due chiacchiere

Il circolo pickwick

Gli audiolibri, l’ho già detto un milione di volte, sono veramente comodi quando si vuole unire l’utile al dilettevole: riposare la vista, passare un po’ di tempo nel tragitto casa-lavoro (qui hanno un sostantivo così bello, commute, che manca in italiano), accrescere la propria cultura. Gli americani ovviamente hanno fatto un sito che vende praticamente solo quelli, mentre  per il panorama italiano manca un analogo servizio (sarebbe da farci un pensierino). Solo la Rai, con la trasmissione Il terzo anello, copre (molto parzialmente) questa lacuna. L’ultima opera che ho ascoltato è Il circolo Pickwich, di Charles Dickens.Il romanzo racconta di un gruppo di amici, capeggiati dal signor Pickwick, tutti membri dell’omonimo circolo da lui fondato. Un’associazione dedita allo studio della scienza e del mondo, delle relazioni sociali e dell’Inghilterra che si trasforma nel periodo della rivoluzione industriale. Il gruppo, nella pomposa apertura del libro, viene formato con atto ufficiale del circolo, nel quale se ne elencano i doveri e la missione. Il linguaggio volutamente pomposo e ricercato, fornisce quel tocco umoristico che rende Dickens unico nel suo genere.

Tra le scene che mi hanno più fatto sorridere, c’è quella della preparazione al duello tra il dottore offeso ed il signor Winkle. Una catena di malintesi che ironizza sulle presunte qualità atletiche del signor Winkle, il quale in realtà se la sta facendo sotto dalla paura. Ma che riesce a girare la frittata a suo favore, non appena se ne presenta l’occasione. Oppure quella della presunta dichiarazione di matrimonio di Pickwick alla sua padrona di casa, con conseguente processo per non aver mantenuto fede alla promessa fatta. Un quadretto divertente sul sistema giudiziario vigente all’epoca, fatto di avvocati pronti ad intentare causa a chiunque, pur di far soldi.

Credo di poter catalogare Il circolo Pickwick come “il più divertente” tra i romanzi che ho letto di recente: Il Piacere, Il ritratto di Dorian Gray, Guerra e Pace e Il fu Mattia Pascal. L’eroe di Dickens ha sempre un tratto comico che manca agli altri personaggi: la pacatezza tutta inglese di chi non si scompone neppure di fronte alle situazioni più drammatiche ed assurde, la freddezza di chi non perde la propria presenza di spirito neppure in prigione. Non so, ma in tutti gli altri non riesco a non vedere un velo di malinconia e rassegnazione.

Commenti

  1. gatta inviperita ha detto:

    guarda io non adoro gli audio-books. preferisco leggere di mio.

    ho tentato una votla di ascoltare un libro già letto, il risultato era deludente.

    credo che la magia che nasce in noi leggendo delle parole e frasi non potra mai essere sustituita o raggiunta da una voce non nostra e di immagini forzati che non ci appartengono.

    🙂

  2. gatta inviperita ha detto:

    ps: forte cosi il blog. potresti anche lasciarlo cosi…

    pps: al limite gli audio-books gli uso per addormentarmi…

  3. Emanuele ha detto:

    Bello Dickens. Bella la letteratura inglese… alle superiori mi piaceva molto più di quella italiana! 😉
    Ciao,
    Emanuele

  4. camu ha detto:

    @gatta inviperita: mah, io invece gli audiobook li trovo molto utili per riposare la vista. Per chi come me passa l’intera giornata davanti ad un monitor per lavoro, ha voglia di chiudere gli occhi, almeno finché non arriva a casa. Il mio autobus impiega un’oretta a portarmi a destinazione, e per gli occhi è una vera manna dal cielo, credimi.
    @Emanuele: Dovresti leggere D’Annunzio allora 😉

  5. luigi ha detto:

    Lo sto leggendo adesso. E’ un libro tipicamente inglese fatto di tante piccole storie e di osservazioni della società del tempo. A volte un pò stancante e si vede che usci a puntate per allungare il brodo e far guadagnare Dickens. Ma è un libro fatto di tante storie e quindi potrebbe andare avanti all’infinito. L’ho preso perché ho comprato un ebook e questi classici è facile trovarli gratis. Odio gli audiolibri, mi fanno venire sonno e perdo la trama del racconto.

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