due chiacchiere

Archivio degli articoli in soggiorno e tv, pagina 14

Un ragazzo di famiglia

Il martedì sera in televisione non c’è nulla d’interessante per me al momento: colpa di American Idol (simile all’italiano “Amici” di Maria De Filippi) a cui nessuno vuole fare concorrenza. Infatti House lo fanno il lunedì, Lost il mercoledì, Grey’s Anatomy (per la moglie, io sto al computer) il giovedì, il venerdì sera dipende dall’umore, il sabato non siamo davanti alla tv e la domenica le immancabili casalinghe disperate alle 21, dopo i tizi che ricostruiscono le case a gente con particolari bisogni (in Italia credo lo trasmettano su Sky, che io non avevo). Finalmente però ho trovato come riempire anche il Martedì: i Griffin. A quanto leggo su Wikipedia, in Italia questo cartone animato ha avuto una vita difficile (e ti pareva che ci fosse una cosa “facile” da quelle parti), dato che si tratta di un programma sostanzialmente diretto ad un pubblico adulto, che i geni di Italia 1 hanno mandato in onda in fascia protetta. Qui almeno è in seconda serata, e così non si offende nessuno. I nuovi episodi li fanno la domenica, ma il martedì ci sono le immancabili repliche. Per me è stato amore a prima vista, meglio dei Simpsons e di Dragon Ball, che guardavo a pranzo in Italia.

Non si scherza con Zohan

Da quando mi hanno detto che io sarei la copia sputata di Adam Sandler, non posso fare a meno di guardare tutti i suoi film. L’ultimo in ordine di tempo dovrebbe essere You don’t mess with the Zohan, che i soliti traduttori reclutati sul mercato cinese, hanno fatto diventare “Zohan, tutte le donne vengono al pettine” (ma che diamine di titolo è mai questo?). Una pellicola che prende in giro ebrei e palestinesi e la loro (cito dal film) “stupida guerra” che dura oramai da decenni. Zohan è un eroe ed agente segreto delle forze israeliane che però vuole fare tutt’altro nella vita: il parrucchiere. Fuggendo su un aereo, arriva a New York (e dove altrimenti?) con soltanto il suo sogno e i vestiti che ha indosso. Nascosto nella stiva, siede accanto a due cagnolini, Scrappi e Coco, dai quali prende il suo falso nome per ricominciare la sua nuova vita americana. Leggi il resto di Non si scherza con Zohan

I dispersi son tornati

Per il pubblico americano l’attesa è finita: ricomincia Lost (ma in Italia lo fanno ancora?). Già questa frase sarebbe sufficiente a sviluppare un intero articolo, parlando delle stagioni passate, delle critiche, delle idee (confuse?) degli sceneggiatori e via dicendo. Per fortuna riprende anche il Dottor Casa (i nomi tradotti in Italiano sono proprio buffi a volte), mentre le altre serie che seguo sono già in onda dall’inizio dell’anno. Viste le ultime evoluzioni nella trama di Heroes, ho deciso di non seguirlo più, modificando di fatto il mio palinsesto settimanale, adesso così composto: le casalinghe disperate la domenica, il dottor casa il lunedì insieme a Fringe, martedì la collina con un solo albero (mi pare), mercoledì i dispersi, l’anatomia di grey il giovedì (solo perché lo guarda la moglie), il venerdì e sabato riposo. Una nuova serie di cui ho visto la pubblicità in metropolitana s’intitola Kings, e partirà a marzo. Speriamo non la mettano in terza serata.

Ma cosa succede a Las Vegas?

Una ragazza (Cameron Diaz) esce di casa per andare a lavoro, insieme al fidanzato. Mentre già lui si allontana, lei gli augura buon compleanno, e lui senza neppure prestare attenzione, risponde distrattamente “anche a te” correndo via. Nella scena successiva, un ragazzo (Ashton Kutcher) apre la porta di casa, all’uscio della quale una sensuale fanciulla fa finta di vendere biscotti a domicilio. Comincia così il film What happens in Vegas (tradotto con “Notte brava a Las Vegas”: ma dove li prendono i traduttori, sul mercato cinese?), una produzione a basso costo girata per le vie di New York. La “classica” storia di due ragazzi che si ritrovano sposati dopo una notte di follie in giro per i casinò di Las Vegas. Leggi il resto di Ma cosa succede a Las Vegas?

Juno, la gioventù moderna

In questo fine settimana, tra un tacchino ripieno ed una torta alla zucca “con sorpresa” (di cui presto la moglie pubblicherà la ricetta su questi schermi), volevamo guardare qualcosa di diverso in televisione. A parte la maratona di circa 12 ore di Dr. House andata in onda ieri (una vera overdose per gli amanti di questa serie), nel Giorno del Ringraziamento, qui c’è poco da vedere, un po’ come in Italia per il 25 Dicembre, che fanno sempre La spada nella Roccia o Fantasia della Disney 🙂 Allora abbiamo noleggiato un film al vicino Blockbuster: Juno. Avevo letto pareri contrastanti su questa pellicola, anche se credo abbia vinto qualche premio in giro, così la curiosità aumentava. Ecco la nostra impressione. Leggi il resto di Juno, la gioventù moderna

Il favoloso mondo di Amelie

La moglie ed io guardammo per la prima volta questo film quando arrivò nelle sale cinematografiche: la produzione d’oltralpe mi ha sempre affascinato, da Leon con Jean Reno (uno dei miei attori preferiti, dopo Carlo Verdone) al divertente Taxxi (e sequel) del 1998. Audrie Tatou, nuova promettente stella del cinema francese, si presentava finalmente al grande pubblico. Leggendo un post di Emanuele qualche settimana fa, mi è venuta voglia di riguardarlo. Ho riscoperto la sua attenzione per “i dettagli che nessuno noterà mai”, il suo mondo incantato, un po’ triste e che s’incastra con tanta fantasia nella realtà intorno a lei. Leggi il resto di Il favoloso mondo di Amelie

Buona fortuna, Charlie

La prima cosa che mi viene da dire, se non hai ancora avuto l’occasione di guardare il film Tutte pazze per Charlie, è di sconsigliartelo fortemente se hai fatto fioretto di astinenza sessuale. Tant’è vero che qui in America ne è addirittura consigliata la visione ad un solo pubblico adulto, e non credo sia necessario aggiungere altro. La storia racconta di un ragazzo vittima di un bizzarro sortilegio: ogni donna con cui avrà una relazione, lo lascerà dopo poco tempo, si sposerà con il successivo fidanzato e sarà felice per tutta la vita. Ovviamente appena la notizia si sparge, le donne di tutta la città si mettono in fila per avere una storia con il “magico” ragazzo. Leggi il resto di Buona fortuna, Charlie

Volo italo americano

Qualche settimana fa, un mio amico mi ha segnalato una nuova trasmissione andata in onda su MTV Italia la scorsa estate: Italo Americano, con Fabio Volo. Il sottotitolo che darei io è “un pinco pallino qualsiasi a zonzo per le routes a stelle e strisce”, ma non in senso negativo: in fondo lo sappiamo tutti che il modo di essere di Volo è proprio caratterizzato da questo atteggiamento sempliciotto e curioso del mondo. Partendo dalla roccaforte di Chicago del vincitore delle elezioni primarie, il democratico Barack Obama (di cui Volo sembra essere ufficialmente un sostenitore) e passando per New York, Washington, New Orleans, Las Vegas e San Francisco, arriva fino a Los Angeles. Finalmente qualcuno che presenta l’America non con il solito stereotipo di gente grassa con in bocca un hot dog, mentre fa la fila per comprare l’iPhone.

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