Se dovessi far leva sulla storica rivalità tra informatici (come il sottoscritto) ed ingegneri, direi che a progettare Emma deve essere stato un gruppo di ingegneri usciti dai peggiori bar di Caracas, come diceva una volta una pubblicità 😝 Mi riferisco alla notizia circolata recentemente sulle figuracce accumulate da Emma, la prima intelligenza artificiale tutta italiana, stando ad Egomnia (mamma mia, che sito brutto), la società che l’ha lanciata e praticamente chiusa dopo poche ore. Ma com’è possibile che questa gente non si assicuri che almeno per le domande di base, il sistema sia in grado di fornire risposte almeno decenti? Com’è possibile, che con tutti i laureati bravi che sforniamo ogni anno in Italia, poi il risultato finale sia questo, specialmente nel caso di un’azienda privata?
Tutto ciò mi ricorda un caso simile che, circa 14 anni fa, scatenò una sonora controversia in rete (e non c’erano nemmeno i social a quel tempo). Un motore di ricerca che si proponeva, con modestia da vendere, nientepopodimeno che l’anti-Google italiano. Volunia voleva essere una piattaforma che univa concetti apparentemente molto diversi fra loro, una specie di Minecraft mischiato con un motore di ricerca. Ed invece oggi è rimasto un sogno non realizzato del prof. Marchiori, che si era messo in prima fila per portare avanti quell’iniziativa. L’ennesima conferma, a suo tempo come oggi, che è sempre difficile fare innovazione seria in Italia, e provare a competere con i colossi americani da cui la maggior parte di noi dipende quotidianamente per organizzare la propria vita. Ma è meglio che mi fermo qui, perché se comincio uno dei miei sfoghi sull’Europa, poi Emanuele e kOoLiNuS s’inalberano 🙈.