due chiacchiere

Vale ancora la pena laurearsi?

Lavorando in un’università americana, nel settore delle tecnologie dell’informazione, ogni tanto qualcuno mi chiede quanto e se, con i chiari di luna a cui stiamo assistendo, conti ancora avere il “pezzo di carta”. Specialmente considerando che molti atenei, anche quelli pubblici, in America richiedono una retta media di 5000 dollari all’anno (ma anche l’Italia non scherza, mi sembra). Ha davvero senso passare (almeno) 5 anni della propria vita senza stipendio e senza poter accumulare l’esperienza che molti datori di lavoro oggi richiedono? Gli esperti sembrano divisi sulla questione e se da un lato c’è chi snocciola numeri che giustificano quest’investimento, all’angolo opposto del ring sembrano esserci argomentazioni altrettanto convincenti.

Guardando la situazione italiana, piena di caste, ordini professionali e quant’altro, vedo la laurea più come il ponte per superare il fossato attorno alla fortezza. All’interno della quale si trovano i lavori meglio pagati, il sistema di benefici ed i privilegi, ai quali gli abitanti del villaggio fuori le mura non hanno accesso. In altre parole, per me è più un lasciapassare, che un modo per acquisire reali conoscenze da sfruttare nel mondo del lavoro. Più uno scudo per proteggersi dalla concorrenza “non laureata”, che un’attestazione di competenze efficaci ed innovative. Tu cosa ne pensi?

Commenti

  1. Sanghino ha detto:

    Concordo pienamente a riguardo della “situazione italiana” … te lo dico anche per interesse visto che “ai miei tempi” c’era così tanta richiesta di lavoro IT che pensai bene di smettere dopo la maturità per iniziare a lavorare.
    Oggi per esempio non posso lavorare ad un progetto finanziato dalla UE perchè viene richiesta la laurea …. e dei miei quasi 20 anni di esperienza cosa me ne dovrei fare ?!? Scusami lo sfogo …

    Buona giornata

  2. Valeria ha detto:

    Sì, la laurea serve solo ad attraversare il fossato, ma nella fortezza il lavoro che ti toccherà fare lo decide il signorotto di turno e se non sei amico dell’amico, ti toccherà accontentarti anche del lavoro più umile, tipo…. spalare il letame oppure svuotare i pitali del signore. Fuor di metafora il vero problema è il fenomeno delle finte Partite IVA: finti liberi professionisti, che hanno un solo cliente, che li tratta come dipendenti, senza alcuna garanzia sindacale ovviamente. Niente straordinari, niente malattia, niente salario minimo, niente ferie, ecc… un po’ un ritorno alla prima rivoluzione industriale 🙁
    Quindi la mia opinione è no, non conviene più laurearsi.

  3. Bellobello ha detto:

    Secondo me, no, in Italia almeno non ha senso. Sia perché in generale la carriera non è meritocratica (sia nel pubblico che nel privato), sia perché la domanda per posti di lavoro qualificati (da laurea diciamo) è inferiore all’offerta, sia perché, infine, il livello qualitativo degli studi negli ultimi anni è diminuito. In ogni caso, qui in Italia, a chi mi chiede se ha senso laurearsi, rispondo: no, se lo si pensa come un mezzo per ottenere un buon lavoro, ma sì, vale la pena, perché è qualcosa che resta tuo per sempre, un successo e una crescita personale che niente e nessuno potrà cancellare.

  4. Riccardo ha detto:

    Volete sapere perchè in Italia una laurea è necessaria ma non utile ?

    Vi rispondo con una frase sola : leggete bene gli annunci di lavoro !

    Questo è un modo universale per capire un pò di cose :
    1) il trend del mercato del lavoro nel paese in cui l’annuncio di lavoro è pubblicato
    2) la competenza richiesta per il settore in cui vi volete tuffare
    3) la serietà di chi fa l’offerta di lavoro

    Riporto due esempi pratici:
    Annuncio di lavoro italiano –> Richiesto assistente marketing, meno di 28 anni, richiesta laurea ed 1 anno di esperienza.

    Veloce analisi –>
    Limite di età per potervi pagare meno, chiedete a sindacati o leggete i contratti nazionali del lavoro e capite perchè.
    Laurea generica necessaria per l’argomento sopra, ve lo assicuro, non hanno assolutamente guardato il genere di laurea.
    L’esperienza la richiedono perchè vogliono spremervi da subito senza perdere 1 giorno ad insegnarvi.
    Conclusioni : annuncio incoerente, poco serio, non si sanno indicazioni sulla posizione di lavoro, ne contrattuale ne eventuale carriera. Sono costretto a chiamare/scrivere per avere dettagli e sapere se è qualcosa che mi può interessare.

