due chiacchiere

Il problema è la qualità del cibo, non la quantità

Questo fine settimana gli americani consumeranno quantità indicibili di hot dog ed hamburger, con buona pace di dieta, pancetta da spiaggia, e forma fisica invidiabile, a meno di non ricorrere a rimedi dell’ultima ora. Qualche mese fa ti parlavo del libro del Dr. Fung, Il codice del dimagrimento, in cui il nefrologo canadese suggerisce il digiuno intermittente come possibile metodo per perdere peso in maniera controllata e (se fatto correttamente) senza grandi controindicazioni per il proprio corpo. Io posso testimoniare personalmente che in effetti è un approccio che funziona, avendo perso circa 15 chili nel giro di 4 mesi, l’anno scorso. Ma il segreto non è soltanto di mangiare di meno, quanto piuttosto di scegliere la corretta qualità degli alimenti. Un problema più sentito qui in America, non c’è dubbio, visto che in Europa le linee guida alimentari sono più a favore della salute dei cittadini, che del portafoglio delle aziende.

La teoria del Dr. Fung ruota attorno all’idea che il nostro peso ed alcune malattie metaboliche non sarebbero un problema di calorie, ma di ormoni, in particolare dell’insulina. Secondo Fung, il cibo moderno ultra-processato altera il funzionamento dell’insulina e favorisce quella che in gergo si chiama insulino-resistenza, ovvero il fatto che i recettori delle cellule che si occupano di metabolizzare quegli zuccheri, fanno orecchie da mercante quando ricevono il segnale tramite l’insulina. creando un circolo vizioso che porta all’aumento di peso. Un canale YouTube americano che seguo regolarmente, una versione moderna del buon vecchio Siamo fatti così (quanti ricordi!), spiega in un video questo processo. Attenzione, il video mostra sezioni di cadaveri per spiegare il tutto, non guardarlo se la cosa ti fa impressione.

Le farine moderne, giusto per fare un esempio, sono macinate in maniera molto più fine da macchine sofisticate, che eliminano residui di crusca ed altre componenti che invece la macina a pietra o con strumenti del passato lasciava intatti. Il riscaldamento del grano nella macinazione industriale causa la perdita di alcune proprietà organolettiche, di cui guarda caso il nostro organismo si è servito nei secoli per bilanciare i processi di assimilazione di quegli alimenti. Togliendo quasi tutte le fibre, giusto per parlare in maniera semplice e comprensibile, rimangono solo i carboidrati (zuccheri), i quali essendo macinati molto più finemente, vengono assorbiti più rapidamente dall’organismo, che si ritrova quindi a dover gestire quest’afflusso eccessivo producendo più insulina. E più insulina oggi, più insulina domani, la frittata è fatta.

Non a caso, qui in America impazzano adesso queste punture di Ozempic (semaglutide) per perdere peso. La semaglutide, per chi non lo sapesse, è un principio attivo che imita l’ormone intestinale GLP-1 per regolare la glicemia e ridurre l’appetito, aiutando il pancreas a rilasciare la giusta quantità di insulina al momento giusto. I risultati si vedono, e sul web abbondano casi di persone che hanno perso fino a 50-60 chili nel giro di pochi mesi, grazie a questo farmaco. Un miracolo della scienza? Forse. Ma più che guardare alle soluzioni a breve termine, sono convinto che dovremmo riflettere sulle nostre abitudini alimentari (almeno qui in America, dove manca assolutamente la cultura del cibo buono), cercando di mangiare prodotti che non siano ultraprocessati e pieni di zuccheri, ma tornando a consumare i cibi “della nonna” fatti con ingredienti semplici, possibilmente a filiera corta.

Commenti

  1. Scricciolo ha scritto:

    Secondo quella che è la mia esperienza, nutrirsi di cibi non processati, sani e di qualità, ti porta a disintossicarti dalla voglia di mangiare goloserie, che pian piano si iniziano a considerare schifezze. Ci si riappropria del gusto degli alimenti buoni, si inizia a mangiare con calma e senza il bisogno di “strafogarsi” perchè piano piano calano anche le dosi, ed ecco che mangiare diventa nutrirsi in modo sano, e non si cede più alle continue tentazioni che magicamente spariscono. Il trucco è non avere fretta, ma lasciare che le buone abitudini alimentari si facciano strada in modo naturale, basta solo un po’ di convinzione iniziale e il resto viene da se.

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