (sempre l’sapetto più amaro) ed i danni è curioso come dalle tue parti abbia tirato fuori un aspetto postivo dalle persone (lo si capisce dalle tue parole).
    Il tuo ragionamento è corretto, qui in Italia si sarebbe scatenata la rabbia…magari fomentata da qualche “televisione del dolore” che negli ultimi tempi sembra andare di moda.

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