    Annuncio di lavoro inglese (tradotto) –> Richiesto assistente marketing, laurea competente o corrispettiva esperienza lavorativa. Tempo determinato (possibilità carriera). Mansioni correlate alle pubblicazioni web.

    Veloce analisi –>
    Nessun limite di età, specificano laurea competente o corrispondente esperienza (niente paranoie se non hai una laurea, basta che tu sappia quacosa del tuo campo), specificano il tipo di contratto quindi io sò già cosa aspettarmi, specificano la possibilità di carriera quindi sò che se dò il massimo potrei restare, sò che mansioni andrò a fare.
    Conclusioni : cosa i prerequisiti, il contratto, il futuro, la mansione. Scrivo solo se interessato. Ho di fronte un datore serio, competente, interessato veramente alla persona che sta per assumere.

    Sono due annunci reali e un mio caro amico ha risposto (con l’adeguato idioma) ad entrambi gli annunci.

    Dalla prima inserzione non ha mai ricevuto risposta alla mail.
    Andato di persona gli han riferito a voce che è stato scartato per mancanza di laurea.

    Al secondo annuncio è stato chiamato 15 minuti dopo aver mandato la email ed ha fissato un colloqui in terra di Albione.

    Sono passati anni , ma ora questa persona è un marketing manager di Ferrero UK.

    Un mercato malato sminuisce il contenuto a favore del contenitore .. in un posto del genere la laurea è necessaria ma non utile.
    Non sarete mai valorizzati per i vostri studi, ma solo perchè rappresentate un costo minore.

    In america i chirurghi pagano più di 30 mila Dollari l’anno per 7 anni di medicina ..
    ma vi assicuro che il mercato li accoglie a braccia aperte e che sopratutto in 2 o 3 anni hanno ripagato ogni debito !
    In italia in 2 o 3 anni ripagate il debito per una Bocconi ?

    Se ci sei riuscito complimenti sei l’1%
    Se non ci sei riuscito complienti lo stesso, sei nel 99%. Sei etichettato per un titolo che hai acquisito e non per le tue conoscenze

    1. Jack ha detto:

      @Riccardo: io che mi sono immischiato un po’ a trovare un lavoretto estivo ho visto quest’abissale differenza tra Italia e USA, gli annunci italiani specificano sempre di cercare giovani, laureati senza specificare in cosa, richiesti sempre tot anni di esperienza anche per dei lavori pagati una miseria (e scusami tanto ma se uno e’ giovane e con tot anni di esperienza e’ molto produttivo fin da subito e lo stipendio uno lo vuole “alto” (leggi: che ti permette di vivere non a casa dei genitori) fin da subito, non “dai tra un anno o due te lo alziamo se ci va”)
      Gli annunci americani non specificano mai il sesso della figura cercata, non specificano mai l’eta’ (anche perche’ e’ illegale), se la laurea e’ richiesta i settori sono sempre ben specificati e le competenze assolutamente richieste per cominciare sono sempre sottolineate. Questi sono annunci fatti come si deve, non ti dicono “c’e’ un posto per te, chiunque tu sia, l’importante e’ che lavori”, ti dicono “sai fare questo, questo e questo? bene allora hai una buona possibilita’ di lavorare con noi ed intraprendere una determinata carriera”.

      Infine, quando faccio una ricerca negli annunci italiani mi tocca salvarmene sempre una ventina per chiedere maggiori informazioni successivamente perche’ non sono sicuro se fa per me, o mi hanno catturato l’attenzione ma non mi dicono molto, di annunci inglesi che mi tengo da parte ogni volta ce ne saranno massimo uno o due, e giusto perche’ sono quelli a cui voglio inviare la mia candidatura, mica per chiedere informazioni o simili.

