Fly, la moglie del buon Trap, oltre a passarmi delle buone ricette che ho maldestramente cercato di replicare in queste settimane, mi fornisce sempre ottimi consigli letterari. Un paio d’anni fa, ad esempio, mi suggerì Trema la notte, di Nadia Terranova. Un libro che ascoltai tutto d’un fiato mentre spaccavo la legna per la stagione (bei tempi!). Da questo punto di vista, è diventata la mia spacciatrice di libri e di tanto in tanto mi propone qualcosa di nuovo. Qualche settimana fa ho finito di ascoltare La briscola in cinque, uno dei Romanzi del BarLume di Marco Malvaldi, e devo dire che mi è piaciuto molto, forse anche perché il narratore, Alessandro Benvenuti, adorna il racconto con quel bell’accento toscano che mi manca tanto. I racconti successivi sono letti da Alessandro Budroni, un doppiatore italiano che espande quegli accenti ancora di più (da quant’è che non sentivo il pisano, dé!), rendendo l’ascolta ancora più piacevole.
Ma partiamo dalla trama:
Da un cassonetto, fuori da una discoteca, sporge il cadavere di una ragazza. L’omicidio, a causa della condotta licenziosa della vittima, assume l’aspetto di un intrigo di droga e sesso e i sospetti cadono sugli amici e i frequentatori di una discoteca. Ma l’indagine prende una piega diversa in seguito alle chiacchiere di un gruppo di vecchietti che stazionano tutto il giorno al BarLume, il cui proprietario Massimo Viviani si ritrova, suo malgrado, coinvolto e diventa il vero investigatore, aiutato dalle chiacchiere irriverenti, in vernacolo pisano, di quattro pensionati.
È un romanzo divertente, in cui l’indagine passa quasi in secondo piano rispetto alle dinamiche tra i protagonisti: Massimo, un barista con una laurea in fisica, la cameriera Tiziana e i quattro pensionati del BarLume, investigatori tanto improbabili quanto irresistibili. Il punto di forza, come dicevo prima, sono i dialoghi esilaranti, che rendono la lettura veloce e piacevole. Il commissario di polizia, che nell’audiolibro ha un forte accento calabrese, ha un ruolo quasi secondario. Sono i vecchietti, attraverso pettegolezzi e voci raccolte in paese, ad aiutare Massimo a ricostruire la verità. Certo, non ti aspettare un giallo alla Agatha Christie, con intrighi complessi da risolvere. La storia di fondo è abbastanza semplice, ma questo non vuol dire che il format non sia originale e piacevole. Ed a quanto pare, ho appena scoperto, mentre cercavo i link per Wikipedia, che esiste persino una serie TV tratta da queste storie. La guarderò volentieri.