due chiacchiere

Archivio degli articoli in soggiorno e tv, pagina 13

Il forte più amato dai francesi

Allora, non so come, non so perché, ma l’altro giorno mentre tornavo a casa in autobus, m’è venuta in mente una trasmissione che ero solito guardare sul canale francese che “misteriosamente” ricevevo in Italia insieme alle televisioni del Belpaese. Io di francese non capisco molto, a squola ho imparato solo l’inglese (per fortuna, altrimenti col ciufolo che potevo venirmene in America). Però Fort Boyard riuscivo a seguirlo ugualmente, forse perché lo scopo del gioco è intuitivo, e non serve un genio a capire di che si tratta. Ora dal sito francese, mi pare di capire che lo facciano ancora, e mi piacerebbe tanto guardarlo ancora: è stata la trasmissione che ho più amato in generale (a parte il Pranzo è servito, ma quella è un’altra storia). Mi son sempre chiesto come mai non abbiano mai esportato il format né in Italia né in America. Sebbene anni fa esistevano, basati sulla stessa idea, i Giochi senza Frontiere. E qui negli USA ci siano tanti spettacoli in cui i concorrenti vengono messi alla prova in tutto, dalla cucina ai lavori domestici (il più vicino credo sia Fear Factor). Tu l’hai mai seguito? Leggi il resto di Il forte più amato dai francesi

La strada rivoluzionaria

Sempre approfittando dei DVD a noleggio ad un dollaro al negozio sotto casa (neppure Amazon Video on Demand è così conveniente), l’altra sera abbiamo noleggiato Revolutionary Road, che rivede protagonista una delle coppie più famose del cinema di tutti i tempi: Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. I due stavolta non si trovano a bordo di una nave destinata ad affondare, ma sulla salda terraferma: un marito ed una moglie degli anni d’oro americani, presi ad affrontare i loro problemi di coppia. Il film è drammatico, e già per questo io non volevo noleggiarlo (abbiamo già tanti pensieri per la testa di nostro, ci mancano anche i film) ma la moglie ha tanto insistito e così l’abbiamo guardato. Se non vuoi scoprire dettagli ed altri particolari di quest’opera, non proseguire la lettura. Leggi il resto di La strada rivoluzionaria

Il curioso caso di Benjamin Button

Una delle tante cose positive del quartiere (o meglio del suburb, come direbbero qui) dove ci siamo trasferiti, l’abbiamo scoperta alcune sere fa, facendo una passeggiata per le vie del piccolo centro. A due passi da casa c’è un distributore automatico RedBox, che consente di noleggiare film ad un dollaro per 24 ore. Mi chiedo se qualcuno ancora insiste a scaricare film da internet in maniera illegale, quando ci sono queste alternative così convenienti. Un film che volevo guardare da tempo era Il curioso caso di Benjamin Button, con Brad Pitt. A dire il vero m’aspettavo qualcosa di più leggero, ma non per questo sono rimasto deluso dalla trama e dai protagonisti. Leggi il resto di Il curioso caso di Benjamin Button

Ciao, nonno Mike, ci mancherai

Stamattina, dando la solita sbirciata al Corriere per sapere cosa succede in Italia, leggo della scomparsa di Mike Bongiorno. Proprio qualche settimana fa, un amico mi diceva che oramai non lavorava per Mediaset da qualche tempo. Ricordo che proprio nel periodo in cui me ne andai dall’Italia, aveva reso pubblico con Fabio Fazio il suo malumore per come l’aveva trattato l’azienda di cui era stato un portabandiera. Per me lui e Pippo Baudo sono stati i due baluardi della televisione “fatta come si deve”, con quel senso di pudore e rispetto per chi guarda che oramai non esiste più nei rampanti conduttori moderni. Eh già, di personaggi così non se ne sono visti più. Ed un altro nome da depennare nella lista della “vecchia guardia” che si assottiglia sempre più: Corrado, Valter Chiari, Enzo Tortora, Ugo Tognazzi, lo hanno preceduto e di sicuro lo attendono adesso per un’allegra rimpatriata ricordando i bei tempi. Leggi il resto di Ciao, nonno Mike, ci mancherai

