due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 26

I robot ci stanno già rimpiazzando

Sono rimasto abbastanza sorpreso quando un paio di giorni fa, tra gli articoli nel mio lettore RSS, ne ho scovato uno di Davide che accennava al ruolo della robotica e dell’automazione in genere sul futuro dell’umanità. Sorpreso perché stavo lavorando ad un intervento simile per il mio blog. Da buon letterato e studioso delle grandi menti, lui prende la piega filosofica della questione, mentre a me interessano più i risvolti tecnologici e prosaici. Già in passato ho avuto modo di affrontare l’argomento, scatenando in genere reazioni disgustate o scettiche dei lettori, e stavolta lo spunto mi viene da un recente articolo di Wired (che molti continuano a sconsigliarmi di leggere per la scarsa qualità, ma che io trovo illuminante e geniale ad ogni uscita). Sono proprio curioso di vedere come si animerà la discussione stavolta. Leggi il resto di I robot ci stanno già rimpiazzando

Il mondo è ancora qui

A giudicare dal vento terribile e dalla pioggia di stamattina, sembrava proprio che il mondo fosse giunto al capolinea. Invece siamo ancora qui, come cantava anche Baglioni tanti anni fa, ed il gran finale non si è verificato. Eppure ci credevano talmente tante persone che persino la Casa Bianca ha dovuto rilasciare un comunicato ufficiale smentendo le voci circolate negli scorsi mesi. Suppongo che questa gente adesso stia correndo a fare gli acquisti natalizi dell’ultima ora, quindi c’è da aspettarsi un sacco di cravatte in regalo, quest’anno. Scherzi a parte, con l’avvicinarsi delle festività, come da mia tradizione, arriva il momento di tirare le somme dell’anno appena trascorso. Un anno da dimenticare per molti versi, a partire dai recenti eventi del Connecticut, passando per il Superuragano Sandy, e per la bufera economica che ha visto l’Europa sull’orlo del dissolvimento. Leggi il resto di Il mondo è ancora qui

Il diritto costituzionale di avere armi

Siamo ancora sotto shock per quello che è successo la scorsa settimana in Connecticut, dove un pazzo squilibrato ha fatto irruzione in una scuola elementare ammazzando a sangue freddo una ventina di bambini e le loro maestre. Non ci sono parole per descrivere la sensazione di impotenza e di rancore che ci si sente addosso, specialmente quando la dinamica dei fatti può ricondursi ad un ragazzo autistico nel cui cervello qualcosa deve essere andato davvero storto, per fargli fare quello che ha fatto. Chiaramente subito i riflettori dell’opinione pubblica sono stati puntati sulla semplicità con cui in America è possibile ottenere un’arma da fuoco, e favorevoli e contrari hanno subito animato il solito circo dei dibattiti. Ma fintanto che la costituzione americana (nello specifico il secondo emendamento) garantirà il diritto sacrosanto di avere armi, ci sarà poco da fare. Leggi il resto di Il diritto costituzionale di avere armi

Un grattacielo in quindici giorni

La notizia è vecchia di circa un anno, ma il fatto che i cinesi siano riusciti ad inventare una tecnologia che consente loro di costruire un grattacielo di trenta piani in 360 ore, ancora adesso, per me ha dello sbalorditivo. E dimostra ancora una volta come il destino dell’occidente del mondo sia oramai inevitabilmente segnato: un declino che mi piace paragonare a quello dell’impero romano, che sparì dopo una lunga agonia nel 476, come ci ricorda Wikipedia. In quel caso l’invasione e l’infiltrazione delle culture arrivò dalle popolazioni germaniche, nel nostro caso si tratta dei cinesi. Come altro giudicare un divario che vede da un lato l’Italia che parla del ponte sullo stretto da quando io andavo alle elementari, o l’America che lascia al buio la propria gente per 15 giorni a causa di un’infrastruttura elettrica fatiscente, e dall’altro l’intraprendenza asiatica che riesce ad investire e pensare fuori dagli schemi? Leggi il resto di Un grattacielo in quindici giorni

