due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 25

Non siete Charlie, e neppure io

Riprendo queste parole scritte da Fabrizio Casalino su Facebook ieri. Che condivido pienamente, specialmente quando sono gli Italiani a vantarsi di indossare i panni di Charlie.

Non siete Charlie. E neanche io. Charlie ha espresso idee profondamente libere, e offensive per altre religioni. Io no. Voi no. Voi siete quelli che si dichiarano laici e poi vanno a sposarsi in chiesa, perché mamma ci tiene. Voi siete quelli che non vanno a messa ma il figlio lo fanno battezzare, perché si fa così. E poi lo mandate a catechismo. O peggio, a messa ci andate. Non siete Charlie.  Né io né voi abbiamo la libertà di Charlie, o il suo coraggio. Noi viviamo in un paese in cui la libertà di espressione di Charlie non esiste. E se la pensate diversamente, se credete che in Italia esista la libertà di espressione, andate a vedervi le classifiche sulla libertà di stampa. Quello di Charlie, per cominciare, è un dramma che ha luogo in un paese laico. Il vostro paese non lo è. Se foste Charlie, avreste fatto qualcosa in questa direzione. Leggi il resto di Non siete Charlie, e neppure io

Ancora troppo poco, cari politici

In questi due anni di assenza dagli schermi blogosferici, qualcosa che non è cambiato per nulla in Italia è l’andamento della situazione politica. Nel lontano Marzo 2013 riprendevo le parole di Alain De Carolis per commentare il risultato elettorale che, in circa 24 mesi ha visto avvicendarsi Bersani, Letta ed infine Renzi alla guida del governo del Paese. Già all’epoca mi chiedevo come mai la gente si stracciasse le vesti per cambiare la legge elettorale in vigore, ed a quanto leggo, la politica non ha mosso un solo dito per adottarne una nuova. Mentre in America il prodotto interno lordo balza al cinque percento, la gente in Italia stenta ad arrivare alla fine del mese. E nei palazzi del potere cosa fanno? Pensano a litigare per l’elezione del nuovo capo dello Stato, o a difendere una riforma del lavoro dai propri stessi compagni di partito. Leggi il resto di Ancora troppo poco, cari politici

Lo spettro dell’undici settembre

Seriously? Questa è stata la prima parola che mi è passata per la testa quando mia moglie mi ha detto ieri sera degli attentati alla maratona di Boston. Ero stato fuori casa tutto il giorno per partecipare ad un convegno, con limitato accesso alla rete anche dal dispositivo mobile, quindi ero all’oscuro di tutto. Abbiamo guardato il telegiornale della sera, e cercato di capirne di più, ma ancora adesso sono tanti i dubbi rimasti senza risposta. Considerando poi che io a Boston dovrei andarci quest’estate per presentare il lavoro del mio gruppo ad una conferenza sullo sviluppo di applicazioni web (cosa che già non è che mi faccia fare i salti di gioia, vista la mia ritrosia a salire su un podio e parlare in inglese ad una platea di un migliaio di persone), ho adesso un motivo in più per star meno tranquillo 🙂 Di sicuro l’America sta attraversando un periodo di grande stress, evidentemente dovuto all’economia zoppicante, che lascia fermentare quell’odio e quel rancore che poi sfociano in queste tragedie inutili. Già, perché dopo che sono state ammazzate tre persone e ferite altre 130, vorrei capire cosa hanno risolto gli attentatori. La vita per questi vigliacchi rimarrà comunque miserabile.

Buona pasqua con l’uccelletto

Circa 6 anni fa pubblicai questo articolo per fare gli auguri di una serena Pasqua ai miei lettori in maniera divertente ed insolita. Con una poesia recitata da Andrea Bocelli durante una puntata di Viva Radio Due con Baldini e Fiorello (trasmissione radiofonica che mi svegliava la mattina, quand’ero in Italia). Oggi ho deciso di riproporlo a beneficio dei lettori che hanno cominciato a seguire questo piccolo spazio in epoche più recenti. Intanto noi ci prepariamo ad andare al supermercato per comprare tutti gli ingredienti del pranzo luculliano in programma per Domenica. Che sarà a base di focaccie ripiene all’agnello, pastiera napoletana e leccornie varie 😉 Leggi il resto di Buona pasqua con l’uccelletto

Qualcuno mi spiega la legge elettorale?

