due chiacchiere

Passeggiando per le vie di Seaport

Come forse ricorderai, la scorsa settimana mi hanno spedito a Boston per un corso d’aggiornamento su tutto ciò che riguarda il project management, come dicono quelli che hanno studiato. La sera prima, avendo un po’ di tempo a disposizione, abbiamo deciso con i colleghi di andare a mangiare qualcosa nella zona sud della città, Seaport (se sei un esperto del posto, non esitare a correggermi). E così ne ho approfittato per fare un po’ di foto con il mio iPhone.

Io in questa splendida città, che al momento si trova subito dopo San Francisco nella mia personalissima classifica delle città più belle degli Stati Uniti, c’ero già stato una decina d’anni fa, e questa visita ha rispolverato tanti bei ricordi, chiusi nei cassetti della memoria da molto tempo.

Atterrati al Logan International Airport, siamo andati a ritirare la Passat all’autonoleggio, e ne abbiamo approfittato per chiedere al ragazzo che c’ha assistito cosa vedere della città, essendo lui uno del posto. Ovviamente c’ha suggerito la zona dei mercatini in centro, il Quincy market e soci, dove si può sgranocchiare qualcosa di gustoso passeggiando per le botteghe che, nella disposizione, hanno quel fascino europeo che di sicuro manca a New York. Ad un certo punto mi sembrava quasi di passeggiare per le viuzze di Grenoble o Francoforte, più che una grande città americana.

Tornando a Seaport, abbiamo fatto un giro attorno al Tribunale, notando l’estrema pulizia generale e quel senso di rispetto per la natura che la frenetica Mela non offre ormai da anni (i ratti sui binari della metropolitana newyorkese non fanno neppure più notizia). C’era persino la possibilità di noleggiare una bici per farsi una salutare pedalata nei dintorni.

Hanno pensato anche a Fido, ed ai suoi bisogni. Amici italiani mi dicono che le cassettine con bustine e guanti “portacacca” si stanno diffondendo anche in alcune città del Belpaese. Ben vengono questo tipo di innovazioni che spingono la gente ad imparare un po’ di quel senso civico che la scuola neppure si sogna d’insegnare.

Visto che si trattava di un corso di formazione “a puntate”, nel senso che saremmo tornati a Boston per 3 volte in 3 mesi, abbiamo deciso di assaggiare ogni volta una cucina diversa. Stavolta toccava a me scegliere, ed ovviamente siamo finiti in un ristorantino/pizzeria all’italiana. I prezzi, come testimonia la foto, erano contenuti (alla fine ho speso 20 dollari per un piatto di mare) ed il gusto abbastanza “verosimile”…

Commenti

  1. from uk ha detto:

    dove sono le altre foto?moar!

    1. camu ha detto:

      @from uk: non volevo annoiare i lettori con una lunga carrellata di foto, ma se vedo che la richiesta è pressante, aggiungo 😀

  2. Jack ha detto:

    basta un linkino ad un album online tipo su picasa 😛

    1. camu ha detto:

      Frequentando questo blog imparerai che non sono molto “sociale” con quei mezzi di condivisione 🙂

  3. mattie ha detto:

    Dai almeno una decina di foto 😀

    1. camu ha detto:

      Okay, se siete almeno in quattro, le pubblico 🙂

  4. from uk2 ha detto:

    siamo 4! foto foto foto!

    1. camu ha detto:

      LOL 🙂 I cloni non valgono…

  5. isaak ha detto:

    Bella la foto del molo… ! Dove dono le altre … ?

    1. camu ha detto:

      Puoi donarle alla Croce Rossa, se preferisci 🙂

  6. isaak ha detto:

    Uah ah ah ah … tipico errore di (S)battitura…
    la d vicino la s…

    bellissima pero’ .. dove dono le altre ?
    in fondo sono un generoso ..

    ziao .. ziao…

  7. camu ha detto:

    Contenti? 😀

  8. CyberAngel ha detto:

    Una prima vera gallery fotograficaaaa!!!! E’ proprio vero che non ci sono più i camu di una volta. Con tutte queste foto iPhoniane ho fatto indigestione 😀

    1. camu ha detto:

      Beh è un evento più unico che raro, direi. Ma ho dovuto accettare il volere popolare…

  9. isaak ha detto:

    Non dimenticare di donare qualche foto al Salvation Army… donare e’ importante.

    Io comunque se fossi stato in te mi sarei concentrato sui sapori della buona cucina lombarda .. che conosciamo ed apprezziamo tutti noi.. altro che quella ciofeca di pizzeria. Vuoi mettere un bel risottino ai funghi, una cassoela di quelle fatte perbene.. una bella polenta uncia col zola servita calda sulle scifette di legno… dai Camu ! Lombardizzati !

    Mi raccomando .. controlla quando fanno il prossimo allestimento Verdiano de “I lombardi alla prima Crociata”…e vai a godertelo insieme alla tua gentile signora. E poi tutti a scofanarsi una bel giro di polenta in Lombard Street!

    1. camu ha detto:

      @isaak: tu scherzi, ma io la sede del Salvation Armi ce l’ho a qualche miglio da casa mia sul serio 🙂 Andrò a vedere se sono interessati alle mie foto.

      In merito alla cucina, ti parrà strano ma qui è davvero difficile trovare qualcosa che non sia la classica tradizione mediterranea o toscana: pizze e pecorino di Pienza la fanno da padrone, a partire da Olive Garden (catena della ristorazione all’italiana) fino ai piccoli localini deliziosi di periferia. E comunque la polenta col ragù ai funghi porcini, in Trentino, la mangiavo ogni volta che potevo, è deliziosa 🙂

Lascia un commento