due chiacchiere

L’americano, con George Clooney

Qualche tempo fa avevo letto di un film realizzato per promuovere i territori colpiti dal terremoto d’Abruzzo: the American. Spinto dalla curiosità, ho deciso di noleggiarlo, anche per capire se quelli che in rete ne parlavano “male” avessero ragione o meno. C’è da dire che i film con Clooney sono spesso diversi dal solito, suppongo per volontà dell’attore, che accetta soltanto parti dove si parla poco e si lascia molto spazio all’intuizione dello spettatore. Che si trova a colmare dei vuoti narrativi degni dell’edizione speciale della Settimana Enigmistica. Ricordo che abbiamo provato una sensazione analoga alla fine di Solaris, Tra le nuvole e persino Burn after reading, dove almeno il buon Brad Pitt contribuiva a riequilibrare un po’ il tutto.

Le colline del centro Italia

In questa pellicola, s’apprezza di sicuro la fotografia: specialmente per noi emigrati, è sempre un piacere dare un’occhiatina all’Italia rurale dei paesini adagiati sulle colline, ai bar con la gente che guarda un vecchio film, alle viuzze scarsamente illuminate che salgono e scendono seguendo il profilo naturale del monte. E probabilmente s’apprezza anche Violante Placido, che però m’era piaciuta di più in Jack Frusciante (lo so, è un film del secolo scorso). Ma la trama lascia assolutamente a desiderare: sembra stata scritta in un paio di settimane da uno studentello in erba. Non dico che sia giusto dare allo spettatore le risposte alle tante domande che sorgono spontanee, ma almeno si dovrebbe rispettare il pubblico pagante con qualcosa di di più consistente e ben articolato. Chi è Edward? Da dove viene? E perché lo vogliono far fuori? Il mio giudizio: non sprecare due ore della tua vita con questo film.

Commenti

  1. Renato ha detto:

    Purtroppo io le due ore le ho sprecate!

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