due chiacchiere

Inglesi contro americani

Abitando in Italia, sicuramente sarà più probabile che tu vada in Inghilterra che non negli Stati Uniti. Allora ho pensato di dedicare una lezione alle tanto “chiacchierate” differenze tra l’inglese britannico e quello americano. Nulla di difficile, ma qualche incomprensione si potrebbe creare, usando la parola sbagliata nel contesto sbagliato. Per esempio, se qui dici take the lift and go to the third floor, ti guarderanno con aria perplessa: lift è l’ascensore britannico, che diventa elevator in America. Oppure quando vai a fare il pieno di benzina, al distributore inglese dirai petrol, mentre qui sarà il gasoline (spesso abbreviato come gas). Ma il più divertente, che crea qualche confusione, è il verbo to hire: assumere una persona in americano, noleggiare (in genere un’automobile) per i londinesi. Quindi non dire mai I want to hire a car all’autonoleggio dell’aeroporto di New York, il tipo ti prenderebbe per matto.

Alcune altre parole, in ordine sparso (italiano, inglese americano, inglese britannico):

  • pantaloni, pants, trousers
  • taxi, cab, taxi
  • coccinella, lady bug, lady bird
  • divano, couch, sofa
  • parabrezza, windshield, windscreen
  • biscotto, cookie, biscuit
  • colore, color, colour (molto simili, ma i britannici ci tengono)
  • appartamento, apartment, flat
  • marciapiede, sidewalk, pavement
  • parcheggio, parking lot, car park
  • maglione, sweater, pullover

Commenti

  1. pluto ha detto:

    aggiungi le prime che mi vengono in mente
    lift- elevetor
    trash- garbage

  2. eMartini ha detto:

    Sei sicuro di taxi? Quando vivevo a Londra l’ho sempre visto e sentito chiamare cab..
    Mi viene in mente anche center in americano e centre in inglese..
    E i più imbarazzanti rubber che in iglese è gomma e in americano profilattico. E fag che in inglese è sigaretta mentre in americano suona più o meno come “frocio”..

  3. LaCapa ha detto:

    Non sapevo niente di tutto questo… Prendo appunti! 😀

  4. Isabel Green ha detto:

    Eh questi americani vogliono sempre distinguersi…fra parentesi anche quando parlano sono incomprensibili..niente in confronto della fantastica pronuncia british

  5. (Lady).Chobin ha detto:

    Fantastica idea, penso che seguiterò a leggere i commenti perchè continuano a uscire cose interessanti.

  6. Barbara ha detto:

    Una bella differenza chissà se capirei qualcosa in America ? Immagino che figuracce …

  7. camu ha detto:

    Pluto, la prima l’avevo detta 🙂 Grazie per la seconda… comunque garbage lo capiscono anche qui, sebbene in effetti trash sia la versione americana (o litter, per i più raffinati)
    LaCapa, fra poco mi dovrai suggerire qualche nuovo spunto per le prossime lezioni!
    Lady Chobin, si vede che di domenica non erano tutti molto interessati a commentare questa “noiosa” lezione d’inglese 🙂
    Isabel, ma che scherzi? Io quando sento parlare in TV un Britannico (ad esempio il tipo effeminato di American Idol, non so neppure come si chiama), mi si rivolta lo stomaco. Sarà pure affascinante, ma l’accento British è più pesante con le sue vocali marcate. Pprova ad ascoltare la pronuncia di board (la prima che mi viene in mente) in entrambe le lingue, ad esempio… la o britannica è davvero “troppa” 🙂
    Barbara, in effetti mi ci è voluto un po’ ad abituare l’orecchio, ma ora dopo 8 mesi faccio più fatica a “decriptare” un britannico in televisione con i sottotitoli, che un americano dal vivo alla cassa del supermercato 🙂 Credo che avrei grosse difficoltà, se dovessi andare in Inghilterra…

  8. Anna ha detto:

    Veramente molto utile conoscere queste differenze, visto che l’Inglese lo sto ancora studiando.
    Ora sto molto attenta a ciò che dico perchè ho fatto una di quelle figuracce quand’ero negli Stati Uniti (una delle mie) con il capo della mia amica. Alla domanda What do you do in Italy, Anna ? invece di rispondere “Accountant” ho troncato la parola e ho detto che facevo la “Meretrice”, cioè la parola più volgare in assoluto della lingua Inglese, così spiegatomi dalla mia amica. Lascio a te, Camu, scoprire qual’è (senza ripeterla perchè ancora oggi arrosisco). Buona giornata a tutti voi.
    Anna

  9. camu ha detto:

    Anna, devi anche aver sbagliato la pronuncia, oltre ad aver troncato la parola. Perché “accaunt” è quello che volevi dire, invece ti è uscito (pronuncia) “a ccant” (oppure ei ccant), che in effetti è parecchio volgare. Da noi in Italia sarebbe come usare il nome della città di Enea 🙂 In determinate occasioni, visto che oramai ci siamo, ha anche il senso dell’organo genitale femminile, sempre in modo volgare. Certo che devono essere stati i 5 minuti peggiori della tua vita! Comunque consolati, a me una volta invece che “tif” (teeth, denti) mi è uscito “tit” (tette) 🙂

  10. Anna ha detto:

    Si ! certo ho sbagliato anche la pronuncia…. e sono stati 5 minuti davvero imbarrazzanti. Anche perchè la mimica del volto di questa persona, (una donna), non mi ha lasciato intendere che stavo sbagliando, mi fa detto che non aveva capito e chiesto di ripetere, cosa che puntualmente ho fatto, sbagliando nuovamente. Fortunatamente la situazione si è stemperata dalle risate, (eravamo davvero senza fiato) in primis, e poi con le spiegazioni…. della mia amica.
    So che comunque questa storia è diventata una leggenda metropolitana. La mia amica lo racconta a tutti i suoi amici ancora oggi con grande imbarazzo della sottoscritta. Però come sempre da ogni cosa c’è da imparare, ora non sbaglio più !
    🙂

  11. camu ha detto:

    Anna, in effetti il proverbio dice proprio… sbagliando s’impara 🙂 Per la tua amica, contattami in privato così posso risponderti! Senza il tuo indirizzo email non so come rintracciarti!

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