Era da un pezzo che non pubblicavo un post sulle curiosità della lingua americana. Le recenti festività natalizie mi hanno dato l’occasione di fare due chiacchiere (e ti pareva!) con varie persone, e l’uso di locuzioni tipiche del Paese a stelle e strisce non è certo mancato. Si è parlato anche di pizza con il pollo, salsicce fatte con carne e broccoli o altre verdure (dentro la salsiccia, non come contorno), e cotechino, che qui ovviamente è una pietanza sconosciuta anche a molti italo-americani. Ma gli argomenti culinari verranno trattati in un post a parte, e possibilmente più lontano dalle feste, per non urtare la sensibilità degli italiani che lo leggeranno 😅 Oggi voglio condividere un breve elenco di locuzioni che ho collezionato in questi giorni.
- Cool beans: non c’entrano nulla i fagioli veri e propri, ma per me è un’espressione paragonabile alla nostra “grande!”, in segno d’approvazione per il gesto compiuto da qualcuno intorno a noi.
- Sweet deal: anche qui, nulla a che fare con lo zucchero ed i pasticcini. Un affare dolce non è altro che un buon affare. Tant’è che a volte, quando si cerca di negoziare il prezzo di qualcosa, si può dire all’interlocutore di sweeten the deal, di addolcire l’accordo.
- Right on: esclamazione per confermare che si sta procedendo nella direzione giusta, un po’ come il nostro “A posto!”
- Good to go: sebbene nulla stia davvero andando da nessuna parte, l’espressione indica che qualcosa è pronto.
- Long story short: questa la uso spesso io che sono prolisso, ed a volte la prendo larga, prima di arrivare al punto. Si dice subito prima di riassumere quello che si è appena detto.
- Whatever floats your boat: un modo per dire “fai come ti pare”, che non ha nulla a che vedere con imbarcazioni navali.