Accidenti come vola il tempo, sono già trascorsi quattro anni da quel 18 Dicembre 2007 quando, dopo aver sostenuto un colloquio con l’addetto del Consolato Americano di Napoli, mi fu assegnato il permesso di soggiorno per varcare i confini della Nazione a stelle e strisce non più come turista ma come residente in pianta stabile 🙂 Ricordo ancora come fosse ieri quei momenti e la topaia di albergo (il più vicino al consolato, chiuso nel frattempo) in cui pernottammo a Mergellina. Già, perché l’iter burocratico durava due giorni: uno per fare tutti gli accertamenti clinici, ed il secondo per firmare una pila di scartoffie e sostenere il colloquio. Erano più o meno le 3 di pomeriggio, la moglie al mio fianco, quando scendevo le scale con in mano un pacco sigillato da consegnare alla dogana ed il passaporto timbrato per il visto temporaneo. In quel momento si voltava pagina, finiva un’epoca e ne cominciava un’altra, piena di incertezze e sfide, ma proprio per questo più affascinante che mai. Ora quel passaporto italiano mi è anche scaduto, e non so neppure se lo rinnoverò, in attesa di avviare le pratiche per ottenere quello con l’aquila imperiale degli Stati Uniti d’America.