due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 28

Le classi scolastiche al contrario

Visto che il nuovo anno scolastico è iniziato da qualche giorno, quale occasione migliore per prendere spunto da un esperimento condotto vari anni fa da due insegnanti di un liceo in Colorado, Aaron Sams e Jonathan Bergmann. L’idea alla base del loro approccio era abbastanza intuitiva: gli studenti hanno maggiormente bisogno dell’aiuto del professore quando fanno i compiti, non quando ascoltano la lezione. Sfruttando le moderne tecnologie a disposizione, crearono dei video delle lezioni che i ragazzi guardavano comodamente a casa propria, con la possibilità tra l’altro di tornare indietro se non capivano un passaggio, senza l’imbarazzo di fermare la lezione in classe, ed annoiare gli altri. Il giorno dopo, i compiti si facevano in classe, sfruttando una positiva interazione di gruppo e dedicando il tempo a forme più attive di apprendimento. Con il tempo, questa tecnica prese il nome di flipped classroom (ovvero classe al contrario). Leggi il resto di Le classi scolastiche al contrario

Ground zero, undici anni dopo

Da qualche anno è diventata mia consuetudine ricordare l’attacco alle Torri Gemelle con alcune considerazioni su morti di serie A e quelli di serie B. Già in passato ho avuto modo di ripercorrere quei momenti e ciò che stavo facendo intorno alle 3 di pomeriggio, ora italiana.  Osama Bin Laden ce lo saremo pur tolti di mezzo, ma lo scontro tra civiltà è ancora in atto, e sembra non essersi mai interrotto dai tempi delle Crociate cristiane. Ed i Talebani, che prima dell’11 settembre erano noti soltanto per aver deturpato le statue di Buddha da qualche parte nel mondo e per aver combattuto al fianco di Rambo (già, incredibile come la storia cambi le alleanze), sono diventati il nostro peggior nemico. Peccato che mentre la collettività piange le vittime delle Torri Gemelle, nessuno si sia ricordato un paio di settimane fa della Strage di Beslan, ad opera dei terroristi ceceni. Leggi il resto di Ground zero, undici anni dopo

Sei milioni di euro sul tuo conto corrente

A volte sembra che certe cose capitino soltanto nei filmoni esagerati all’americana, ma ci sono situazioni in cui la realtà supera la finzione. Come nel caso accaduto ad un benzinaio della Nuova Zelanda qualche anno fa. Un uomo “ordinario” che un giorno si reca in banca per richiedere un prestito da 60.000 euro, nulla di eccezionale insomma. Tutto cambia nel momento in cui sul conto corrente dell’uomo appare la cifra di 6 milioni (e che sarà mai, qualche zero in più…), evidentemente per un errore della banca. Il tizio non ci pensa due volte, e dopo aver trasferito in tutta fretta circa 4 milioni verso banche cinesi e di Hong Kong, espatria con la famiglia facendo perdere le sue tracce. Peccato che qualche settimana fa la polizia l’ha arrestato non appena ha rimesso piede in Nuova Zelanda per rinnovare il passaporto della figlia. Stroncando la carriera del cosiddetto milionario per caso. Allora ti chiedo: tu cosa faresti se ti trovassi in una situazione analoga?

La prossima specie è già tra noi

Le olimpiadi sono finite da un pezzo ormai, ma nel mio mucchietto di argomenti da affrontare ce n’è ancora uno che riguarda, almeno indirettamente, la competizione sportiva più famosa del mondo. Qualche anno fa ho avuto modo di guardare l’interessante intervento di Juan Enriquez alla conferenza TED. Oggetto della mezz’ora di monologo: quale sarà il prossimo passo nell’evoluzione della nostra specie? Ne avevo già parlato, e quelle riflessioni mi sono tornate in mente guardando Oscar Pistorius, il corridore con le protesi alle gambe, gareggiare fianco a fianco con persone normodotate. Le parole di Darwin, in tale contesto, sembrano particolarmente azzeccate: la specie che avrà il pieno controllo sulla propria evoluzione, sarà la specie che dominerà il mondo. Ruberemo alla natura ciò che per milioni di anni, da quando la vita è comparsa sul nostro piccolo pianeta, è stata una sua prerogativa. Leggi il resto di La prossima specie è già tra noi