L’incarico a Bersani è ancora caldo di assegnazione, e già i giornali parlano di cosa succederà quando il capo del Partito Democratico salirà al Quirinale per annunciare al Presidente della Repubblica che non ha una maggioranza per formare un governo stabile. Qualcuno dice che si ripeterà un’esperienza come quella del governo Ciampi, qualcosa in grado di reggere circa un altro anno, giusto il tempo di fare la riforma elettorale e mantenere gli accordi con l’Europa. E qui le domande mi sorgono spontanee: ma cos’ha esattamente che non va, questa legge elettorale? E quale sarebbe la soluzione? Così ho deciso di rivolgermi ai miei lettori sempre informati ed attenti a tutto, per chiedere lumi. Immagina di star parlando con un vero ignorante in materia, e di voler spiegare con parole semplici ed analogie i meccanismi che si mettono in moto dopo che la scheda finisce nell’urna. In realtà per la seconda domanda, con il suocero abbiamo già risposto: basta istituire il premio di maggioranza anche al Senato, no?

Troppo poco, troppo tardi

In questi giorni ho letto credo ogni possibile opinione sulle conseguenze del risultato elettorale in Italia. Dallo scetticismo internazionale (con punte notevoli come quella tedesca) alle varie diatribe interne su chi sarà il capo del governo, su quanto durerà questa legislatura, e se davvero Grillo riuscirà ad innescare la scintilla del cambiamento all’interno dei palazzi della politica. Il mio parere, in tutto questo, è riassunto egregiamente dalle parole di Alain De Carolis:

Badate bene una cosa: la mia opinione é che nonostante tutti gli sforzi ed i buoni propositi il M5S non riuscirà assolutamente a sistemare niente in Italia. Come direbbero qui: “too little, too late”. E’ troppo tardi per correre ai ripari: le cose non andranno meglio, anzi andranno molto peggio di ora. La ricchezza che fino a questi anni ci ha accompagnato non é un dono divino, non ci arriva perché siamo predestinati al successo. Tutt’altro! Essa é stata la somma di sforzi, di battaglie, di fortune ed intelligenze che si sono susseguite nei secoli: fango e sudore, lacrime e sangue. Costruire é stato arduo e ha richiesto vite intere, per distruggere invece é bastato un soffio…

La costituzione non è intoccabile

Un po’ come i cicli di alta e bassa marea, tornano di tanto in tanto su entrambe le sponde dell’Atlantico le proposte di riforma della Costituzione nazionale: qui in America se ne parla ad esempio per quanto riguarda il diritto di possedere armi, mentre in Italia si è messo più volte in discussione l’articolo 18 oppure l’assetto dei poteri istituzionali, per trasformare l’Italia in una repubblica presidenziale. Il ritornello dei conservatori è sempre lo stesso: i “padri fondatori” o coloro che hanno partecipato alla stesura della carta costituzionale avevano visto giusto, ed il loro impianto non si può toccare, quasi fosse un sacrilegio. Più leggo le loro argomentazioni, più mi rendo conto di quanto sia vero il contrario. Leggi il resto di La costituzione non è intoccabile

In italia la vita inizia a 55 anni

Riprendo il titolo di un articolo di Stefano Quintarelli su il Post di qualche mese fa, per scrivere due righe su questa tornata elettorale che si appresta ad entrare nel vivo man mano che ci si avvicina al giorno fatidico. I lettori di vecchia data sanno benissimo che raramente tratto argomenti politici su questo blog, perché preferisco lasciare il segno nella grande piazza della rete con qualcosa di meno effimero, che possa tornare utile anche dopo 7 anni che è stato scritto. Ma avendo ricevuto alcune richieste di pronunciarmi sull’argomento, ho pensato di accontentarli gettando i miei due centesimi, come si dice in America, nel calderone della discussione. I più curiosi che vorrebbero conoscere su quale simbolo elettorale apporrò la mia crocetta, si accontentino solo di sapere che sono un fautore della rottamazione e convinto sostenitore di quanto detto dal Presidente della Repubblica a tal proposito: “La difficoltà del futuro dell’Italia è che l’Itala in passato ha pensato molto poco al suo futuro”. Leggi il resto di In italia la vita inizia a 55 anni

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