due chiacchiere

Diritto di morire in pace

Raramente commento i fatti di cronaca che mi capita di leggere sui giornali, ma la recente sentenza sul famoso “caso Welby” mi porta a fare delle considerazioni sul diritto di costringere una persona a vivere. So bene che si tratta di un terreno particolarmente spinoso, ma per me la soluzione è molto semplice: lasciare che la natura faccia il proprio corso. Non si tratta di ucciderlo volontariamente, ma di impedire l’accanimento terapeutico fine a se stesso: il gusto di far soffrire chi non vorrebbe. Chi non può far altro che stare immobilizzato in un letto d’ospedale.

Credo che anche la religione, quando ricorda che solo il Creatore può togliere la vita che ci ha donato (sia esso Dio oppure Allah, Kannon o Jahvè), debba ammettere l’inopportunità di accanirsi a tenere vivo colui che l’Altissimo vorrebbe richiamare a sé. Le macchine non possono sostituirsi all’alito di vita naturale che abbiamo dentro di noi: se la natura decide che è giunta l’ora, e mette in campo i suoi sofisticati meccanismi, opporsi diventa straziante e controproducente. In particolare quando questa strenua lotta ingaggiata a suon di respiratori artificiali, ha il solo effetto di prolungare un’agonia già di per se angosciante.

In altre parole, va bene salvare coloro che hanno speranza di risollevarsi: non è certo accanimento terapeutico estirpare un tumore o mettere un bimbo prematuro nell’incubatrice. Ma quando il messaggio è chiaro, allora bisogna che la testardaggine dell’uomo si metta da parte e lasci il passo al naturale procedere delle cose, così come è sempre stato. Per non parlare poi della legge: come si fa a dire “no, quest’uomo non può morire” perché la legge ancora è troppo vaga? Mi sembra un’elogio dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria.

Commenti

  1. domenico de giacomi ha detto:

    Credo che la riflessione “sul Diritto di morire” in pace (l’ho staccato perché morire in pace spesso per quanto ho visto nel mio lavoro e non da primo attore non ci è sempre concesso) sia sacrosantamente vera e reale! Purtroppo sono realtà a cui nessuno vuol pensare se non quando c’è dentro con la propria pelle. Allora è tardi per poter fare o dire qualcosa e si diventa prede della sensibilità, del ruolo, delle Etiche, delle Deontologie, dei Credi che da prede ci vengono imposti dall’altrui certezza e dignità!
    Per questo è necessario far diventare il testamento biologico e le direttive anticipate in emergenza quali il NO/SI rianimazione cardiopolmonare, NO/SI defibrillazione (LEGALI IN AMERICA E IN ALTRI PAESI) Legge dello Stato inoppugnabile da alcuno, Parenti compresi. Ma ci vorrà del tempo visto che in Italia il Diritto di Autodeterminazione dell’individuo in merito a volere o non volere le cure, a una dolce morte e a quant’altro di annesso e connesso, viene ostacolato dalle Gerarchie della Ns Chiesa Cattolica che impediscono grazie talvolta alla politica legata da interessi vari, la consapevole e libera scelta di quanto vorremmo o non vorremmo venisse fatto sulla Ns pelle! È un’opinione ma a ragion veduta e alla luce di tanti anni vissuti in ospedale.

    domenico de giacomi
    iscritto ordine dei medici di udine 4632
    antiabortista

  2. camu ha detto:

    Ciao Domenico, grazie per la tua testimonianza. Che dimostra come in Italia ed in altri Paesi spesso le decisioni non vengano prese ascoltando chi lavora in prima linea su queste cose. Anzi ci si lascia prendere dalle etiche, dalla sensibilità e da tante altre cose che però valgono zero di fronte alla sofferenza umana.

  3. domenico de giacomi ha detto:

    Credo caro camu che più che chi ha lavorato come ho fatto io e tanti altri per molti anni in ospedale e nell’emergenza e a tempo pieno sarebbe ora di dare unico valore alla volontà liberamente espressa o testata da ogni persona in merito a questi temi che toccano la vita e la nostra personale pelle; unica proprietà che, almeno questa, vorremmo poterci gestire consapevolmente fino alla sua inevitabile fine! Purtroppo per colpa di interessi molteplici e occulti, di Credi, Deontologie, Etiche, Filosofie imposte da politici VIP… di ex destra ed ex sinistra… il diritto all’AUTODETERMINAZIONE di ogni persona, in Italia non ci è ancora completamente concesso per giusta, civile Legge di Stato! E purtroppo se non si farà presto questa necessaria, giusta, Laica, Civile Legge in merito, dovremmo soffrire e morire come meglio credono i Sani che non stanno vivendo sulla nostra pelle ma sulla loro! Lo si è visto con l’accanimento terapeutico che oggi finalmente viene deontologicamente preso in considerazione e di cui una volta e lo dico da vecchio medico ospedaliero non si poteva nemmeno nominare, pena la radiazione dall’Albo dei Medici e quant’altro! Lo stesso per l’uso degli stupefacenti su malati terminali e irreversibili… stupefacenti che in questi casi venivano chiusi a chiave e negati a chi urlando gli richiedeva! E da Cattolico non praticante credo che la nostra Chiesa in merito abbia enormi colpe per aver messo in croce non desiderata e scelta milioni di persone terminali che non oggi non sono più… e che non ci possono portare alcuna esperienza vissuta sulla LORO pelle! Oggi… gli ospizi e la terapia del dolore… e siamo solo agli inizi…

    domenico de giacomi
    iscritto ordine dei medici 4632 udine

Lascia un commento