L’incarico a Bersani è ancora caldo di assegnazione, e già i giornali parlano di cosa succederà quando il capo del Partito Democratico salirà al Quirinale per annunciare al Presidente della Repubblica che non ha una maggioranza per formare un governo stabile. Qualcuno dice che si ripeterà un’esperienza come quella del governo Ciampi, qualcosa in grado di reggere circa un altro anno, giusto il tempo di fare la riforma elettorale e mantenere gli accordi con l’Europa. E qui le domande mi sorgono spontanee: ma cos’ha esattamente che non va, questa legge elettorale? E quale sarebbe la soluzione? Così ho deciso di rivolgermi ai miei lettori sempre informati ed attenti a tutto, per chiedere lumi. Immagina di star parlando con un vero ignorante in materia, e di voler spiegare con parole semplici ed analogie i meccanismi che si mettono in moto dopo che la scheda finisce nell’urna. In realtà per la seconda domanda, con il suocero abbiamo già risposto: basta istituire il premio di maggioranza anche al Senato, no?
Archivio degli articoli in salotto, pagina 26
Troppo poco, troppo tardi
In questi giorni ho letto credo ogni possibile opinione sulle conseguenze del risultato elettorale in Italia. Dallo scetticismo internazionale (con punte notevoli come quella tedesca) alle varie diatribe interne su chi sarà il capo del governo, su quanto durerà questa legislatura, e se davvero Grillo riuscirà ad innescare la scintilla del cambiamento all’interno dei palazzi della politica. Il mio parere, in tutto questo, è riassunto egregiamente dalle parole di Alain De Carolis:
Badate bene una cosa: la mia opinione é che nonostante tutti gli sforzi ed i buoni propositi il M5S non riuscirà assolutamente a sistemare niente in Italia. Come direbbero qui: “too little, too late”. E’ troppo tardi per correre ai ripari: le cose non andranno meglio, anzi andranno molto peggio di ora. La ricchezza che fino a questi anni ci ha accompagnato non é un dono divino, non ci arriva perché siamo predestinati al successo. Tutt’altro! Essa é stata la somma di sforzi, di battaglie, di fortune ed intelligenze che si sono susseguite nei secoli: fango e sudore, lacrime e sangue. Costruire é stato arduo e ha richiesto vite intere, per distruggere invece é bastato un soffio…
La costituzione non è intoccabile
Un po’ come i cicli di alta e bassa marea, tornano di tanto in tanto su entrambe le sponde dell’Atlantico le proposte di riforma della Costituzione nazionale: qui in America se ne parla ad esempio per quanto riguarda il diritto di possedere armi, mentre in Italia si è messo più volte in discussione l’articolo 18 oppure l’assetto dei poteri istituzionali, per trasformare l’Italia in una repubblica presidenziale. Il ritornello dei conservatori è sempre lo stesso: i “padri fondatori” o coloro che hanno partecipato alla stesura della carta costituzionale avevano visto giusto, ed il loro impianto non si può toccare, quasi fosse un sacrilegio. Più leggo le loro argomentazioni, più mi rendo conto di quanto sia vero il contrario. Leggi il resto di La costituzione non è intoccabile
In italia la vita inizia a 55 anni
Riprendo il titolo di un articolo di Stefano Quintarelli su il Post di qualche mese fa, per scrivere due righe su questa tornata elettorale che si appresta ad entrare nel vivo man mano che ci si avvicina al giorno fatidico. I lettori di vecchia data sanno benissimo che raramente tratto argomenti politici su questo blog, perché preferisco lasciare il segno nella grande piazza della rete con qualcosa di meno effimero, che possa tornare utile anche dopo 7 anni che è stato scritto. Ma avendo ricevuto alcune richieste di pronunciarmi sull’argomento, ho pensato di accontentarli gettando i miei due centesimi, come si dice in America, nel calderone della discussione. I più curiosi che vorrebbero conoscere su quale simbolo elettorale apporrò la mia crocetta, si accontentino solo di sapere che sono un fautore della rottamazione e convinto sostenitore di quanto detto dal Presidente della Repubblica a tal proposito: “La difficoltà del futuro dell’Italia è che l’Itala in passato ha pensato molto poco al suo futuro”. Leggi il resto di In italia la vita inizia a 55 anni
