Leggevo oggi un articolo su come quasi un terzo dei giovani americani si dichiari non affiliato a nessuna religione. E così mi veniva da pensare alla mia esperienza personale in merito. Sin da piccolo, la religione cattolica è sempre stata parte integrante della mia vita. Vuoi perché all’epoca mia nonna era molto praticante e aveva piacere che i nipoti si coinvolgessero in un modo o nell’altro, vuoi perché la cultura siciliana nella quale sono cresciuto era ed è tuttora indivisibilmente legata alle tradizioni religiose tramandate da secoli. Basti pensare a come i meridionali abbiano esportato persino in America le processioni di santi e madonne, espandendole a vere e proprie feste popolari di folklore ed occasioni per incontrare i propri connazionali.
Dapprima furono gli anni da chierichetto e di partecipazione all’Azione Cattolica, di cui ho ancora piacevoli ricordi per le varie attività che svolgevamo durante l’anno. Ma finito quel periodo, imparai ad accettare passivamente il rito di andare a messa la domenica, di recitare a memoria tutti i passaggi e di eseguire la ripetitiva gestualità di contorno quasi come un automa. Mi mancava l’entusiasmo dell’oratorio, ed ogni volta che varcavo la soglia uscendo dalla chiesa, mi rendevo conto di non star portando con me nulla di nuovo: a stento avevo fatto attenzione all’omelia del prete, sempre vaga e raramente legata all’attualità, e dopo pochi minuti già non ricordavo neppure cosa avesse detto. La morale, era in fondo sempre la stessa: fate i bravi e non fate del male al prossimo. Leggi il resto di Una chiesa al passo con i tempi