due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 27

Una vittoria agrodolce

Così pare che l’abbronzato sarà al timone della barca a stelle e strisce per altri 4 anni. Ieri sera sono andato a letto presto, era stata una giornataccia al lavoro, e non vedevo l’ora di hit the sack, come dicono gli americani. Verso le tre del mattino mi sono svegliato per svuotare la vescica ed ho buttato un’occhiata all’iPhone sul tavolo della cucina per sapere se c’erano novità. Era fatta: 303 grandi elettori per Obama, un centinaio in meno per Romney. Nel mio piccolo avevo contribuito anch’io, qualche ora prima, recandomi al seggio. Penso non dimenticherò mai l’emozione della prima volta, la fila verso la cabina, lo schermo con i pulsanti da pigiare (già, qui è tutto elettronico) accanto ai nomi dei candidati, la gentile e paziente vecchietta che spulciava il librone con tutti i nomi degli aventi diritto per quel seggio (una scuola proprio come si vede nei telefilm). Leggi il resto di Una vittoria agrodolce

Meno speranza, più incertezza

Quattro anni fa di questi tempi la parola HOPE (speranza) sotto il faccione Warholiano di Obama, campeggiava dappertutto. Espressione di un sentimento globale degli americani che auspicavano un radicale cambiamento rispetto alla politica di Bush che in otto anni di presidenza aveva portato il Paese sull’orlo di una… crisi di nervi, con gli attacchi dell’11 Settembre, pesanti guerre, ed una politica economica e fiscale che avrebbe innescato la bolla speculativa ed immobiliare da cui ancora oggi stiamo cercando di uscire. In questi quattro anni, Barack Obama ha messo in campo molte iniziative tipicamente democratiche, dando palate di soldi alla gente per far ripartire l’economia. Leggi il resto di Meno speranza, più incertezza

Italiano a gesti per stranieri

Forse non tutti sanno che gli italiani nel mondo sono famosi non soltanto per la pizza e per Berlusconi (sulla radio pubblica nazionale americana, ancora adesso, è spesso materia di discussione tra i comici), ma anche per il loro linguaggio dei segni articolato e particolare. Specialmente nei primi tempi in cui mi trovavo qui in America, ricordo che mentre per me era naturale gesticolare durante una discussione, per i miei interlocutori era una cosa curiosa ed evidentemente mai vista. Con il tempo ho imparato a tenere le mie mani sotto controllo, adeguandomi alle usanze locali, ma l’altro giorno ho passato qualche momento piacevole leggendo un post del blog dei Pinguini, scoperto da poco, tramite Dario. Leggi il resto di Italiano a gesti per stranieri

Cinque frasi che non ti fanno far carriera

L’altro giorno leggevo un articolo che elencava 10 frasi o parole che, dette in un contesto lavorativo, possono dipingerci negativamente e quindi tagliare le gambe ad un possibile avanzamento di carriera. Probabilmente un intervento più adatto alla cultura americana o giapponese, imperniate intorno al lavoro ed alla produttività, ma utile anche a qualche italiano che stia meditando di fare il grande passo. Già, perché per avere successo, spesso non basta essere bravi nel proprio mestiere, e dimostrare di intendersene: il quadro che dipingiamo di noi stessi quotidianamente con il nostro modo di esprimerci, può dare una cattiva impressione a chi può decidere delle nostre sorti lavorative. Mentre leggevo l’elenco, mi sono reso conto di commettere anch’io alcune delle infrazioni citate, ed ho avuto modo di riflettere su come migliorare quest’aspetto della mia comunicazione. Leggi il resto di Cinque frasi che non ti fanno far carriera

