Una mia concittadina del paesello dove abito qui in America ha pubblicato, un paio di giorni fa, un’interessante lettera sul giornalino gratuito che ogni settimana ci viene distribuito. Una riflessione sulla morte di Bin Laden. Che affronta, senza volerlo, l’altra faccia della medaglia di post come questo. Ho deciso di tradurre quelle parole in Italiano e di ripubblicarle qui, per far capire quale sia il vero sentimento nel cuore di tanti Americani. Che non sono solo grassoni stupidi che s’ingozzano di hamburger McDonalds dalla mattina alla sera, come tanta propaganda vorrebbe farvi credere oltreoceano. Leggi il resto di Giusto per tornare su Bin Laden
Archivio degli articoli in salotto, pagina 33
Ipocrita chi s’indigna per i festeggiamenti
Stamattina aprendo i siti dei giornali italiani, la notizia campeggia a tutta pagina: Osama Bin Laden è morto, con tanto di foto (falsa!) orripilante del cadavere. L’uomo balzato agli onori della cronaca dieci anni fa come la mente dietro all’attacco alle Torri Gemelle è finalmente stato ucciso. Gli americani, per cui quest’uomo rappresentava l’incarnazione del male, gioiscono. Ed il resto del mondo s’indigna, perché la morte non è mai una cosa da festeggiare, dicono. La verità è che tutti invidiano gli americani, un popolo che sa ancora essere unito e compatto. Quando invece in Italia si litiga per tutto e vale la regola “ognuno per sé, Dio per tutti”… Leggi il resto di Ipocrita chi s’indigna per i festeggiamenti
I blog destinati a scomparire
Il sentimento di fondo che serpeggia nella blogosfera è che il “gioco” sia finito: mantenere un diario personale costa tempo e fatica, e la soddisfazione che se ne riceve non è più la stessa. Dieci anni fa dire di avere un blog poneva in una sfera elitaria di persone, aggiungeva una specie di status sociale al proprio nome e persino al curriculum. Oggi dire la stessa cosa fa sembrare “vecchi” e fuori moda. Perché adesso c’è Facebook, c’è Friendfeed, c’è Twitter, e chi non s’aggiorna è solo un dinosauro legato al passato. Finisce così che tanti stiano annunciando un cambio di strategia o semplicemente di sede (dal forum a Facebook).
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Ma l’Italia non ripudiava la guerra?
Una volta, da qualche parte, ricordo di aver letto una frase che faceva più o meno “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, ma non ricordo dove. Come dici? Si tratta dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana? Davvero? La stessa nazione che in questi giorni sta mandando i propri caccia scalcagnati a salutare dall’alto il signor Gheddafi? Okay, scherzi a parte, devo dire che quest’attacco lampo ha lasciato basito anche me. Ora, va bene che i francesi hanno dei conti in sospeso con il Colonnello, e che il tentativo di farlo fuori costò all’Italia un DC-9 abbattuto ed un sacco di gente morta, ma gli organismi internazionali creati proprio per evitare questo genere di situazioni, che fine hanno fatto? Tutta gente pagata per riscaldare poltrone. Peccato che nessuno si stia strappando i capelli come quando Bush attaccò l’Afghanistan, eppure mi pare proprio che ci siano molte similitudini.
Come nascono i virus per computer
Per l’angolo dell’umorismo, ti propongo oggi un video trovato su Facebook che solo i “nerd” come me possono capire, ma che usa un linguaggio grafico abbastanza comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Spiega, in un certo senso, come vengono creati i virus per computer, e cosa succede una volta che il sistema di controllo riesce a catturarli 🙂 Troppo spassoso…
L’intelligenza artificiale è già tra noi
Bellissima la serie di articoli pubblicati su Wired lo scorso mese, per analizzare le varie incarnazioni dell’intelligenza artificiale nella quale viviamo immersi. Quando si parla di questo tema, la mente corre subito ai film di Kubrick e Spielberg oppure ai giganteschi computer in grado di battere i più raffinati giocatori di scacchi. Molti sono convinti che il giorno in cui le macchine comanderanno il mondo in cui viviamo sia ancora ben lontano, e che la Skynet di Terminator sia soltanto un rigurgito della fantascienza più spregiudicata. Ed è qui che casca l’asino, direbbe qualcuno: come Wired dimostra nei suoi contributi, tutti i settori chiave del società moderna sono in mano ai computer, agli algoritmi, all’intelligenza artificiale. Si pensi alla finanza ad esempio: nel 2010 abbiamo assistito, in un paio di occasioni, ad inspiegabili crolli del mercato nel giro di 20 minuti, senza alcun apparente giustificato motivo. Un’indagine della commissione americana, mesi dopo, ha fatto luce sul mistero: particolari combinazioni di dati hanno fatto scattare le sentinelle elettroniche che oramai hanno sostituito i venditori urlanti di Piazza Affari. Algoritmi che hanno deciso di iniziare a vendere azioni. Altre “sentinelle”, accorgendosi di quest’inatteso comportamento, hanno sentito puzza di bruciato, ed hanno reagito di conseguenza vendendo anche loro, e così via. L’effetto a catena è stato fulmineo ed inarrestabile. Ora, pare, gli ordini saranno annullati e tutto ritornerà alla normalità. Leggi il resto di L’intelligenza artificiale è già tra noi
Siamo tutti schiavi e non lo sappiamo
Un mio lettore, Paolo, ha commentato qualche giorno fa un vecchio articolo che avevo scritto chiedendo lumi su cosa voglia dire la frase “immettere liquidità nel mercato” che sentiamo spesso in questi ultimi tempi. Nel suo commento segnalava un video su YouTube (in realtà una sequenza di tre video) che prova a spiegare cosa sono le banche, come nascono e dove hanno condotto la società moderna. Un breve documentario che fa venire i brividi e che mette nero su bianco un’amara verità: siamo tutti schiavi del sistema, lavoriamo per pagare un debito che non si potrà mai estinguere, per sua stessa natura. Grazie Paolo per aver condiviso. Leggi il resto di Siamo tutti schiavi e non lo sappiamo
Tutti chiacchiere e distintivo
Stamattina, mentre l’autobus è bloccato per un incidente causato dalla gente che non sa guidare quando nevica, leggo sul giornalino gratuito degli scontri in Yemen per mandare a casa il loro capo di Governo. Stando alle fonti della notizia, la gente era stufa del regime imposto dall’alto, ed ha preso spunto dai recenti focolai in Tunisia ed Egitto per intraprendere un’azione simile. Ora dico io, in Italia siete sempre a lamentarvi che Berlusconi di qua, Berlusconi di la, che non se ne può più e via dicendo. Beh, non sarebbe ora di prendere esempio da questi coraggiosi cittadini e fare una cosa simile nel Belpaese? Lo so, l’incitazione alla violenza non è mai una cosa buona, ma mi pare che tutti quelli che si lamentano, alla fine, s’accontentano di tirare avanti. Ci vuole la rivoluzione, per cambiare le cose. Come in Yemen, Tunisia ed Egitto.