due chiacchiere

Le bugie americane sulle città fantasma cinesi

Ai tempi in cui il mio appartamento virtuale era situato all’interno del condominio di Tophost, mi divertivo a lasciare commenti sul loro forum pubblico, per prendere in giro quegli utenti che, pur avendo pagato soltanto 10 euro per il servizio di hosting, si lamentavano di come i servizi fossero a volte un po’ limitati. All’epoca ero solito dire che questa gente, che probabilmente aveva un Porsche Cayenne parcheggiato in garage, pretendeva di avere una Ferrari al costo di una Cinquecento. Ora che passo un po’ del mio tempo libero su Reddit, faccio lo stesso 🙈 su certi canali dove gli Americani si vantano ancora di vivere in una nazione libera e democratica, e devo ammettere che mi diverto molto a vedere le loro reazioni quando la realtà è diversa da quello che la propaganda ha infilato nel loro cervello.

Ad esempio, per un decennio abbiamo creduto che l’edilizia cinese stesse producendo soltanto mega palazzi destinati a rimanere vuoti per sempre. Una narrazione messa in piedi, guarda caso, da zio Sam ai danni del dragone rosso. Certo, lo so che la bolla immobiliare c’è stata davvero, ma quello che all’epoca non ci hanno detto, è che la Cina pensa in lungo, e che quegli edifici che ci hanno venduto come cattedrali nel deserto, adesso sono abitati da milioni di persone.

Guardando un documentario sulle fragilità dell’Italia, l’altro giorno, riflettevo proprio sulla differenza concettuale tra le democrazie occidentali ed il sistema politico (autarchico?) di vari Paesi orientali. Pensiamo all’Italia, in cui il governo ha un mandato limitato a cinque anni. Mi pare ovvio che chiunque sieda su quelle poltrone, tenderà a pianificare idee all’interno di quell’arco temporale, che come puoi ben capire, è troppo corto per applicare riforme e gestire un sistema così complesso. Poi arrivano gli altri, smantellano tutto (sto esagerando, ma giusto per capirci), e non si conclude mai nulla. Non possiamo lamentarci se le cose vanno male, se un governo ha solo pochi anni per raddrizzare la barra.

Ora guardiamo alla situazione in Cina, dove il presidente Xi Jinping è in carica da ben tredici anni. In tanti storcono il naso, semplicemente perché noi non siamo abituati così. Ma guardiamo alle agende a lungo termine che Xi ha potuto portare avanti in questi anni, dalla Nuova Via della Seta, che fornisce lavoro ai paesi Africani, invece che armi, alle riforme interne per occuparsi della corruzione che stava crescendo tra i ranghi del partito. Per non parlare degli ingenti investimenti sull’elettrificazione del Paese. Tutte cose che richiedono un arco temporale di più di cinque anni. Le aziende sono più tranquille, perché sanno che i loro investimenti non saranno vanificati dal prossimo governo, e la gente vive meglio all’ombra di questa stabilità.

E che c’entra tutto questo con il video?, diranno i miei piccoli lettori. Beh, c’entra perché noi abbiamo giudicato quei palazzi vuoti quando ancora erano stati appena costruiti, ma l’orizzonte temporale pianificato dal governo, cosa a cui ripeto non siamo abituati, era di vent’anni. La propaganda americana ha cercato di dipingere il solito quadro dei “brutti e cattivi” nei confronti della Cina, ma la musica sembra stia cambiando, e sempre più persone se ne stanno rendendo conto.

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