      1. Jack ha detto:

        @Jack: per non parlare che in moltissimi annunci inglesi c’e’ pure scritto esplicitamente lo stipendio che uno prende appena viene assunto, per togliere ogni dubbio

  5. Francesco ha detto:

    Ogni persona è un caso, entrando nel meccanismo giusto si trova lavoro o ci si laurea senza troppi sforzi.
    Secondo la circostanza può essere difficilissimo o semplicissimo laurearsi come trovare lavoro.
    Mi sembra che poco o nulla segua le regole della meritocrazia (concordo con BelloBello) e che la laurea come biglietto da visita non valga più.
    Quando mi sono trasferito in Emilia nel 2001 parlare di disoccupazione significava far ridere gli impiegati delle società di lavoro interinale: non esisteva.
    Alcuni mi dicevano che sino a due anni prima era sufficiente rivolgersi a un’azienda per essere assunti, se andava male la seconda ti assumeva.
    Poi, con il lavoro interinale, si è prospettata un’offerta amplissima di lavoro qualificato per cui il dipendente non è risultato più prezioso: per comodità dell’impresa, se ne trovano subito cento altri con pari o superiore spendibilità.
    Adesso parlare di lavoro è quasi utopico, l’impiego stabile poi sembra esistere solo nel pubblico e per pochi.

  6. Fiordicactus ha detto:

    Io di mia esperienza non ne so niente di Laurea e lavoro dipendente . . . so che ho fatto studiare 3 figli e ho lasaciato loro la libertà di scegliere la strada, la FigliaGrande ha studiato 5 anni di superiori da “cuoca” e ha un lavoro “stgionale” per aiuto cuoca nelle mense scolastiche (in pratica appearecchia, sparecchia e lava piatti, oltre a fare le porzioni e/o portare in tavola i piatti pronti). :-/
    Il Figlio, ha studiato da Perito Agrario e l’unico lavoro inerente che ha trovato è stato “bracciante agricolo”, l’hanno assunto con la promessa che, finita l’emergenza di finire dei lavori rimasti indietro a causa di un inverno particolarmente piovoso, lo avrebbero messo in ufficio a fare progetti di giardini o a seguire l’esecuzione . . . 5 anni, durante i quali ha visto il suo posto “promesso” preso dal figlio di un assessore, che non aveva i suoi voti nella sua stessa scuola. Adesso fa il magazziniere per una ditta di pezzi di ricambio auto! :-/
    L’unica che ha frequentato l’Università, per sua scelta ha lasciato dopo la laurea triennale, perchè, dice, nel suo lavoro vale più la pratica che la grammatica, ma specialmente servono le conoscenze (non solo per raccomandazioni,prorpio gli indirizzi ) e il farsi conoscere come bravi lavoratori (e lasciare il prorpio indirizzo) . . . mi dicono che nel suo lavoro è ancora giovane ed è bene che si faccia la gavetta . . . mi auguro, per lei, che sia così! Lei intanto, non molla, corre di qua e di là, lavori piccoli, piccole retribuzioni, ma che le portano soddisfazioni e complimenti . . . intanto si fa conoscere 🙂
    Vedo che molti amici dei figli (appena sotto e appena sopra io 30 anni) pur con la laurea fanno lavori sottostimati . . . vedo che loro si accontentano, quasi rassegnati . . . vedo che i genitori sono quasi contenti di averli ancora per casa (le mamme italiane perderebbero lo status senza figli in casa) e mi rattristo, ma la realtà è questa ! 🙂

    Certo, in alcuni casi mi chiedo se è valsa la pena di mandarli anche alle Superiori, viste che (nel caso dei primi due) i loro “capi” non hanno nemmeno quello studio! 🙂
    Però, credo, come dice qualcuno sopra, che lo studio sia anche un valore aggiunto alla persona, a prescindere dal lavoro . . . conoscendo gente che non legge, non sa parlare o “dicutere” e la cui conversazione si limita alla politica (per sentito dire dalla Tv) o alla partita, meglio che abbiano studiato! :-)))

    Ciao, Fior (una mamma italiana anomala)

  7. Rask0lnikov89 ha detto:

    ne val la pena nel caso in cui sia riconosciuta all’estero perchè dall’Italia si può solo scappare.

    1. camu ha detto:

      Dipende, una laurea in ingegneria civile italiana ti serve a ben poco in Australia, ad esempio, dove regolamenti e tecniche sono generalmente diversi…

  8. Elandryl ha detto:

    Vale la pena?

    Secondo me, dipende. Dipende dal tipo di laurea, dove hai studiato e che esperienze hai accumulato.
    Ma alla fin fine, come dice Camu, la laurea è la chiave ma per lavorare, o fare carriera, non basta.

