due chiacchiere

Galleria scorrevole e mongolfiere

Devo ammettere che l’omino talebano che siede sulla mia spalla da tempo immemore (forse un segno del mio disturbo dissociativo della personalità, ma quello è argomento da trattare a parte), ultimamente è stato molto tranquillo per quanto riguarda il blog. C’erano tempi in cui non la smetteva di richiedere questa o quella funzionalità, probabilmente vista da qualche altra parte. Ieri però, mentre scattavo qualche foto ad una fiera dell’agricoltura che si teneva in un paesello qui vicino, ed io già pensavo a quale scatto avrei aggiunto al sito, la sua vocina sibillina non ha perso l’occasione di sussurrarmi all’orecchio “e chi ha detto che ne devi scegliere per forza soltanto una?” Eh già, tra le righe, il mascalzoncello mi stava suggerendo di aggiungere una galleria scorrevole al mio blog.

In effetti, già in passato avevo sentito il desiderio di mostrare più di una foto in calce ad un post che stavo scrivendo. Finora avevo tralasciato l’idea per il timore di appesantire troppo il tema del blog per qualcosa che userò, si e no, una volta ogni tre mesi (le ultime parole famose 🙈). Ma come si fa a resistere a quegli occhioni da tenerone dell’omino talebano quando ti chiede di aggiungere qualcosa? E così ho aperto una chat con San ChatGPT per capire quanto fosse complesso. Il cervellone artificiale, anche lui a conoscenza di quanto esigente sia l’omino talebano, ha suggerito una libreria esistente piccola (solo 30k) ma funzionale: Splide. L’integrazione con il mio tema, vista la sua struttura modulare (sia benedetto sempre NPM), è stata semplice ed indolore. Considerando anche il fatto che non m’interessavano funzioni avanzate, il risultato finale ha fatto contenti tutti.

Quisquiglie tecniche a parte, l’evento di ieri è stato molto piacevole, un modo diverso per passare mezza giornata all’aria aperta, tra bancarelle che vendevano i cappelli di Trump (figurati se questa gente riesce a guardare oltre il proprio naso), e stand con i prodotti tipici locali, dalla frutta ai dolci. C’erano anche dei capannoni in cui i bambini potevano toccare vari animali: mucche, pecore, capre, cavalli e galline avevano una pazienza spropositata e non si scomponevano davanti alla folla di marmocchi pronti ad accarezzarli.

  • Le due mongolfiere usate per i visitatori
  • E mentre la gente saliva e scendeva, altre mongolfiere si preparavano a partire
  • La fila per questa simpatica esperienza è stata di due ore in piedi, ma ne è valsa la pena
  • Ciao ciao, mongolfiere, buon viaggio!
  • Ecco che ci si prepara al gran finale serale
  • Tre caprette si riposano dopo una lunga giornata tra marmocchi strillanti

Ed infine c’erano le mongolfiere, appunto. Che una alla volta venivano gonfiate e prendevano il volo verso orizzonti sconosciuti. Un paio di queste, ancorate saldamente a delle automobili, erano a disposizione di coraggiosi visitatori per farsi un voletto di una trentina di metri per qualche minuto. Secondo te potevo lasciarmi perdere quest’occasione? Devo dire che, timori iniziali a parte, è stata un’esperienza davvero bella.

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