due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 31

Curiosity, nuovo programma di scienza

Da qualche settimana sul Discovery Channel c’è una nuova trasmissione, intitolata Curiosity. Ogni puntata cerca di dare una risposta esaustiva (e corroborata dai fatti) ad una di quelle domande profonde che l’umanità si pone di tanto in tanto: esistono gli alieni? davvero Dio ha creato l’universo? come finirà il mondo? Questa settimana la domanda era se l’uomo può sperare di vivere in eterno, o per lo meno molto più a lungo di quello che ci si può aspettare oggi. Mi è venuto in mente un mio articolo in proposito, che vorrei riproporti. Leggi il resto di Curiosity, nuovo programma di scienza

La missione segreta di Steve Jobs

Il lunedì è già quasi finito? Lo stress continua ad accumularsi? Le vacanze di Natale sono ancora molto lontane? (benedetto sia colui ha inventato il Giorno del Ringraziamento, qui in America) Allora ti propongo questo video circolato negli scorsi giorni dopo la scomparsa dell’ex amministratore delegato della Apple, che solleva una legittima perplessità su quello che sia realmente accaduto. La musica di sottofondo non aiuta certo a liberarsi della tensione lavorativa, ma almeno il cervello per qualche minuto avrà altro a cui pensare 🙂 Buona visione. Leggi il resto di La missione segreta di Steve Jobs

La scuola di Don Milani 2.0

Tempo fa, ancora fresco d’immigrazione, mi divertivo ad elencare le differenze tra Stati Uniti e Belpaese sotto vari punti di vista, tra cui l’istruzione e la politica. Povero me, ero ancora pieno d’entusiasmo ed ovviamente non riuscivo che a vedere i lati positivi di ogni cosa. A quasi quattro anni di distanza dal giorno in cui ho varcato la dogana come residente, ho avuto modo di osservare la realtà più da vicino. Rendendomi conto che, probabilmente anche grazie a questa crisi che ci ha fatto risvegliare dal sogno americano, non è tutto rose e fiori neppure da questa parte dell’Atlantico.

Quello che però continua a fare la differenza tra Italia ed America è la voglia di provarci, di sperimentare, di far “sporcare le mani” agli studenti con tanta pratica (forse troppa) e poca teoria, di un sistema economico che investe nella ricerca e che retribuisce e coccola i propri cervelli, di un corpo docente carico del tipico ottimismo a stelle e strisce, non abbandonato al deprimente stato di fabbricanti di diplomi come i colleghi italiani. Tant’è che mentre qui abbiamo gli “indignados” di Wall Street, qualcuno scriveva che in Italia invece ci sono i “rassegnados” 🙂 Leggi il resto di La scuola di Don Milani 2.0

Dai un voto a quest’articolo

Qualche tempo fa, una mia assidua lettrice, volendo trovare modi alternativi di soddisfare l’istinto di rispondere ai commenti, mi ha proposto di aggiungere un meccanismo di voto che consentisse di “piacere” a la Facebook gli interventi degli altri. Un cuoricino, un Mi Piace, un pulsantino +1, qualsiasi cosa a cui i moderni network sociali ci hanno abituato. E proprio in questo contesto sembra cadere a fagiolo un recente articolo su Wired, dove appunto si analizzano le implicazioni sociali e comportamentali di tutti questi sistemi di valutazione a cui oramai siamo assuefatti. Articolo che mi ha fatto anche ricordare i bei tempi quando lavoravo in Italia e con il mio amico Matteo ci tuffavamo in brainstorming e discussioni filosofiche sulla rete. Erano i tempi in cui avevo coniato il termine bsociale, il bulimico sociale, l’opposto dell’asociale. Leggi il resto di Dai un voto a quest’articolo

In volo dopo tre anni

Caspita come “vola” il tempo: l’ultima volta che sono salito su un aereo è stato tre anni fa per andare prima a San Francisco e poi in Minnesota qualche settimana dopo, per due corsi di aggiornamento su un prodotto Oracle, che nel frattempo la dirigenza ha deciso di non usare più (evviva lo spreco di denaro pubblico). Fra qualche ora sarò dalle parti di Boston per seguire un workshop in tre puntate su tecniche della comunicazione, gestione di progetti (o project management, come dicono quelli che hanno studiato) e tant’altra bella fuffa che, sono certo, mi annoierà a morte.

