due chiacchiere

Il gioco dell’angelo

Se anche a te piace Carlos Ruis Zafon, e se la delicata storia d’amore raccontata tra le pagine dell’Ombra del vento ti è arrivata dritta al cuore, allora saprai che in realtà il libro è parte di una miniserie di quattro volumi. Già, infatti dopo averci raccontato di Daniel Sempere e del cimitero dei libri dimenticati, Zafon ha pubblicato Il gioco dell’angelo, in cui torna indietro nel tempo per spiegarci come Daniel sia nato e da chi. Poi ci sono Il prigioniero del cielo e Il labirinto degli spiriti, ma questi due devo ancora leggerli. Il secondo capitolo di questa lunga storia è sempre ambientato a Barcellona, questa volta negli anni Venti, e ci parla di David Martin, un giovane scrittore che cerca di sbarcare il lunario scrivendo storielle per vari editori.

Prima di continuare, il solito avviso ai naviganti: nel seguito citerò dettagli della trama del libro. Se quindi non vuoi rovinarti la sorpresa, per oggi puoi fermarti anche qui ed andare fuori a fare una passeggiata, che male non fa. Se hai mai guardato la serie TV distopica Mr. Robot, avrai certamente sentito parlare di una malattia chiamata disturbo dissociativo dell’identità. Una grave condizione psichiatrica caratterizzata dalla presenza di due o più identità o stati di personalità distinti che prendono alternativamente il controllo del comportamento del soggetto che ne soffre. Ebbene, con David Martin, secondo me Zafon disegna il ritratto di un precursore di Elliot. Certo, David non hackera reti internazionali al fine di destabilizzare un sistema in cui non si riconosce più, ma i suoi rapporti con un fantomatico editore che gli anticipa una grossa ricompensa commissionandogli “il” libro di religione per eccellenza, lasciano intuire un disturbo analogo.

Questa sorta di separazione mentale lo porta ad alterare i suoi ricordi ed a non essere consapevole di ciò che accade intorno a lui. Ad esempio, quando salva Isabella, pensa di essere semplicemente andato via, ma quando torna a casa ha del sangue addosso, ed il giorno dopo scopre che qualcuno ha ucciso gli uomini che importunavano la ragazza la sera prima. Ma né lui né noi, come lettori, capiamo, se non fino alla fine, durante l’interrogatorio con il commissario Víctor Grandes. Solo allora iniziamo a non credere più alla storia che David ci ha raccontato fin dall’inizio, di Corelli, di come sia morta la sua amata Cristina, di chi abbia ucciso il vecchio Marlasca. Insomma, un racconto avvincente, a volte un po’ troppo lento, ma che srotola pagina dopo pagina un’avventura che cambia colore senza che ce ne rendiamo conto. Da non perdere.

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