due chiacchiere

Il fu Mattia Pascal

Ai tempi del liceo avevo snobbato la lettura dei classici: chi se ne importava di Pirandello, di Goldoni o di altri autori analoghi. C’erano letture più moderne, più vicine ai ragazzi, da esplorare grazie al loro linguaggio semplice e lineare. C’erano poi i fumetti, da Dylan Dog ai manga giapponesi. Poi sono cresciuto, ed ho riscoperto l’amore per i grandi libri della nostra letteratura: forse anche la lontananza dall’Italia ha contribuito. Ho appena finito Il fu Mattia Pascal, la storia di un povero sfigato che, pur ricevendo un trattamento di favore dalla sorte, non riesce ad approfittarne fino in fondo, ritrovandosi ogni volta con un pugno di mosche in mano.

Non ti svelerò la trama, in fondo per quello c’è Wikipedia apposta, no? Però posso dirti che il linguaggio è semplice e scorrevole, abbastanza per far assaporare le vicende del povero Mattia anche a chi è poco allitterato (si dice così?). Quello che mi ha più colpito è la leggerezza del protagonista nel prendere le decisioni: un giorno parte per Montecarlo, un giorno si ritrova a Roma, inquilino di una famiglia di squilibrati. Non ha pace, il povero Mattia, e non riesce mai a prendere di petto le situazioni che il destino gli offre. Sempre schivo, fin troppo pensieroso, mi ricorda un po’ il me stesso di qualche anno fa.

Commenti

  1. zardo ha detto:

    Io l’ho letto ai tempi delle scuole superiori e mi ricordo che mi era piaciuto; mi ricordo la trama a grandi linee, ma non escludo che un giorno o l’altro potrei rileggerlo.

    Comunque mi sa che allitterato non era la parola che stavi cercando. 😉

  2. camu ha detto:

    Si infatti, anche io penso che non fosse “allitterato” la parola giusta 🙂 Comunque è davvero un bel libro, molto attuale in tanti episodi narrati…

  3. cucciola ha detto:

    la prof me l’ha dato da leggere ma io non ci penso per niente ed ora cerco una recensione da poter copiare… baci

  4. camu ha detto:

    Cucciola, se proprio non vuoi leggerlo, puoi scaricare (legalmente) la versione audiolibro, così magari lo ascolti la sera prima di andare a dormire, o durante la corsetta al parco. Senza bisogno di portarsi grossi libri appresso… Copiare dagli altri ti toglierà la fatica di pensare con la tua testa, ma è proprio questo che la prof voleva farvi fare: siamo troppo abituati a pensare con la testa degli altri!

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