Un corso che, ancora adesso che sto per imbarcarmi, non capisco perché non sia stato organizzato online. Nell’era della banda larga, delle teleconferenze, degli smartphone, ancora la gente deve salire su un aereo per fare un corso di aggiornamento? Come forse avrai intuito leggendo tra le righe, non è che sia particolarmente entusiasta di mettermi in viaggio: sarà la pigrizia che con l’età diventa sempre più predominante, sarà che con le mille cose da fare al lavoro, perdere tempo nella sala d’aspetto in aeroporto (dove non c’è neppure il wifi gratuito) non è il massimo. Volendo guardare ai lati positivi, da buon americano adottato quale ormai mi sento, questo viaggetto è stata l’occasione per prendere per la prima volta in assoluto un treno (da Penn Station all’aeroporto di Newark), e poi vedrò Boston che è, dopo San Francisco, la seconda città che amo dell’America. Ed ora vediamo se mi toccherà spogliarmi nudo al check-in. 

Torri gemelle, dieci anni dopo

Oggi mentre tutto il mondo commemora il decimo anniversario dell’undici settembre, vorrei fare alcune considerazioni in merito. Già in passato ho avuto modo di ripercorrere quei momenti e ciò che stavo facendo intorno alle 3 di pomeriggio, ora italiana.  Inclusa la corsa frenetica a visitare siti d’informazione per conoscere i dettagli: da allora Osama Bin Laden è diventato famoso al grande pubblico, mentre prima era uno “dei tanti” estremisti, ed i Talebani erano noti soltanto per aver deturpato le statue di Buddha da qualche parte nel mondo e per aver combattuto al fianco di Rambo (già, incredibile come la storia cambi le alleanze). Peccato che mentre la collettività piange le vittime delle Torri Gemelle, nessuno si sia ricordato un paio di settimane fa della Strage di Beslan, ad opera dei terroristi ceceni. Per i cui morti mi continuo a chiedere: esistono davvero quelli di serie A e quelli di serie B? Leggi il resto di Torri gemelle, dieci anni dopo

Le parole chiave dell’estate 2011

Classico appuntamento periodico con la lista delle ricerche più strampalate che hanno portato i visitatori da Google e soci fin su queste pagine. Sarà che oramai Facebook sta fagocitando molta della popolazione blogosferica di un tempo, sarà che giocare a Farmville è più facile che visitare un blog e mettere in funzione il proprio cervello, ma il calo si inizia a sentire in maniera sempre più evidente, ed è sempre più difficile scovare delle vere perle nella marea di ricerche comuni (tipicamente ricette di stagione) che trovo nelle mie statistiche. Ho cercato di fare il possibile per cernere quelle più valide. Tra parentesi quello che ho pensato dopo aver letto la frase. Leggi il resto di Le parole chiave dell’estate 2011

I contribuenti americani e la fica

Se leggendo il titolo hai pensato che con il caldo mi ha dato di volta il cervello, hai completamente sbagliato strada. Già, perché non è assolutamente di argomenti scurrili che voglio parlare in questo ferragosto uggioso americano. La curiosità di oggi arriva proprio dall’America. Alcune settimane fa davo un’occhiata alla mia busta paga, per vedere se Obama mi stava togliendo più tasse del solito, ed ho scoperto di star pagando i contributi per la FICA, Federal Insurance Contributions Act. Lo dice anche Wikipedia, non me lo sono inventato io. Vuoi mettere? Voi italiani pagate le tasse per l’INPS, ma io sono ben più contento di pagare quelle per la FICA! Suvvia, non c’è proprio paragone. Mi sarei trasferito qui solo solo per questa cosa!

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