I robot ci stanno già rimpiazzando
Sono rimasto abbastanza sorpreso quando un paio di giorni fa, tra gli articoli nel mio lettore RSS, ne ho scovato uno di Davide che accennava al ruolo della robotica e dell’automazione in genere sul futuro dell’umanità. Sorpreso perché stavo lavorando ad un intervento simile per il mio blog. Da buon letterato e studioso delle grandi menti, lui prende la piega filosofica della questione, mentre a me interessano più i risvolti tecnologici e prosaici. Già in passato ho avuto modo di affrontare l’argomento, scatenando in genere reazioni disgustate o scettiche dei lettori, e stavolta lo spunto mi viene da un recente articolo di Wired (che molti continuano a sconsigliarmi di leggere per la scarsa qualità, ma che io trovo illuminante e geniale ad ogni uscita). Sono proprio curioso di vedere come si animerà la discussione stavolta. Leggi il resto di I robot ci stanno già rimpiazzando
Il mondo è ancora qui
A giudicare dal vento terribile e dalla pioggia di stamattina, sembrava proprio che il mondo fosse giunto al capolinea. Invece siamo ancora qui, come cantava anche Baglioni tanti anni fa, ed il gran finale non si è verificato. Eppure ci credevano talmente tante persone che persino la Casa Bianca ha dovuto rilasciare un comunicato ufficiale smentendo le voci circolate negli scorsi mesi. Suppongo che questa gente adesso stia correndo a fare gli acquisti natalizi dell’ultima ora, quindi c’è da aspettarsi un sacco di cravatte in regalo, quest’anno. Scherzi a parte, con l’avvicinarsi delle festività, come da mia tradizione, arriva il momento di tirare le somme dell’anno appena trascorso. Un anno da dimenticare per molti versi, a partire dai recenti eventi del Connecticut, passando per il Superuragano Sandy, e per la bufera economica che ha visto l’Europa sull’orlo del dissolvimento. Leggi il resto di Il mondo è ancora qui
Il diritto costituzionale di avere armi
Siamo ancora sotto shock per quello che è successo la scorsa settimana in Connecticut, dove un pazzo squilibrato ha fatto irruzione in una scuola elementare ammazzando a sangue freddo una ventina di bambini e le loro maestre. Non ci sono parole per descrivere la sensazione di impotenza e di rancore che ci si sente addosso, specialmente quando la dinamica dei fatti può ricondursi ad un ragazzo autistico nel cui cervello qualcosa deve essere andato davvero storto, per fargli fare quello che ha fatto. Chiaramente subito i riflettori dell’opinione pubblica sono stati puntati sulla semplicità con cui in America è possibile ottenere un’arma da fuoco, e favorevoli e contrari hanno subito animato il solito circo dei dibattiti. Ma fintanto che la costituzione americana (nello specifico il secondo emendamento) garantirà il diritto sacrosanto di avere armi, ci sarà poco da fare. Leggi il resto di Il diritto costituzionale di avere armi
Un grattacielo in quindici giorni
La notizia è vecchia di circa un anno, ma il fatto che i cinesi siano riusciti ad inventare una tecnologia che consente loro di costruire un grattacielo di trenta piani in 360 ore, ancora adesso, per me ha dello sbalorditivo. E dimostra ancora una volta come il destino dell’occidente del mondo sia oramai inevitabilmente segnato: un declino che mi piace paragonare a quello dell’impero romano, che sparì dopo una lunga agonia nel 476, come ci ricorda Wikipedia. In quel caso l’invasione e l’infiltrazione delle culture arrivò dalle popolazioni germaniche, nel nostro caso si tratta dei cinesi. Come altro giudicare un divario che vede da un lato l’Italia che parla del ponte sullo stretto da quando io andavo alle elementari, o l’America che lascia al buio la propria gente per 15 giorni a causa di un’infrastruttura elettrica fatiscente, e dall’altro l’intraprendenza asiatica che riesce ad investire e pensare fuori dagli schemi? Leggi il resto di Un grattacielo in quindici giorni