Lavorando in un’università americana, nel settore delle tecnologie dell’informazione, ogni tanto qualcuno mi chiede quanto e se, con i chiari di luna a cui stiamo assistendo, conti ancora avere il “pezzo di carta”. Specialmente considerando che molti atenei, anche quelli pubblici, in America richiedono una retta media di 5000 dollari all’anno (ma anche l’Italia non scherza, mi sembra). Ha davvero senso passare (almeno) 5 anni della propria vita senza stipendio e senza poter accumulare l’esperienza che molti datori di lavoro oggi richiedono? Gli esperti sembrano divisi sulla questione e se da un lato c’è chi snocciola numeri che giustificano quest’investimento, all’angolo opposto del ring sembrano esserci argomentazioni altrettanto convincenti. Leggi il resto di Vale ancora la pena laurearsi?
Archivio degli articoli in salotto, pagina 31
Facebook, la stalla ed i clienti
Coraggio, oggi è Venerdì, o come dicono in America, TGIF! Per rendere la giornata meno pesante, eccoti una vignetta che avevo trovato in rete qualche mese fa e che stava prendendo polvere sul mio desktop.

Chiacchiere da… stalla
- Maiale 1: Non è fantastico? Non paghiamo nulla per la stalla!
- Maiale 2: Già, ed anche il cibo è gratis
- Sottotitolo: Facebook e te. Se non lo paghi, non sei il cliente. Sei il prodotto in vendita.
Attenzione alle bionde sull’aereo
Siamo a metà settimana, ed io fra qualche ora salirò nuovamente su di un aereo della JetBlue per andare a Boston e seguire la terza (e per fortuna ultima) parte del corso di aggiornamento per project manager a cui mi hanno iscritto. E così, per non lasciarti a bocca asciutta, ho ripescato una barzelletta in tema dal mio archivio. Sperando che non capiti a me la stessa cosa 🙂 C’è una bionda che s’imbarca su un aereo per Boston. Senza neppure leggere sul biglietto quale fila le è stata assegnata, si siede in prima classe, nel primo spazio libero che trova. Quando arriva l’effettivo proprietario del posto, trovandolo occupato, cerca di spiegare la cosa alla bella ragazza, che tutta impettita risponde “Sono bionda, sono bella, devo andare a Boston e da qui non mi alzo” Non sapendo che fare, il pover’uomo si rivolge ad un’assistente di volo. Ma la tipa ripete anche a lei “Sono bionda, sono bella, devo andare a Boston e da qui non mi alzo” Leggi il resto di Attenzione alle bionde sull’aereo
Iltuohosting rescinde unilateralmente il contratto
Nelle scorse settimane ho condotto un esperimento per migliorare ulteriormente i tempi di caricamento del mio blog personale. Separando il carico di lavoro tra due server “fisicamente” diversi. Così mentre il codice HTML continuava ad essere servito da Tophost, le immagini e gli altri contenuti statici arrivavano da uno spazio acquistato in promozione su Il Tuo Hosting. Ma da qualche giorno l’account mi è stato cancellato senza alcun preavviso. Per non aver rispettato le condizioni contrattuali di servizio, mi è stato detto più tardi in risposta ad una mia richiesta di chiarimenti. Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa. A non aver letto quella piccola clausola nelle condizioni contrattuali di servizio, secondo cui è vietato usare il proprio spazio solo come server di immagini. Quanti di noi, ammettiamolo, si leggono tutta la pappardella legale ogni volta che installano un nuovo programma sul computer? Non voglio giustificarmi, ma permettimi di fare un confronto tra Italia ed America. Leggi il resto di Iltuohosting rescinde unilateralmente il contratto
Curiosity, nuovo programma di scienza
Da qualche settimana sul Discovery Channel c’è una nuova trasmissione, intitolata Curiosity. Ogni puntata cerca di dare una risposta esaustiva (e corroborata dai fatti) ad una di quelle domande profonde che l’umanità si pone di tanto in tanto: esistono gli alieni? davvero Dio ha creato l’universo? come finirà il mondo? Questa settimana la domanda era se l’uomo può sperare di vivere in eterno, o per lo meno molto più a lungo di quello che ci si può aspettare oggi. Mi è venuto in mente un mio articolo in proposito, che vorrei riproporti. Leggi il resto di Curiosity, nuovo programma di scienza
La missione segreta di Steve Jobs
Il lunedì è già quasi finito? Lo stress continua ad accumularsi? Le vacanze di Natale sono ancora molto lontane? (benedetto sia colui ha inventato il Giorno del Ringraziamento, qui in America) Allora ti propongo questo video circolato negli scorsi giorni dopo la scomparsa dell’ex amministratore delegato della Apple, che solleva una legittima perplessità su quello che sia realmente accaduto. La musica di sottofondo non aiuta certo a liberarsi della tensione lavorativa, ma almeno il cervello per qualche minuto avrà altro a cui pensare 🙂 Buona visione. Leggi il resto di La missione segreta di Steve Jobs
La scuola di Don Milani 2.0
Tempo fa, ancora fresco d’immigrazione, mi divertivo ad elencare le differenze tra Stati Uniti e Belpaese sotto vari punti di vista, tra cui l’istruzione e la politica. Povero me, ero ancora pieno d’entusiasmo ed ovviamente non riuscivo che a vedere i lati positivi di ogni cosa. A quasi quattro anni di distanza dal giorno in cui ho varcato la dogana come residente, ho avuto modo di osservare la realtà più da vicino. Rendendomi conto che, probabilmente anche grazie a questa crisi che ci ha fatto risvegliare dal sogno americano, non è tutto rose e fiori neppure da questa parte dell’Atlantico.
Quello che però continua a fare la differenza tra Italia ed America è la voglia di provarci, di sperimentare, di far “sporcare le mani” agli studenti con tanta pratica (forse troppa) e poca teoria, di un sistema economico che investe nella ricerca e che retribuisce e coccola i propri cervelli, di un corpo docente carico del tipico ottimismo a stelle e strisce, non abbandonato al deprimente stato di fabbricanti di diplomi come i colleghi italiani. Tant’è che mentre qui abbiamo gli “indignados” di Wall Street, qualcuno scriveva che in Italia invece ci sono i “rassegnados” 🙂 Leggi il resto di La scuola di Don Milani 2.0
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Qualche tempo fa, una mia assidua lettrice, volendo trovare modi alternativi di soddisfare l’istinto di rispondere ai commenti, mi ha proposto di aggiungere un meccanismo di voto che consentisse di “piacere” a la Facebook gli interventi degli altri. Un cuoricino, un Mi Piace, un pulsantino +1, qualsiasi cosa a cui i moderni network sociali ci hanno abituato. E proprio in questo contesto sembra cadere a fagiolo un recente articolo su Wired, dove appunto si analizzano le implicazioni sociali e comportamentali di tutti questi sistemi di valutazione a cui oramai siamo assuefatti. Articolo che mi ha fatto anche ricordare i bei tempi quando lavoravo in Italia e con il mio amico Matteo ci tuffavamo in brainstorming e discussioni filosofiche sulla rete. Erano i tempi in cui avevo coniato il termine bsociale, il bulimico sociale, l’opposto dell’asociale. Leggi il resto di Dai un voto a quest’articolo