due chiacchiere

WordPress è il padrone assoluto del web

Correva l’anno 2011 quando scrivevo di come WordPress avesse sorpassato Joomla nel numero di installazioni in giro per il mondo. Gli ultimi dieci anni hanno confermato che, una volta tanto nella vita, all’epoca ho fatto una mossa azzeccata scegliendo questo sistema per la gestione dei contenuti. Non solo per la mia piccola casetta virtuale, ma anche al lavoro, con grande soddisfazione di tutti i collaboratori a cui tocca aggiornare il sito istituzionale. La conferma di questo successo mondiale è arrivata lo scorso Dicembre durante l’annuale conferenza stampa tenuta da Matt Mullenweg, il papà di WordPress, in cui il simpatico Texano tira le somme di quello che è stato fatto durante l’anno appena trascorso, ed annuncia quello che bolle in pentola per il futuro. E quando sullo schermo è apparsa la grafica sulla crescita di questa piattaforma rispetto alla concorrenza, ammetto di aver avuto un piccolo sussulto di stupore, subito seguito da un senso di soddisfazione personale: stando ad un popolare portale di censimenti online, nientepopodimeno che il 43% dei siti in giro per il web userebbe il prodotto di casa Automattic per gestire la propria presenza online. Mica noccioline.

Una infografica con varie percentuali che evidenzia come WordPress sia passato dal 39 al 43 percento

(dalla conferenza stampa) Siamo cresciuti due Wix quest’anno, che come sapete è una nuova unità di misura del web”, ha scherzato Matt (Wix, per chi non lo sapesse, è una piattaforma per creare siti in maniera economica e senza avere competenze tecniche, molto popolare in America)

In prospettiva, la nostra presenza è 10 volte più grande del numero due in classifica. Ma questo non succede per caso. E nessuno dovrebbe crogiolarsi su questi risultati. La storia c’insegna come in passato vi siano stati tanti servizi e prodotti davvero popolari, che sono ora relegati ad una mensola di un museo.

Dobbiamo rimanere umili ed ascoltare quello che vogliono i nostri utenti, rilasciando aggiornamenti il più velocemente possibile, per soddisfare le loro esigenze.

Poi ha parlato di Web 3 punto zero (che ancora nessuno sa esattamente cosa sia), e di nuovi servizi ausiliari che la casa madre sta lanciando per rendere WordPress ancora più collaborativo e flessibile, aperto alla comunità internazionale e con un occhio di riguardo verso la comunità dei disabili (cosa che a me sta particolarmente a cuore). Tra questi, vorrei ricordare l’archivio fotografico gratuito, a cui tutti possono contribuire e che molti troveranno utile in mancanza di risorse economiche per acquistare uno dei tanti pacchetti disponibili sul mercato.

In questi dieci anni di evoluzione, abbiamo assistito all’introduzione di Gutenberg ed alla pulizia generale di varie funzioni, che finalmente hanno fatto fare a WordPress il salto da semplice strumento di blogging ad un sistema maturo per la gestione di contenuti. E mi fanno sorridere coloro che, ancora oggi, pensano che sistemi come Drupal o peggio ancora piattaforme proprietarie che costano migliaia di euro, siano molto migliori di WordPress. Mi fanno sorridere perché io ho modo di usare quotidianamente, per il lavoro che faccio, questi vari sistemi, e vedo quanto cervellotici e poco intuitivi (e costosi) sono tutti gli altri. Già il fatto che una delle installazioni di Drupal che usiamo necessita di 478 tabelle nella base di dati (senza contare i plugin, s’intende), è un chiaro segnale della lungimiranza di Matt nel creare un ecosistema che piace alla gente.

Intanto oggi esce ufficialmente la versione 5.9 di WordPress, che ho già provveduto ad installare sul mio blog.

Commenti

  1. Fiordicactus ha detto:

    Un consiglio, per favore . . . io sto ancora con il blog “gratis”!
    Da tecnico e da amico, mi consigli di averne uno a pagamento o posso stare tranquilla così ??? Non vorrei cancellassero l’opzione “Gratis”!

    Grazie, Fior

    1. camu ha detto:

      Penso che tu possa star tranquilla (le ultime parole famose!) perché la piattaforma di WordPress ospita un bel po’ di blog, stando ad alcune stime circa 500 milioni. Quindi se decidessero di chiudere, avrebbero un sostanziale gruppetto di persone leggermente inalberate. Comunque, anche se dovesse succedere, tutto l’archivio storico può essere esportato in pochi click, e trasferito su una piattaforma a pagamento. Quindi direi che al momento non hai da preoccuparti. Il beneficio di una piattaforma a pagamento è per gli smanettoni come me, che vogliono la libertà di manipolare il codice dietro le quinte senza restrizioni.

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