Le classi scolastiche al contrario

Visto che il nuovo anno scolastico è iniziato da qualche giorno, quale occasione migliore per prendere spunto da un esperimento condotto vari anni fa da due insegnanti di un liceo in Colorado, Aaron Sams e Jonathan Bergmann. L’idea alla base del loro approccio era abbastanza intuitiva: gli studenti hanno maggiormente bisogno dell’aiuto del professore quando fanno i compiti, non quando ascoltano la lezione. Sfruttando le moderne tecnologie a disposizione, crearono dei video delle lezioni che i ragazzi guardavano comodamente a casa propria, con la possibilità tra l’altro di tornare indietro se non capivano un passaggio, senza l’imbarazzo di fermare la lezione in classe, ed annoiare gli altri. Il giorno dopo, i compiti si facevano in classe, sfruttando una positiva interazione di gruppo e dedicando il tempo a forme più attive di apprendimento. Con il tempo, questa tecnica prese il nome di flipped classroom (ovvero classe al contrario). Leggi il resto di Le classi scolastiche al contrario

Ground zero, undici anni dopo

Da qualche anno è diventata mia consuetudine ricordare l’attacco alle Torri Gemelle con alcune considerazioni su morti di serie A e quelli di serie B. Già in passato ho avuto modo di ripercorrere quei momenti e ciò che stavo facendo intorno alle 3 di pomeriggio, ora italiana.  Osama Bin Laden ce lo saremo pur tolti di mezzo, ma lo scontro tra civiltà è ancora in atto, e sembra non essersi mai interrotto dai tempi delle Crociate cristiane. Ed i Talebani, che prima dell’11 settembre erano noti soltanto per aver deturpato le statue di Buddha da qualche parte nel mondo e per aver combattuto al fianco di Rambo (già, incredibile come la storia cambi le alleanze), sono diventati il nostro peggior nemico. Peccato che mentre la collettività piange le vittime delle Torri Gemelle, nessuno si sia ricordato un paio di settimane fa della Strage di Beslan, ad opera dei terroristi ceceni. Leggi il resto di Ground zero, undici anni dopo

Sei milioni di euro sul tuo conto corrente

A volte sembra che certe cose capitino soltanto nei filmoni esagerati all’americana, ma ci sono situazioni in cui la realtà supera la finzione. Come nel caso accaduto ad un benzinaio della Nuova Zelanda qualche anno fa. Un uomo “ordinario” che un giorno si reca in banca per richiedere un prestito da 60.000 euro, nulla di eccezionale insomma. Tutto cambia nel momento in cui sul conto corrente dell’uomo appare la cifra di 6 milioni (e che sarà mai, qualche zero in più…), evidentemente per un errore della banca. Il tizio non ci pensa due volte, e dopo aver trasferito in tutta fretta circa 4 milioni verso banche cinesi e di Hong Kong, espatria con la famiglia facendo perdere le sue tracce. Peccato che qualche settimana fa la polizia l’ha arrestato non appena ha rimesso piede in Nuova Zelanda per rinnovare il passaporto della figlia. Stroncando la carriera del cosiddetto milionario per caso. Allora ti chiedo: tu cosa faresti se ti trovassi in una situazione analoga?

La prossima specie è già tra noi

Le olimpiadi sono finite da un pezzo ormai, ma nel mio mucchietto di argomenti da affrontare ce n’è ancora uno che riguarda, almeno indirettamente, la competizione sportiva più famosa del mondo. Qualche anno fa ho avuto modo di guardare l’interessante intervento di Juan Enriquez alla conferenza TED. Oggetto della mezz’ora di monologo: quale sarà il prossimo passo nell’evoluzione della nostra specie? Ne avevo già parlato, e quelle riflessioni mi sono tornate in mente guardando Oscar Pistorius, il corridore con le protesi alle gambe, gareggiare fianco a fianco con persone normodotate. Le parole di Darwin, in tale contesto, sembrano particolarmente azzeccate: la specie che avrà il pieno controllo sulla propria evoluzione, sarà la specie che dominerà il mondo. Ruberemo alla natura ciò che per milioni di anni, da quando la vita è comparsa sul nostro piccolo pianeta, è stata una sua prerogativa. Leggi il resto di La prossima specie è già tra noi

Torna in cima alla pagina