due chiacchiere

Ho deciso, non riciclo più

Lo so, sono un pessimo esempio per la società. Ma diciamocelo chiaramente: mentre noi ci impegniamo a tenere il tappo attaccato alla bottiglia per non inquinare, i parrucconi e gli oligarchi in giro per il mondo, stanno comunque distruggendo il pianeta in mille modi diversi. Molte statistiche ci dicono che riciclare non basta più, perché la plastica è oramai ovunque. Qui in America a volte al supermercato vedo le patate sullo scaffale avvolte singolarmente nel cellophane, e non sai quanto la cosa mi dia ai matti. Di microplastiche avevo già parlato un paio d’anni fa, ma dati aggiornati al 2026 mostrano come il Paese a stelle e strisce rimanga cocciutamente indietro sull’argomento. Di belle parole e fiumi d’inchiostro su quello che si potrebbe fare, se ne sprecano a tonnellate, ma alla fine dei conti sembra cambiare poco e nulla, anno dopo anno.

Gli scienziati provano a proporre soluzioni innovative, ma alla fine dei conti, è la gente comune che resiste a cambiare le proprie abitudini, mentre le aziende continuano a trovare nuovi modi creativi per infilare queste schifezze ovunque. Ecco perché mi son convinto che sia una battaglia persa in partenza. Ad esempio, i tassi di cancro in Iowa da qualche anno hanno subito un’impennata inspiegabile. I politici, sia di destra che di sinistra, con le tasche foderate di bigliettoni verdi dalle lobby, fanno finta di guardare dall’altra parte, e lasciano giacere le interrogazioni dei cittadini per anni sulle loro scrivanie. Chi ha provato ad investigare, è stato messo a tacere persino dalla comunità in cui vive, per la paura che le aziende che stanno causando quei disastri indisturbate, spostino la produzione altrove. Il dio denaro viene sempre prima, si capisce.

Ma di casi simili se ne trovano a palate, basta solo grattare la superficie della stampa mainstream, che queste cose spesso non vuole dirle. La verità che ne viene fuori è che le politiche industriali sono spesso costose e difficili da mettere in pratica, sia per i governi che per le aziende. Quindi non ha senso illudersi che mettere una bottiglia di plastica nel cestino farà la differenza. Lo so, questa mentalità non fa altro che peggiorare le cose, ma tanto gli scienziati continuano a ripeterci che oramai siamo arrivati ad un punto in cui non si torna più indietro. Ed io non ho più l’energia di una volta per combattere contro questi mulini a vento.

Commenti

  1. Katrina Uragano ha scritto:

    Io continuo a riciclare ma ci credo molto meno di un tempo. Non so quanto il gesto del singolo abbia impatto su una società che altrove fa schifo. Qui vicino in due giorni ci sono stati due incendi dove è stato sprigionato di tutto e quanta robaccia stiamo respirando…
    Che dire. Sono sempre meno fiduciosa per questa umanità. E me ne dispiace: perché credere al bello era bello anch’esso.

    Risposte al commento di Katrina Uragano

    1. camu ha scritto:

      Parlando di incendi, ricordo ancora come fosse ieri quando ero piccolo in Sicilia. La mia zona, nel sud-est dell’isola, è piena di serre dove si coltivano principalmente pomodorini ciliegini. Le serre vengono coperte con plastica ogni anno, ed a fine stagione, come immagini, gli agricoltori si ritrovano tra le mani grandi quantità di plastica rovinata da dover smaltire. Ovviamente l’amministrazione comunale non offre un grande supporto, quindi sai che fanno (ancora oggi, si) questi geni? La bruciano. Così in un caldo pomeriggio di fine agosto, invece che respirare la brezza del mare, senti questo odore pungente ed acre di plastica che appesta l’intera provincia. Ed ovviamente nessuno fa nulla.
       

      perché credere al bello era bello anch’esso.

      Assolutamente d’accordo. Forse la vera sfida della prossima generazione è di ritrovare un po’ di bello in quello che stiamo lasciando loro.

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