Scelte estreme per risparmiare soldi

Arrivare a fine mese con questa crisi, lo sanno anche i sassi, è diventato un traguardo sempre più difficile da raggiungere. Qui lo stipendio in genere viene pagato ogni due settimane, ma ciò non toglie che i soldi volino via dalla finestra con altrettanta facilità con cui arrivano sul conto corrente: la rata del mutuo, il blocchetto dei biglietti per l’autobus (che io compro a botte di 300 dollari alla volta), la riparazione imprevista, i bolli e l’assicurazione per la macchina… e via dicendo. Quello che non notiamo, però, è che tutte queste spese sono il costo che noi stessi abbiamo deciso di pagare per usufruire di certe comodità: sono, in altre parole, un effetto collaterale dello stile di vita che abbiamo voluto intraprendere. Volendo ridurre all’osso quest’emorragia di denaro, eccoti quattro scelte estreme per risparmiare. Leggi il resto di Scelte estreme per risparmiare soldi

Perché non posso avere schiavi francesi?

Nella navigazione annoiata di mezza estate, mi capita ogni tanto di imbattermi in pagine web dal contenuto curioso. Sul blog di Pietro Ichino, qualche anno fa, venne riportata la traduzione in italiano di una lettera scritta alla giornalista americana di fede ebraica ortodossa Laura Schlesinger, per ironizzare sulla sua posizione in fatto di omosessualità presentata in diverse trasmissioni radiofoniche e televisive. Un po’ come la nostra Binetti, volendo fare un paragone. Una missiva in cui si chiedono chiarimenti su come applicare, nella società contemporanea, i precetti del Libro del Levitico. Questo tomo della Bibbia, come forse saprai, rappresenta l’insieme di regole religiose e civili che Mosè avrebbe dato agli Ebrei durante il soggiorno nel deserto del Sinai. Gli ebrei ortodossi che conosco, ancora oggi rispettano buona parte di quei precetti, tra cui quello di non adoperare macchinari e non usare corrente elettrica tra la sera del venerdì e quella del sabato. E tu come stai messo in quanto a religione?

L’America arretrata che nessuno considera

L’altro giorno, mentre percorrevamo i 60 chilometri che separano casa nostra dal Jersey Shore, le spiagge con case da 5 milioni di dollari di cui tutti parlano, si chiacchierava con i nostri amici italiani delle contraddizioni di questo grande Paese che sono gli Stati Uniti. Mi è così venuto in mente una nota di Federico Rampini sul suo blog:

L’America dei cavi sospesi è paralizzata dai blackout. Ancora senza luce per il settimo giorno consecutivo quasi due milioni di abitanti nell’area di Washington e della costa atlantica, dopo i micidiali temporali della settimana scorsa. E l’America scopre di essere uno dei paesi più arretrati d’Occidente in fatto di interramento dei cavi: le sue città sono ancora oggi un groviglio di cavi penzolanti dai pali, i più vulnerabili alle intemperie.

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Dal “bel” paese si scappa anche per amore

Il numero di articoli interessanti che trovo ogni mattina ad attendermi nel mio fido lettore RSS si assottiglia giorno dopo giorno. Molti parlano dei fatti propri (ma non sarebbe bene che questa gente se ne andasse su Facebook?), alcuni pubblicano foto piacevoli, ma senza raccontarne il “contorno” o la preparazione, altri ancora sono quasi spariti dalla blogosfera. Di tanto in tanto, però, spunta una perla di saggezza che vale la pena leggere tutto d’un fiato. Che il tema dell’emigrazione dall’Italia mi sia caro, non è un segreto. Su questo blog sono nate varie animate discussioni in merito, ma non avevo mai pensato a guardare le cose dal punto di vista discusso nell’articolo che ho scovato oggi: si scappa per amore della propria anima gemella. Esattamente com’è successo a me quattro anni e mezzo fa. Leggi il resto di Dal “bel” paese si scappa anche per amore

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