Arrivare a fine mese con questa crisi, lo sanno anche i sassi, è diventato un traguardo sempre più difficile da raggiungere. Qui lo stipendio in genere viene pagato ogni due settimane, ma ciò non toglie che i soldi volino via dalla finestra con altrettanta facilità con cui arrivano sul conto corrente: la rata del mutuo, il blocchetto dei biglietti per l’autobus (che io compro a botte di 300 dollari alla volta), la riparazione imprevista, i bolli e l’assicurazione per la macchina… e via dicendo. Quello che non notiamo, però, è che tutte queste spese sono il costo che noi stessi abbiamo deciso di pagare per usufruire di certe comodità: sono, in altre parole, un effetto collaterale dello stile di vita che abbiamo voluto intraprendere. Volendo ridurre all’osso quest’emorragia di denaro, eccoti quattro scelte estreme per risparmiare. Leggi il resto di Scelte estreme per risparmiare soldi
Archivio degli articoli in salotto, pagina 28
Perché non posso avere schiavi francesi?
Nella navigazione annoiata di mezza estate, mi capita ogni tanto di imbattermi in pagine web dal contenuto curioso. Sul blog di Pietro Ichino, qualche anno fa, venne riportata la traduzione in italiano di una lettera scritta alla giornalista americana di fede ebraica ortodossa Laura Schlesinger, per ironizzare sulla sua posizione in fatto di omosessualità presentata in diverse trasmissioni radiofoniche e televisive. Un po’ come la nostra Binetti, volendo fare un paragone. Una missiva in cui si chiedono chiarimenti su come applicare, nella società contemporanea, i precetti del Libro del Levitico. Questo tomo della Bibbia, come forse saprai, rappresenta l’insieme di regole religiose e civili che Mosè avrebbe dato agli Ebrei durante il soggiorno nel deserto del Sinai. Gli ebrei ortodossi che conosco, ancora oggi rispettano buona parte di quei precetti, tra cui quello di non adoperare macchinari e non usare corrente elettrica tra la sera del venerdì e quella del sabato. E tu come stai messo in quanto a religione?
L’America arretrata che nessuno considera
L’altro giorno, mentre percorrevamo i 60 chilometri che separano casa nostra dal Jersey Shore, le spiagge con case da 5 milioni di dollari di cui tutti parlano, si chiacchierava con i nostri amici italiani delle contraddizioni di questo grande Paese che sono gli Stati Uniti. Mi è così venuto in mente una nota di Federico Rampini sul suo blog:
L’America dei cavi sospesi è paralizzata dai blackout. Ancora senza luce per il settimo giorno consecutivo quasi due milioni di abitanti nell’area di Washington e della costa atlantica, dopo i micidiali temporali della settimana scorsa. E l’America scopre di essere uno dei paesi più arretrati d’Occidente in fatto di interramento dei cavi: le sue città sono ancora oggi un groviglio di cavi penzolanti dai pali, i più vulnerabili alle intemperie.
