due chiacchiere

Una funzione di ricerca che non succhia

In inglese, credo sia britannico che americano, quando una cosa non funziona bene o è di scarsa qualità, si dice che it sucks. Tale aggettivo si poteva associare, fino a qualche settimana fa, anche alla funzione di ricerca del mio blog. Che negli anni ha subito varie evoluzioni: da quella stardard offerta da WordPress, a quella “potenziata agli enzimi” attualmente in uso nella versione corrente di questo sito. Sebbene WordPress sia un robusto sistema per la gestione dei contenuti, è risaputo che una delle sue pecche più importanti è la ricerca in archivio. Non ci sono scusanti: it sucks. Restituisce semplicemente i risultati in ordine inverso di pubblicazione, senza tener conto della rilevanza, e senza possibilità di usare caratteri jolly o simili. E mentre gli sviluppatori passano il tempo ad aggiungere funzionalità  per l’editing in linea delle immagini, a mio avviso dovrebbero più concentrarsi su cose fondamentali ed utili a tutti, tipo appunto la ricerca. Ma tant’è… a caval donato non si guarda in bocca. E poi per fortuna ci sono i plugin.

Search Unleashed, la prima evoluzione

Per rimediare a questa mancanza, installai un paio d’anni fa il plugin Search Unleashed, che offre tutto ciò che si potrebbe desiderare: ricerca “pesata” in base alla rilevanza della parola nel  contesto, possibilità di sfruttare diversi motori interni (Lucene, MySQL, WordPress), creazione di un indice parallelo (abbastanza ingombrante, per la verità) di tutti gli articoli e delle informazioni importanti, possibilità di ricerca nei commenti, e via dicendo. Tutto perfetto, se non per una pecca che lo rendeva, di fatto, inusabile: un bug non ancora risolto, fa apparire nei risultati anche gli articoli programmati per il futuro (compreso quello d’addio per il plugin Scongiuro eheh). Mi avevano segnalato questa cosa in passato, ed avevo sempre deciso di soprassedere. Poi, l’ennesima segnalazione m’ha dato lo stimolo per cercare una soluzione alternativa.

Relevanssi, e sai cosa bevi

E così scopro che qualcuno ha ripreso lo sviluppo di un “antico” plugin per WordPress, dandogli nuova vita e rilasciandolo al pubblico come Relevanssi. All’inizio ero scettico sulle sue reali potenzialità (sono un abitudinario per natura), ma mi sono ricreduto in pochi minuti, quando l’ho visto in azione: finalmente l’evidenziazione delle parole chiave nei risultati funzionava (con l’altro non m’era mai riuscito), la rilevanza dei risultati mi sembrava subito molto buona, c’era la possibilità di gestire le cosiddette stop words, parole comuni che non ha senso indicizzare, e tant’altro. Tra le altre cose, con Relevanssi è possibile restringere la ricerca ad una data categoria (o stanza del blog). Cosa che ho subito implementato nella mappa del sito, l’ultima nata in casa due chiacchiere 😉

Commenti

  1. Caigo ha detto:

    Eh si…WP qualche pecca ancora ce l’ha, ma per fortuna c’è sempre qualcuno che cerca di trovare le soluzioni buone, giusto? 😉

    A proposito di pecche: colgo l’occasione per scusarmi per il “mio” WP che a quanto pare ha preso in antipatia il tuo indirizzo email e caccia i tuoi commenti tra lo spam.
    Stasera lo caccio a letto senza cena.

  2. Silvana ha detto:

    Camu mi piacciono persino i posti dei quali non capisco quasi una cippa.

  3. camu ha detto:

    @Caigo: sfortunatamente non è colpa del tuo wordpress, ma di qualcuno che s’è divertito ad usare il mio indirizzo email per spammare, ed ora Akismet pensa che io sia uno spammer, sob 🙁 Quindi il tuo wp non merita tale punizione eheh

  4. camu ha detto:

    @Silvana: lo so, ogni tanto mi butto sul “tecnico”, ma cerco di non farlo troppo spesso eheh 🙂

  5. Caigo ha detto:

    @camu: Ok, allora tiro fuori la trippa dal frigo 😉

  6. camu ha detto:

    @Caigo: LOL 🙂 Che fame che m’hai fatto venire…

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