due chiacchiere

Le foto al sicuro tra le nuvole

Correva l’anno 2009. Il buon Camu aveva da pochi mesi configurato un piccolo disco di rete dove salvare tutte le foto scattate negli ultimi anni con la sua fedele macchinetta digitale Canon. Tutto sembrava funzionare a dovere, fino ad una terribile sera di Novembre, quando un temporale creò uno sbalzo di corrente che finì per fulminare proprio quel disco di rete. Furono momenti di panico in casa Camu, che rischiava di essere flagellato in pubblico dalla moglie, giustamente scossa dalla paura di aver perso per sempre tutte le foto di famiglia. Si susseguirono momenti febbricitanti in cui il disco venne portato d’urgenza in sala operatoria nel tentativo di sostituire la scheda madre e poter accedere le foto intrappolate nella sua pancia. Alla fine di una lunga e trepidante attesa, il dottore emerse sorridente dalla stanza con il paziente tra le mani: l’intervento era riuscito perfettamente, ed un buon 90% delle foto erano finalmente al sicuro su due altri dischi acquistati per l’occasione. Tutti tirarono un respiro di sollievo, con la promessa che una cosa del genere non dovesse più accadere.

All’epoca non erano disponibili i generosi servizi di cloud a cui siamo abituati oggi: Google Drive è nato nel 2012, Amazon Cloud Drive è del 2011, e Dropbox era ancora un pargoletto. Fu così che, spulciando tra le varie soluzioni hardware disponibili sul mercato, scelsi un promettente sistema di rete chiamato Synology, che faceva non solo da NAS, ma includeva un sistema operativo e tante applicazioni native per gestire molte delle applicazioni che all’epoca erano tipiche di un normale server Linux. Con il vantaggio che consumava una frazione di un intero server, ed occupava lo spazio di un piccolo tostapane. Me ne innamorai subito, per la semplicità d’uso, la possibilità di avere uno spazio cloud gratuito su cui fare un backup offsite dei propri dati, e la varietà di servizi disponibili. Presto iniziai ad usarlo anche come sistema di streaming, in tandem con il computer collegato alla TV su cui girava Windows Media Center e collegato ad un decoder digitale per registrare le trasmissione via cavo. Poi diventò anche un server web, ed infine lo collegai sia ad Amazon Cloud Drive che a Google Drive per fare un backup di tutto l’archivio fotografico nel cloud. Così ora le mie foto sono automaticamente sincronizzate dai nostri cellulari su Amazon Cloud, e da lì copiati sul Synology, e viceversa. Con buona pace di Sunshine e dell’incolumità del sottoscritto.

E tu dove tieni tutto l’archivio delle tue foto? Chissà quante ne scatterai in questi giorni! Buon 1° maggio (in ritardo) a tutti!

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Il mio cloud? E’ a casa mia! L’idea che gli hosting esterni debbano sapere tutto di noi non mi piace proprio.
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      Interessante soluzione, non c’è che dire. Capisco e rispetto la voglia di privacy, comunque la mia pigrizia mi spinge a barattarla per la comodità di non dover smanettare con tante applicazioni diverse, e la possibilità per Sunshine (che non ha le competenze tecniche in materia) di poter facilmente trovare una foto di dieci anni fa collegandosi all’account Google Photos condiviso che usiamo. Vabbè, Google darà in pasto i miei vari giga di foto alle sue reti neurali per fargli fare pratica, pazienza.

  2. Trap ha detto:

    Anche io come Emanuele uso praticamente pochissimo il cloud per le foto. Faccio una sincronia automatica tra portatile (dove carico le foto) e il disco esterno 🙂

    Inoltre, son un assiduo utilizzatore di FSResizer https://www.faststone.org/FSResizerDetail.htm . Impostando i parametri a piacere per una minor o maggiore compressione, riesco a risparmiare un sacco di spazio (le fotocamere salvano in jpeg con qualità superiore a 90%).

    1. Trap ha detto:

      Dimenticavo, il sw della sincronia automatica che uso è questo

      https://freefilesync.org/

      molto potente e configurabile. Ha anche la versione “nascosta” che si attiva quando attacchi il disco esterno.

    2. camu ha detto:

      Ecco, ottima idea quella di avere un programmino che comprime le foto. Oramai con i cellulari moderni ogni foto sono vari mega, e si fa presto a sfondare la soglia dei giga con un fine settimana fuori porta. Ma la qualità del risultato finale com’è?

      1. Trsp ha detto:

        Ci sono varie opzioni. Potresti provare comunque a ricomprimere, mantenendo la risoluzione e i dati exif, a 90 e vedere se noti la differenza.
        Io di solito ricomprimo a 70-75 anche perché ormai è raro guardare una foto nei suoi più piccoli dettagli (tipo contare il numero di brufoli), senza contare che la foto si aprirebbe molto più rapidamente.

        1. camu ha detto:

          Si infatti. Vedrò di trovare qualcosa per il Synology.

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