due chiacchiere

Descrizione contestuale

Visto che la versione 2.1 di WordPress rende ancora più semplice ed immediato l’utilizzo dei campi personalizzati, mi sono deciso a sfruttarli anche nel mio tema. Grazie ai suggerimenti raccolti durante l’intervento di Simone Onofri al RomeCamp di qualche settimana fa, ho capito che è la semantica il passo successivo all’accessibilità, intesa in senso “stretto” come conformità del codice a determinate linee guida studiate dagli enti preposti. Progettare un sito che sia pulito, facile da navigare, adattabile alle esigenze degli utenti (disabili, ipovedenti, motori di ricerca), non basta: il contenitore privo di contenuti organizzati secondo una logica ben precisa, non serve a nulla. Come dico sempre io in questi casi, non è sufficiente che il sito sia bello, deve anche tornare utile a qualcuno.

Ecco allora che vengono in aiuto le informazioni semantiche, da associare ad ogni singola pagina: i cosiddetti meta tag, non visibili per chi naviga la pagina con un comune browser. Tra questi i più famosi sono certamente description e la keywords, usati un tempo dai motori di ricerca per migliorare l’indicizzazione dei siti. Finché qualcuno non iniziò ad adoperarle “illecitamente” inserendo parole tipo sex per farsi trovare anche da chi non cercava i suoi contenuti. Oggi il loro utilizzo per l’indicizzazione sembra molto minore, anche per l’avvento di tecniche più sofisticate per la descrizione semantica delle informazioni.

Sul mio blog avevo usato queste due opzioni, ma per tutte le pagine veniva mostrata la stessa frase e le stesse parole chiave. Insomma, non avevo pensato a “contestualizzare” tali informazioni. Poi Pasquale Popolizio mi ha illuminato, e così appena tornato a casa, mi sono messo al lavoro per cambiare questa cosa, sfruttando appunto la funzione di WordPress che consente di associare ad ogni articolo una o più stringhe di testo. Quando componi un articolo usando questo sistema di gestione, sotto l’area del contenuto c’è quella dei campi personalizzati. Io ne ho creati due, my_desc e my_keys, che poi uso nel tema in questo modo:

$myKeywords = get_post_meta($post->ID, "my_keys", true)

A questo punto posso stampare il valore di quella variabile in tutti i punti che ritengo opportuno. Dirai: bella noia, aggiungere altre informazioni per ogni intervento che si scrive. Si, posso essere d’accordo in parte: la vita si complica un pochino in questo modo, ma si tratta di scrivere pochi caratteri in più. Il vantaggio, d’altro canto, è maggiore: migliore indicizzazione, migliore contestualizzazione, possibilità per gli altri di arrivare più facilmente ai contenuti.

Commenti

  1. ninna_r ha detto:

    Ogni volta che leggo questi tuoi post mi sembro sempre più ignorante in materia…
    Mi servono ripetizioni di wordpress (visto che mi sta balenando in mente l’idea di abbandonare splinder)

  2. Matteo ha detto:

    Mi hai convinto: lo compro! 🙂
    Anzi, ne compro due. Qualsiasi cosa sia.

  3. Simone Onofri ha detto:

    Mi fa molto piacere che il BarCamp abbia fruttato in questo modo. Se vuoi possiamo continuare il discorso in maniera più approfondita e in ogni caso ti ricordo che la semantica non sono solo i meta (ma è comunque un buon inizio) ci sono anche dei plug-in semantici specifici per wordpress. Ma poi andiamo a parlare di RDF, FOAF e così via…

  4. P|xeL ha detto:

    Personalmente sto notando che il valore dei metatag sta diminuendo sempre più come peso per un motore di ricerca, immagino sia perché Google preferisce cercare il testo nella parte di documento “visibile” e dunque interessante per l’utilizzatore.
    Ciao,
    P|xeL

  5. camu ha detto:

    Rossella, ognuno è competente nel proprio settore… anche io quando leggo i tuoi dialoghi con Coscienza mi sento sempre più ignorante in materia, forse perché una coscienza non ce l’ho così chiacchierona eh eh. Riguardo al passaggio a WordPress il cambiamento rispetto alla piattaforma di Splinder non è indifferente, ti senti pronta ad affrontare questa nuova sfida?
    Matteo, da quando ti hanno fatto fare il saltino, non ti riconosco più… comunque te lo vendo ad un prezzo di favore, descrizioni contestuali nuove mai usate.
    Simone, tra l’altro ho ancora un paio di tuoi messaggi email a cui rispondere… comunque sì, l’argomento mi interessa molto. Riguardo alla possibilità di inserire una mappa del sito per Google in formato standard, ci sto lavorando: conosco i plugin a cui ti riferisci, ma volevo qualcosa di più personalizzato.

  6. ninna_r ha detto:

    La risposta alla tua domanda è no… Infatti sto rimandando da tempo…

    Devo trovarmi prima un’anima pia che mi spieghi come non perdere tre anni di blog… 😉

    PS: se vuoi ti mando la mia Coscienza… ma non so quanto poi sarai felice della cosa… 😛

  7. neon ha detto:

    Io per le keywords ho risolto usando un plugin per includere i tag nei post, si chiama UTW. La description al momento la uso uguale per tutto il sito ma pensavo di mettere le prime righe del post.

    I campi personalizzati li ho usati pochissimo, tendo a dimenticarmi della loro esistenza dato che sono nascosti (non ho ancora provato wordpress 2.1)

  8. PlacidaSignora ha detto:

    Io devo ancora capire bene il 2.0.7… ma sono abbastanza fiera di riuscire a postare tranquillamente su wordpress, dopo anni di splinder e ignoranza crassa in materia tecnica ;-*

  9. camu ha detto:

    Credo questo sia effettivamente uno dei pregi di questo sistema: l’intuitività di interazione, ovvero la facilità con cui si impara ad aggiungere un intervento o fare altre cose… conosco fior fiori di filosofi che poco avrebbero a che fare con l’informatica, eppure hanno imparato ad usare wordpress quasi meglio di me, forse perché non hanno l’occhio “tecnico” e quindi guardano le cose da un altro punto di vista!

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