    A me la laurea è servita, ma a livello collaterale, perché non faccio il lavoro per cui ho studiato. E aggiungo, per fortuna, perché non mi piaceva più. E poi considerate le università italiane come strutture e formazione… meglio andarsene subito all’estero!

    Quello che mi ha dato è stata l’esperienza accumulata in quegl’anni:

    E’ servito l’andarsene di casa appena maggiorenne a vivere da sola a molti km di distanza e all’estero.

    E’ servito imparare bene 2 lingue e soprattutto l’inglese.

    E’ servito iniziare a lavorare e studiare da subito, senza rinchiudermi solo in casa sui libri. Avevo compagne che si “vantavano” di aver studiato tutto il sabato e la domenica…sempre… mah!

    E’ servito fare anni di ONG studentesche internazionali come AIESEC, impegnarsi volontariamente giorno e notte per qualcosa che mi appassionava, che mi faceva mettere in gioco nel confrontarmi con tante persone di Paesi diversi, fare una grande rete di contatti e acquisire tante skill che servono a livello lavorativo… e me ne rendo sempre più conto ora..

    E’ servito fare introspezione per capire, prima di laurearmi, quello che volevo veramente fare, quali erano i miei obiettivi e quali sacrifici sarei stata disposta a fare per raggiungerli. Perché adesso come adesso il lavoro “perfetto” (se esiste) difficilmente è sotto casa e di sicuro non lo si raggiunge senza farsi il mazzo.

    Vedo tanti miei coetanei e molti giovani in generale che finiti gli studi non hanno le idee chiare, non si sanno vendere e non hanno una visione chiara di loro stessi, dei loro punti di forza e di debolezza. Tanti che fanno le cose più perché “si devono fare” anziché vedere che cosa “vorrebbero davvero fare” e mettono da parte la passione.

    E’ servito l’aver accumulato un’esperienza lavorativa significativa, spesso a gratis, per quello che volevo fare, pur laureandomi due anni dopo.
    Secondo me ha avuto molto più valore di avere magari un 110 e lode in tasca, ma poi cadi dalle nuvole in un ambiente lavorativo perché non sai come muoverti e hai scritto in faccia “sbarbino”.
    Bisogna essere un po’ smaliziati.

    Non lo so… però il boom economico dell’Italia è passato da un pezzo e in questo momento il lavoro non ci piove addosso di sicuro solo perché si ha una laurea. Bisogna avere una laurea…. e farsi un mazzo tanto.

    1. camu ha detto:

      Bell’intervento, davvero. Concordo assolutamente sull’università come palestra di vita, dove si può imparare a cavarsela da soli, dalla cucina alla gestione delle proprie finanze. Conosco gente tornata tra le braccia di mammà solo dopo 6 mesi, con la coda tra le gambe. Gente che finirà per trovare un posto al comune del proprio paesello, e farà, come giustamente dici, quello che DEVE fare.

      1. Carmine ha detto:

        @camu:
        Applausi :)!

    2. Carmine ha detto:

      @Elandryl: Applausi, erano per te, ma non mi rimangio quelli a Camu

  9. Marica ha detto:

    dalla mia piccola esperienza, ho capito che in America c’e’ una grandissima differenza nell’aspettativa di vita (se cosi’ posso definirla) tra laureati e non laureati… cioe’ se non sei laureato non ti si prospetta un bel futuro…
    invece in italia no, tanti laureati fanno dei lavori in cui la laurea non serve… per non parlare del compenso economico, che spesso per i laureati e’ inferiore a quello dei non laureati

  10. Trap ha detto:

    Dal mio punto di vista, e lo dice anche un’indagine, la laurea in Italia all’inizio “rende” come il diploma, ma a lungo vale di più. Basta saper aspettare 🙂

    1. camu ha detto:

      Mah, ho visto spesso figli di assessori ed altri raccomandati scavalcare persone laureate ed anche con una certa anzianità di servizio… Segno che la laurea, senza conoscere qualcuno, da sola non paga. In altre parole, come già detto, la meritocrazia non esiste… ed è questo secondo me il vero male di questo Paese: finisce per scoraggiare le menti brillanti, ed incoraggia a galleggiare nella media del minimo sindacale 🙂

  11. wolly ha detto:

    io sn laureato nel 2005 e credetemi, non ne vale la pena, tanto lavori solo per raccomandazione, in caso contrario devi andartene alll’estero dove forse trovi qlc da fare; ringraziamo anche la legge sull’apprendistato che dopo i 29 anni di fatto ti blocca e non combini più niente.

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