due chiacchiere

Un’altra vittima dell’accessibilità

Qualche mese fa, come forse ricorderai, avevo avuto il piacere di pubblicizzare Ti Tengo D’occhio, l’iniziativa di un ragazzo non vedente, volta a spronare i dinosauri delle pubbliche amministrazioni (e delle aziende private) nel rendere i propri siti e portali più accessibili alle persone disabili. Mi ero illuso che vi fosse ancora qualche segno di speranza e che il destino di questa branca dell’informatica in Italia non fosse segnato per sempre. Ho persino cercato di contattare Vincenzo Rubano per vedere se potesse rilasciarmi un’intervista, ma non mi ha mai risposto. Poi qualche giorno fa, spulciando a caso gli articoli del mio blog, mi è cascato l’occhio su quel mio intervento e sono andato a vedere che aria tirava da quelle parti. Non posso descrivere la delusione nel vedere che, in soli 3 mesi, tutto era già stato abbandonato. Non metto neppure un link al sito, visto che è infestato da virus ed altra robaccia (così imparano ad usare Drupal invece di WordPress, la prossima volta, eheh).

In fondo la cosa non mi stupisce neppure più di tanto: se hanno saputo dare un calcio nel fondoschiena al papà di Volunia (sul quale mi riservo di scrivere nei prossimi giorni), figuriamoci che speranza di successo poteva avere un povero disabile meridionale che contava soltanto sulle proprie forze. Vero, in questo periodo di crisi, con Monti e soci che tirano la cinghia con le revisioni di spesa (ovvero la spending review: ma perché bisogna usare termini stranieri anche quando non serve?), non c’è tempo per preoccuparsi dei disabili e dei loro problemi. La legge del 2004 in materia è stata completamente disattesa e trascurata oltre ogni decenza. Nel frattempo i rappresentanti delle associazioni di categoria, fintanto che prendono i contributi governativi per scaldare le sedie su cui siedono, non alzano neppure un dito per sollevare la questione a livello nazionale.

Commenti

  1. Caigo ha detto:

    Si, veramente una storia amara, sarò anche cinico ma non posso fare a meno di pensare che se al posto di Vincenzo da Lecce ci fosse stato Paul da Detroit il tutto averebbe preso un’altra strada….

    1. camu ha detto:

      Io non l’ho voluto scrivere nel mio articolo, altrimenti i vari Arduini ed Isaak si sarebbe subito fiondati a commentare con chissà quali imprecazioni 🙂 Ma la penso esattamente come te, magari perché queste esperienze le vivo ogni giorno. Come la storia di quel tipo che ha scritto un commento su Reddit, ed ha avuto un’offerta da Hollywood per scrivere un film in merito. In Italia una cosa del genere te la immagini? La Rai che contatta il Caigo di turno per fargli scrivere una fiction?

  2. Stefano Manzotti ha detto:

    Storia da non sentire.

    Complimenti per la riflessione.

    Un saluto.

    STEFANO MANZOTTI

    1. Stefano Manzotti ha detto:

      @camu: Assolutamente no, te lo assicuro. Ho estremo rispetto per tutte le persone, di tutte le etnie, e di tutte le età, ma ne ho ancora di più per le persone con disabilità. Chiedo scusa solo per aver utilizzato un termine poco consono.

      STEFANO MANZOTTI

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