due chiacchiere

Il mistero dei templari

Nicholas Cage è un attore che ho imparato ad apprezzare nel tempo, per alcune sue pellicole di successo (The Family Man, Fuori in 60 secondi). Ma quando ho guardato il film che trasmettevano sull’aereo nel viaggio di ritorno da San Francisco, non ho potuto fare a meno di rivederne le quotazioni al ribasso. Sto parlando de Il mistero dei templari, una produzione tipica in cui sin dalla prima scena si capisce chi è il cattivo di turno che farà la solita fine. Se non l’hai mai visto, non ti voglio rovinare il finale, ma sappi che sprecherai praticamente due ore della tua vita. In un certo senso lo potrei definire come la “versione brutta” del Codice Da Vinci, con più azione gratuita, le solite scene sdolcinate ed i buoni che trionfano sempre.

Benjamin Franklin Gates è l’ultimo discendente di una famiglia il cui compito per tanti anni è stato quello di custodire il tesoro dei padri fondatori, che hanno nascosto gli indizi per trovarlo sul retro della Dichiarazione d’Indipendenza. Quando Benjamin scopre l’esistenza di un piano per rubare la Dichiarazione, l’unica possibilità per continuare il lavoro degli avi è rubarla egli stesso prima degli altri, e trovare la Città D’oro.

Ma alcune cose mi son piaciute

Tra le cose che salverei del film ne voglio citare un paio: il Presidente degli Stati Uniti, coinvolto in prima persona per salvare il destino della Nazione. In Italia non me lo immagino proprio il Presidente Napolitano che si infila in un cunicolo polveroso alla ricerca di un meccanismo per aprire la porta segreta. Ecco, questa è una cosa che ammiro di questi film: mostrare il Presidente come un uomo vicino alla gente, non un’entità completamente astratta dal contesto, come risulta il capo dello Stato italiano. Poi salverei le scene girate all’interno della Casa Bianca e degli altri palazzi del potere: da noi non mi pare di aver mai visto un film girato a Montecitorio o meglio al Quirinale: un po’ di promozione turistica non farebbe certo male a nessuno.

Commenti

  1. zardo ha scritto:

    A me Nicholas Cage proprio non piace. Credo abbia nel suo repertorio solamente due espressioni facciali: acceso o spento. E non sono nemmeno tanto diverse tra loro!

  2. chicca ha scritto:

    ma Frisco ti è piaciuta?

  3. camu ha scritto:

    Chicca, non capisco a cosa ti riferisci
    Zardo, in effetti non posso darti tutti i torti, lui è sempre così poco espressivo in effetti! Però alcuni dei suoi film non sono poi da buttar via 🙂

Rispondi a chicca

Torna in cima alla pagina