Gli adesivi sui paraurti americani

Mancano ancora tre settimane alle vacanze, lo stress per la caccia al regalo perfetto aumenta, domani esce persino il rapporto del Censis sullo stato del Paese: insomma i motivi per essere giù di tono certo non mancano 🙂 Ecco allora il buon camu pronto a sollevarti il morale con un elenco di frasi prese dagli adesivi che la gente attacca sui paraurti qui in America. Questa è una delle poche cose che ancora il Belpaese mi pare non abbia importato dalla Nazione a stelle e strisce, ma che da queste parti è veramente popolare. Un modo simpatico per comunicare il proprio pensiero a chi ci segue mentre si guida. In questi cinque anni di permanenza sul suolo americano ne ho visti di tutti i tipi, e sono la concretizzazione di quella libertà di espressione tanto cara agli americani. Leggi il resto di Gli adesivi sui paraurti americani

Alla scoperta dei fiori di bach

Una nostra amica ci ha recentemente fatto scoprire la terapia dei fiori di Bach, come rimedio alternativo e totalmente naturale alle classiche medicine che s’ingurgitano quotidianamente per curare questo o quell’acciacco. Personalmente ero all’inizio alquanto scettico (da cocciuto uomo di scienza), ma sto pian piano cambiando idea sulla loro efficacia. Perché la verità è che per quanto siamo bravi ad andare su Marte ed ai confini del sistema solare, ad inventare dispositivi ultracompatti e tutto il resto, ancora non sappiamo praticamente nulla del nostro cervello, e delle interazioni con il nostro corpo. Se la medicina avesse fatto gli stessi passi da gigante della telefonia nell’arco degli ultimi 40 anni, adesso staremmo usando il piccolo scanner di Star Trek per valutare lo stato di salute delle persone, invece che ricorrere a metodi del secolo scorso per cercare aghi in un pagliaio. Dunque nessuno, ad oggi, può certificare la validità di un farmaco o l’inutilità di un estratto di Bach: entrambi gli approcci hanno uguale diritto d’esistere e funzionano, per quanto ne sappiamo. Leggi il resto di Alla scoperta dei fiori di bach

Mcmxc a.d., ritorno alle origini

Da qualche settimana ho riscoperto il mio vecchio account su Last.fm, il servizio gratuito di radio online che all’epoca della tesi usavo come sottofondo musicale per concentrarmi meglio durante le intense sessioni di scrittura. Stamattina sull’autobus riflettevo sulla quasi totale assenza (o sulla mia inettitudine a reperire) su iTunes di podcast musicali che valga la pena ascoltare. Così mi sono chiesto se fosse possibile avere a portata di mano sul proprio dispositivo mobile le stazioni radio di Last.fm. E mentre scandagliavo la rete in cerca di soluzioni, sono inciampato (gli americani direbbero stumbled upon) in una vecchia canzone di Robert Miles, con la quale all’epoca ho consumato intere cassette con il mio Walkman 🙂 Già, perché forse non lo sai, ma dietro il ragazzo quieto e tranquillo con il mento appoggiato sui gomiti, si nasconde un grande fan della musica unz unz, del programma pomeridiano di Albertino su Radio Deejay (chissà se lo fanno ancora), degli Enigma e di Enya. Leggi il resto di Mcmxc a.d., ritorno alle origini

8034 chilometri di differenza

Spero Dario non me ne voglia se copio pari pari il titolo di un suo recente post. In cui mette a confronto due sistemi scolastici, due filosofie di pensiero, due culture: quella di Caivano, piccola comunità a 14 chilometri da Napoli, e quella di Kenosha, ridente paesino ad un centinaio di chilometri da Chicago. Una lunga ed articolata riflessione che m’ha ricordato un commento che Giglio ha lasciato qualche giorno fa su queste pagine, in risposta ad una mia riflessione sulla legislazione italiana che regola il diritto di cittadinanza nel Belpaese. Non metto in dubbio che in Italia “la situazione non sarà rosea, ma neanche così disastrata” come la descrivevo io, e che esistono tante realtà diverse, ognuna con i propri lati positivi e negativi.

Ma quelli che la stampa racconta, sebbene siano da considerare casi estremi, sono comunque tristemente veri, e non degni di un Paese che si vanta di essere una delle potenze più importanti del mondo. D’accordo, anche qui escono storie di sparatorie di studenti, ma poi leggo questi racconti da un’America che la stampa invece non racconta mai, e mi rendo conto di quanto siano lunghi 8034 chilometri.

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