due chiacchiere

Archivio del giorno ripostiglio

Il panda rosso, dal vivo

Una cosa è possedere la maglietta di Firefox (e io modestamente celo), un’altra è vedere un esemplare di panda rosso dal vivo, uguale uguale a quello che riposa accoccolato attorno al mondo nel logo del navigatore “alternativo” più famoso che ci sia (e non me ne abbiano i seguaci della mela). Proprio come quello che mi è capitato di incontrare allo zoo del Bronx, nel pieno centro dell’area metropolitana che tutti reputano la più malfamata del mondo, ma che poi così spaventosa non mi è sembrata: certo non è un paesino tranquillo di collina, ma non è detto che ad ogni angolo di strada qualcuno voglia cercare di rubarti il portafogli. Il panda rosso, dal vivo: Leggi il resto »

Big ass monument

In inglese, quando si dice che qualcosa ha un “culo grosso” (come ho scritto nel titolo), vuol dire che è gigante. Non è offensivo, rivolto ad una statua o a qualche edificio. Così se ti raccontassi di quando ho visto il big ass Buddha nella città di Nara in Giappone, non starei peccando di blasfemia nei confronti del buddismo. Ma oggi voglio ricordare la mia visita a Washington, Distretto di Columbia, Stati Uniti d’America. Un’occhiatina alla fontana dove hanno girato la scena di Forrest Gump in cui Jenny lo riconosce sul palco e cammina in mezzo all’acqua, una visitina al big ass Abe (ecco il perché della premessa su quel modo di dire), cioè la grande statua di Lincoln seduto sulla sedia. Poi un salutino al presidente passando davanti alla Casa Bianca. Big ass monument: Leggi il resto »

La vetrina e l’ammollo

Girando per Tokyo, non è raro imbattersi in ristoranti che espongono riproduzioni fedeli delle pietanze che potrai assaggiare all’interno del locale, con tanto di numerino e costo a fianco. Un po’ come se da noi, fuori dalla trattoria ci fosse una vetrina con un piatto di pastasciutta, una bistecca ai ferri, un contorno di fagiolini e tutto il resto. In plastica di ottima qualità, che rende ben fatte anche le trasparenze dei brodini o la consistenza del purè di patate. L’espediente è molto comodo per coloro che, come noi, non “masticano” (è proprio il caso di dirlo) la lingua giapponese. Basta quindi un semplice “point and order” per far capire al cameriere cosa vuoi mangiare oggi. La vetrina e l’ammollo: Leggi il resto »

Il treno accessibile

Un paio di giorni fa, dopo tanto (ma proprio tanto) tempo, ho preso un treno italiano (si, ma poi l’ho restituito), vista la concomitanza dello sciopero dei benzinai. Dovevo recarmi in un paesino qui vicino per delle commissioni. Non voglio “sparare sulla croce rossa” e non parlerò quindi male delle Ferrovie dello Stato, ma mi è subito venuto in mente l’ultimo treno su cui ero salito: uno Shinkansen giapponese (una specie di Eurostar) che portava me e la moglie da Kyoto a Tokyo. Lasciamo perdere l’argomento pulizia (da loro alle stazioni principali il treno viene fermato 10 minuti ed un manipolo di signore armate di strofinacci e spolverini tirano a lucido le carrozze prima di farlo ripartire), e non consideriamo la puntualità (se c’è scritto che la corsa parte alle 17 e 34 ed il tuo orologio segna le 17 e 35, senza ombra di dubbio sbaglia quella patacca che ti ritrovi al polso). Parliamo di accessibilità. Il treno accessibile: Leggi il resto »

Undici ore di volo

Inauguro oggi una nuova sottocategoria della mia casetta virtuale: quella delle cartoline raccolte nei viaggi fatti in giro per il mondo. Forse lo avevo già scritto da qualche parte, ma quella di viaggiare è una passione che ho sempre avuto sin da piccolo, quando ancora adolescente andai con la gita della chiesa a Lourdes. Era il mio primo viaggio all’estero, ma rimasi affascinato dall’idea di venire a contatto con culture nuove e lingue diverse dalla mia. Di ogni luogo ho conservato una cartolina: a volte solo nella mia mente, a volte in una scatola ben conservata nel ripostiglio. Quella di oggi è spedita dal Giappone. Undici ore di volo: Leggi il resto »