Fine stagione per tutti

L’annunciatore fuori campo per la maggior parte dei canali televisivi, qui ha un tono di voce simile all’indimenticabile Ferruccio Amendola, doppiatore di tanti personaggi famosi. Un tono baritonale che incute quasi timore, contrapposto all’effeminato annunciatore italiano (quello che dice “alle ventuno su canale 5”, se è sempre lui), ci ha fatto sapere, uno dopo l’altro, che in queste settimane sarebbero andati in onda i season finale (da pronunciarsi sìson finaliii) delle serie tv che seguiamo. Qui nel seguito parlerò un po’ com’è andata, quindi se  non vuoi venire a conoscenza di dettagli e colpi di scena, puoi smettere di leggere adesso. Leggi il resto di Fine stagione per tutti

Un ragazzo di famiglia

Il martedì sera in televisione non c’è nulla d’interessante per me al momento: colpa di American Idol (simile all’italiano “Amici” di Maria De Filippi) a cui nessuno vuole fare concorrenza. Infatti House lo fanno il lunedì, Lost il mercoledì, Grey’s Anatomy (per la moglie, io sto al computer) il giovedì, il venerdì sera dipende dall’umore, il sabato non siamo davanti alla tv e la domenica le immancabili casalinghe disperate alle 21, dopo i tizi che ricostruiscono le case a gente con particolari bisogni (in Italia credo lo trasmettano su Sky, che io non avevo). Finalmente però ho trovato come riempire anche il Martedì: i Griffin. A quanto leggo su Wikipedia, in Italia questo cartone animato ha avuto una vita difficile (e ti pareva che ci fosse una cosa “facile” da quelle parti), dato che si tratta di un programma sostanzialmente diretto ad un pubblico adulto, che i geni di Italia 1 hanno mandato in onda in fascia protetta. Qui almeno è in seconda serata, e così non si offende nessuno. I nuovi episodi li fanno la domenica, ma il martedì ci sono le immancabili repliche. Per me è stato amore a prima vista, meglio dei Simpsons e di Dragon Ball, che guardavo a pranzo in Italia.

Non si scherza con Zohan

Da quando mi hanno detto che io sarei la copia sputata di Adam Sandler, non posso fare a meno di guardare tutti i suoi film. L’ultimo in ordine di tempo dovrebbe essere You don’t mess with the Zohan, che i soliti traduttori reclutati sul mercato cinese, hanno fatto diventare “Zohan, tutte le donne vengono al pettine” (ma che diamine di titolo è mai questo?). Una pellicola che prende in giro ebrei e palestinesi e la loro (cito dal film) “stupida guerra” che dura oramai da decenni. Zohan è un eroe ed agente segreto delle forze israeliane che però vuole fare tutt’altro nella vita: il parrucchiere. Fuggendo su un aereo, arriva a New York (e dove altrimenti?) con soltanto il suo sogno e i vestiti che ha indosso. Nascosto nella stiva, siede accanto a due cagnolini, Scrappi e Coco, dai quali prende il suo falso nome per ricominciare la sua nuova vita americana. Leggi il resto di Non si scherza con Zohan

I dispersi son tornati

Per il pubblico americano l’attesa è finita: ricomincia Lost (ma in Italia lo fanno ancora?). Già questa frase sarebbe sufficiente a sviluppare un intero articolo, parlando delle stagioni passate, delle critiche, delle idee (confuse?) degli sceneggiatori e via dicendo. Per fortuna riprende anche il Dottor Casa (i nomi tradotti in Italiano sono proprio buffi a volte), mentre le altre serie che seguo sono già in onda dall’inizio dell’anno. Viste le ultime evoluzioni nella trama di Heroes, ho deciso di non seguirlo più, modificando di fatto il mio palinsesto settimanale, adesso così composto: le casalinghe disperate la domenica, il dottor casa il lunedì insieme a Fringe, martedì la collina con un solo albero (mi pare), mercoledì i dispersi, l’anatomia di grey il giovedì (solo perché lo guarda la moglie), il venerdì e sabato riposo. Una nuova serie di cui ho visto la pubblicità in metropolitana s’intitola Kings, e partirà a marzo. Speriamo non la mettano in terza serata.

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