due chiacchiere

Emilio, comunicatore furbo

Nei giorni prima della partenza per il Nuovo Mondo, ho deciso di fare un’abbondante scorpacciata, ai limiti del rischio demenza, di televisione italiana. Come già dicevo in un precedente intervento, la mia serata iniziava con i vari telegiornali, per concludersi sul divano con i film in palinsesto. Proprio sull’offerta di informazione e cronaca, vorrei riflettere stamattina: due anni or sono di questi tempi, parlavo della teoria dell’agenda setting, ed ora è possibile vederne una continua applicazione pratica in ogni telegiornale e programma di approfondimento. In breve, per eludere la cosiddetta “par condicio”, basta tacere su alcuni fatti ed enfatizzarne altri: non passa giorno senza un allarme sul rincaro dei prezzi, sulla famosa terza settimana senza stipendio, e via dicendo.

In altre parole, con questa tecnica, nessuno ti dice “cosa pensare”: non troverai mai un telegiornale che ti dice “Berlusconi è brutto e cattivo e quindi devi votare Veltroni” o viceversa. Però in maniera più subdola ti dicono “a cosa pensare”: al caro vita, alle beghe politiche, ai morti sul lavoro. Martellando sempre sullo stesso argomento, si ottiene l’effetto desiderato di suggerire un’idea, senza dirla esplicitamente. Ad esempio, il fatto che il tenore di vita italiano si sia “notevolmente” abbassato negli ultimi tempi, induce a pensare ad una cattiva gestione da parte del governo in carica. Il pioniere di tutto questo è sicuramente Emilio Fede, almeno nel panorama italiano: come conferma anche Striscia la Notizia, lui si spinge persino a mettere le smorfie di Prodi ed il volto divino di Berlusconi!

Commenti

  1. clicky ha detto:

    Mi sembra di capire che auspichi delle trasmissioni televisive che evidenzino anche il buono dell’Italia. Tenendo comunque presente che:

    il rincaro dei prezzi è ampiamente certificato dai rapporti dell’Istat (non veritieri?), oltre che dal mio riscontro pressoché quotidiano;

    le beghe politiche e i morti sul lavoro sono delle realtà tutte italiane ed è giusto che trovino spazio nei tg. Sicuramente da condannare sono i talk-show, che elevano al massimo grado l’autoreferenzialità della politica, e i Tg Mediaset, che di certo non innalzano il livello culturale del paese.

    Anche l’abbassamento del tenore di vita trova riscontro nella società: basta ascoltare La Zanzara & VivaVoce su Radio24 e Radio Anch’io & Zapping su Radio1 per averne la riprova attraverso le testimonianze di tant* italian*.

    Certo, se ci si limita a guardare la tv non si avrà mai una percezione fedele delle cose buone e meno buone dell’Italia, bisogna muoversi agilmente tra i media.

  2. camu ha detto:

    Quello che vedo io è che la gente continua ad avere due cellulari a persona, e di certo le automobili di media e grossa cilindrata non diminuiscono, quindi parte della povertà del Paese è solo una speculazione mediatica: ci sono difficoltà, ma guardando SOLO i telegiornali, sembra che stiamo ridotti peggio del terzo mondo. La Zanzara lo ascoltavo anch’io, con Cruciani, e sentivo quasi esclusivamente gente lamentosa: ma d’altra parte lamentarsi e piangersi addosso è tipico italico!

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