Dal “bel” paese si scappa anche per amore
Il numero di articoli interessanti che trovo ogni mattina ad attendermi nel mio fido lettore RSS si assottiglia giorno dopo giorno. Molti parlano dei fatti propri (ma non sarebbe bene che questa gente se ne andasse su Facebook?), alcuni pubblicano foto piacevoli, ma senza raccontarne il “contorno” o la preparazione, altri ancora sono quasi spariti dalla blogosfera. Di tanto in tanto, però, spunta una perla di saggezza che vale la pena leggere tutto d’un fiato. Che il tema dell’emigrazione dall’Italia mi sia caro, non è un segreto. Su questo blog sono nate varie animate discussioni in merito, ma non avevo mai pensato a guardare le cose dal punto di vista discusso nell’articolo che ho scovato oggi: si scappa per amore della propria anima gemella. Esattamente com’è successo a me quattro anni e mezzo fa. Leggi il resto di Dal “bel” paese si scappa anche per amore
Se i browser fossero ragazze
Al lavoro mi hanno comprato due dischi da 1 terabyte per consentirmi di aggiornare il mio computer, e tenere i dati un po’ più al sicuro grazie alla configurazione RAID supportata dalla scheda madre. Così l’altro giorno ne ho approfittato per installare Windows 7 da zero, e fare un po’ di pulizia nella giungla di applicazioni che avevo aggiunto in questi anni. Quando è arrivato il momento di Internet Explorer, alla fine dell’aggiornamento la pagina di benvenuto si è aperta su un sito divertente, non a caso intitolato Il browser che amavi odiare, dove il reparto marketing di Microsoft raccoglie curiosità e pettegolezzi su Internet Explorer. Una in particolare mi ha colpito, se non altro perché mi sembra centrare lo stato attuale dei fatti, specialmente su Firefox e Opera. Se non capisci l’umorismo inglese, chiedi pure nei commenti. Leggi il resto di Se i browser fossero ragazze
Facebook non aiuta a trovare un lavoro
Si avvicina il tempo degli esami di maturità, e per coloro che non intendono continuare gli studi iscrivendosi all’università, anche il tempo di iniziare a guardarsi in giro per trovare un lavoro. Così, mentre leggevo quest’articolo sul Corriere, ho pensato a come i cosiddetti social network spesso possano remare contro, quando si tratta di presentare il proprio profilo all’azienda che potrebbe assumerci. Siamo onesti: trovare un lavoro, nell’era di Internet, è un compito completamente diverso rispetto ad una quindicina d’anni fa, quando bisognava fare il pellegrinaggio tra agenzie interinali (ricordo ancora il mio primo colloquio in assoluto alla sede di Adecco del paese in cui abitavo) e centri per l’impiego. Oggi bastano pochi click per accedere a sterminate basi di dati piene di offerte di ogni tipo, per ogni esigenza, ed in ogni possibile angolo del mondo. La facilità di accesso alle informazioni, comunque, con l’avvento degli strumenti sociali, è diventata reciproca, consentendo ai datori di lavoro di “spiare” i candidati e valutarne l’affidabilità e le capacità. Tecnicamente per sempre, come dice il garante. Ecco alcuni consigli per evitare che questi strumenti pregiudichino la nostra corsa al posto fisso. Leggi il resto di Facebook non aiuta a trovare un lavoro
Ma non vi manca nemmeno un po’?
Ogni tanto mi diverto a sfogliare l’archivio di questo blog, per ripescare qualche perla del passato e riproporla ai miei lettori. Ieri sono “inciampato” in questa foto, che avevo preso dal Corriere della Sera nel 2009. Ed ho pensato a quante cose siano cambiate nel Belpaese da quell’incontro tra l’abbronzato ed il Silvione nazionale. Un’epoca è finita, ed una nuova e più incerta è cominciata. E non si ride più come allora…

Le energie rinnovabili hanno fatto cilecca?
Qualche anno fa l’opinione pubblica sembrava stregata dalla moda del momento, le energie rinnovabili. Erano i tempi in cui il petrolio era schizzato oltre i 150 dollari al barile, e varie materie prime adeguavano i prezzi all’andamento del mercato. Un recente articolo di Wired ha fatto il punto della situazione, ripercorrendo la tormentata vicenda di Solyndra, uno dei colossi americani dell’energia pulita che, apparentemente in maniera inspiegabile, è collassato su se stesso nel giro di un paio d’anni. Il modello di business alle spalle sembrava solido: un nuovo modulo fotovoltaico cilindrico, in grado di massimizzare l’assorbimento di energia dal sole nelle condizioni più disparate, grazie all’uso di un nuovo materiale più economico (almeno all’epoca) dei cristalli di silicio comunemente usati in quest’industra. Leggi il resto di Le energie rinnovabili hanno fatto cilecca?