due chiacchiere

È l’ora di smetterla con l’ora solare

In America sono già due settimane che ci svegliamo un’ora prima grazie al passaggio al daylight savings time, ed ora si ritorna alle consuete 6 ore di differenza tra Roma e New York. Ogni anno si leggono sui giornali le solite tiritere su come quest’innaturale tortura per il nostro ritmo circadiano sia oramai antiquata e non porti nessun beneficio tangibile neppure per i contadini. Ma c’è un barlume di speranza che, almeno nel Paese a stelle e strisce, sia la volta buona che riusciamo a sbarazzarcene definitivamente. Pare infatti che in Senato abbiano votato una legge che abrogherebbe questo continuo spring forward, fall back (un modo facile per ricordarsi in che direzione spostare le lancette). Una lieta notizia per tutti coloro che ogni sei mesi devono assicurarsi di aggiustare le lancette degli orologi che fanno girare il mondo: come chiunque programmatore potrà confermare, lavorare con orari e calendari sono i due incubi peggiori per chiunque debba scrivere un pezzo di codice, con tutte queste eccezioni, anni bisestili, ore legali che non valgono in tutti gli stati allo stesso modo, e via dicendo. Io tengo le dita incrociate.

Commenti

  1. kOoLiNuS ha detto:

    con l’ora solare o con l’ora legale?

    1. camu ha detto:

      Qui in America la proposta di legge è di rendere l’ora legale (daylight savings time) permanente, ma io sarei contento anche con l’ora solare permanente. L’importante è finirla con questo avanti e indietro che ci fa rimbambire per una settimana…

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